Al centro del congresso AISF, in programma a Roma, il futuro della cura del fegato, tra malattie dismetaboliche, oncologia e modelli assistenziali. Messaggio del Prof. Giacomo Germani, Segretario Generale AISF
Le malattie del fegato rappresentano oggi uno dei campi più dinamici e complessi della medicina interna. L’evoluzione degli stili di vita, l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie metaboliche e l’impatto persistente dei consumi di alcol stanno ridisegnando la mappa epidemiologica delle epatopatie. Parallelamente, le innovazioni terapeutiche e diagnostiche stanno aprendo scenari inediti, che richiedono competenze sempre più integrate e un dialogo costante tra specialisti, istituzioni e territorio. Negli ultimi anni, l’epatologia ha vissuto una vera rivoluzione, a partire dall’introduzione degli antivirali ad azione diretta per l’epatite C. Le terapie innovative hanno modificato radicalmente il peso delle epatiti virali, mentre sono cresciute in modo significativo le diagnosi di patologie dismetaboliche. La MASLD, nuova definizione della steatosi epatica associata a disfunzione metabolica, interessa ormai circa il 25% degli adulti, in primis i soggetti in sovrappeso, mentre la malattia alcol-correlata continua a rappresentare una criticità rilevante: secondo l’Istituto Superiore di Sanità, nel 2022 circa 8 milioni di italiani hanno consumato alcol in quantità considerate sopra la soglia di attenzione. A queste si aggiungono le epatopatie rare e colestatiche, le neoplasie del fegato e delle vie biliari, la gestione della cirrosi e le nuove prospettive del trapianto.
Diagnosi e trattamento delle malattie del fegato sono i temi al centro del calendario di incontri (27° AISF Pre-Meeting Course e il 58° AISF Annual Meeting) in programma a Roma dal 18 al 20 marzo. Promossi dall’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF), gli eventi riuniranno oltre 800 specialisti provenienti da diverse discipline, chiamati a confrontarsi sulle priorità cliniche, scientifiche e di politica sanitaria che riguardano il fegato e le sue patologie. I medici affronteranno i progressi più significativi nelle epatopatie croniche, nell’oncologia epatica, nelle epatiti virali, nelle innovazioni farmacologiche e nelle nuove metodologie diagnostiche, fino agli strumenti digitali che stanno trasformando la pratica clinica. Un percorso che mette in luce come l’epatologia contemporanea richieda una visione ampia, capace di integrare competenze diverse e di rispondere a bisogni assistenziali sempre più articolati.
La figura dell’epatologo assume un ruolo strategico. Non è più soltanto lo specialista che gestisce una singola patologia d’organo, ma un professionista che opera in stretta sinergia con internisti, diabetologi, oncologi, intensivisti, infettivologi, radiologi, chirurghi e con la medicina del territorio. La complessità delle malattie del fegato impone infatti percorsi che uniscono diagnosi precoce, stratificazione del rischio, gestione delle comorbidità, appropriatezza terapeutica e continuità assistenziale. Come sottolinea il Prof. Giacomo Germani, Segretario AISF, “le malattie del fegato stanno cambiando, e allo stesso modo devono cambiare anche i modelli di presa in carico. Oggi l’epatologo è chiamato a svolgere un ruolo sempre più centrale ma integrato con altri specialisti e con la medicina del territorio. Il congresso AISF rappresenta dunque un momento fondamentale per mettere a fuoco le priorità scientifiche e organizzative della disciplina, ma anche per rafforzare il dialogo con le istituzioni, affinché le conoscenze cliniche possano tradursi in strategie concrete di prevenzione, diagnosi e trattamento”.

Proprio il dialogo con le istituzioni sarà uno dei temi chiave dell’edizione 2026. Il congresso ospiterà infatti una sessione dedicata alla politica sanitaria, con la partecipazione di parlamentari, rappresentanti del Ministero della Salute, dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’associazione dei pazienti EpaC ETS e della comunità epatologica. Un confronto che riflette la volontà di AISF di contribuire alla definizione di strategie più efficaci per la prevenzione, la diagnosi e la presa in carico delle malattie del fegato, oltre che per l’impiego appropriato delle risorse nel Servizio Sanitario Nazionale.
Accanto all’aggiornamento scientifico, il congresso conferma la propria vocazione formativa e il proprio ruolo di riferimento per la crescita delle nuove generazioni di epatologi. Sessioni di aggiornamento, studi originali, workshop, laboratori e discussioni multidisciplinari offriranno un’occasione di confronto sulle esigenze della pratica clinica e sulle direzioni future della ricerca. Un impegno che mira a consolidare il ruolo di AISF come punto di riferimento per la comunità scientifica e come interlocutore qualificato per il sistema sanitario e i decisori pubblici. Il congresso AISF 2026 si presenta dunque come un appuntamento cruciale per comprendere le trasformazioni in atto e per delineare il futuro dell’epatologia italiana, in un momento storico in cui la salute del fegato è sempre più al centro delle sfide di salute pubblica.




