A Roma gli Stati generali della Federazione nazionale Ordini delle 18 professioni: sotto la lente l’iter parlamentare della legge e delega

Legge delega sulle profesioni sanitarie
Avviare un confronto aperto con il Governo, il Parlamento e le Regioni sulla Legge delega sul riordino delle professioni sanitarie. Questo l’obiettivo degli Stati generali della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Fno Tsrm e Pstrp), tenutisi nei giorni scorsi a Roma.
“Con il DDL sulle professioni sanitarie vogliamo promuovere un riordino complessivo nel settore, affrontando nodi centrali come la carenza di personale, l’evoluzione delle competenze professionali, l’aggiornamento dei percorsi di formazione e lo sviluppo delle opportunità di crescita professionale – lo ha detto il Ministro della salute, Orazio Schillaci, nel suo messaggio di saluti all’evento -. Il contributo delle professioni tecniche, della riabilitazione e della prevenzione sarà determinante anche nel rafforzamento della sanità territoriale, che costituisce uno degli assi di sviluppo del nostro sistema di assistenza”.
Schillaci ha inoltre spiegato che “il sistema sanitario sta affrontando un cambiamento profondo, che richiede organizzazioni più flessibili, integrate e orientate al territorio. In questo scenario il ruolo delle professioni sanitarie riassume una dimensione sempre più rilevante”.
Dalla giornata di studio e confronto è emerso un quadro fatto di bisogni complessi e criticità che interessano l’attuale sistema sanitario. Tra i principali nodi segnalati figurano la carenza di personale, la crescente difficoltà nel rendere attrattive le professioni sanitarie, la necessità di affrontare gli effetti dell’invecchiamento della popolazione e, non ultimo, lo scarso riconoscimento economico e sociale riservato ai professionisti del settore.
Agli Stati generali, la FNO TSRM e PSTRP ha tracciato una linea di indirizzo condivisa con le Commissioni di albo nazionali e con gli Ordini (TSRM e PSTRP). Un orientamento che punta a inserirsi nel più ampio processo di modernizzazione del SSN, con l’obiettivo di rafforzarne la capacità di risposta ai bisogni dei cittadini.
Secondo la Federazione nazionale, i fattori chiave del cambiamento riguardano diversi ambiti: investimenti sul personale e introduzione di nuovi modelli di presa in carico pensati per accompagnare l’evoluzione dei bisogni di salute della popolazione e per tenere il passo con l’innovazione tecnologica.
Tra le priorità indicate della Federazione nazionale, c’è la necessità di rendere le professioni sempre più qualificate e aggiornate, in grado di affrontare le sfide della sanità dei prossimi anni. In questa prospettiva si inserisce anche la proposta di avviare un confronto a livello internazionale, con l’obiettivo di allineare le competenze dei professionisti italiani agli standard europei. Ciò attraverso modelli formativi sempre più avanzati, capaci di garantire maggiore autonomia e responsabilità professionale e di valorizzare il lavoro all’interno delle équipe multiprofessionali, contribuendo al tempo stesso a ridurre tempi di attesa e costi per il servizio sanitario.
“Il servizio sanitario nazionale non si difende solo con le risorse economiche: si difende soprattutto valorizzando le competenze, il lavoro e la responsabilità delle professioni sanitarie. È su questo capitale umano che si gioca il futuro della sanità italiana – ha detto il presidente di FNO TSRM e PSTRP, Diego Catania -. Abbiamo voluto promuovere questo momento di riflessione perché siamo convinti che il riordino delle professioni sanitarie debba partire da un presupposto molto chiaro: la centralità delle competenze professionali nella tutela della salute dei cittadini – ha detto -. Le professioni che questa Federazione rappresenta, dall’area tecnico-diagnostica all’area tecnico-assistenziale, dalla riabilitazione alla prevenzione, costituiscono una componente essenziale del sistema salute. Professioni che ogni giorno operano con competenza, responsabilità e dedizione all’interno del servizio sanitario nazionale, che garantiscono diagnosi, sicurezza, prevenzione, riabilitazione e qualità dei percorsi assistenziali, ma che non sono sempre state valorizzate nella misura in cui avrebbero meritato”.
Per la FNO TSRM e PSTRP, un ulteriore passaggio riguarda lo sviluppo di percorsi di specializzazione, da realizzare attraverso l’istituzione di lauree magistrali a indirizzo clinico, da affiancare a quelle già esistenti. L’obiettivo è formare professionisti con competenze avanzate, in grado di gestire anche casistiche complesse e di contribuire concretamente alla riduzione delle liste d’attesa.
Tra i punti ritenuti centrali vi è anche il tema della valorizzazione economica delle professioni rappresentate. Tra le proposte avanzate figurano l’estensione della flat tax al 5% sugli straordinari e il riconoscimento dell’indennità di specificità per le professioni impegnate nei pronto soccorso, al pari di quanto già previsto per altre categorie. A queste richieste si affiancano i nuovi strumenti di crescita professionale, tra cui l’introduzione della figura del dirigente per area professionale.
Un ruolo importante, infine, è attribuito allo sviluppo di percorsi diagnostici terapeutici assistenziali (PDTA) multiprofessionali condivisi, con l’obiettivo di promuovere protocolli operativi comuni nei diversi contesti di cura. Un modello che punta a valorizzare il contributo di tutti i professionisti, nel rispetto delle rispettive competenze, e a rafforzare la sanità di prossimità, più vicina ai bisogni sanitari e socioassistenziali dei cittadini.
“Da parte del Consiglio Superiore di Sanità c’è una grande attenzione, un grande ascolto. L’importante è che questa sia un’occasione di instaurare dei dialoghi che possano potenziare la qualità di questi professionisti – ha detto il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Alberto Siracusano, intervenuto alla giornata -. L’aspetto primario è quello di riuscire a svolgere un confronto, nel quale il Consiglio è assolutamente presente, ma soprattutto che si creino le condizioni per aumentare la professionalità rispetto ai nuovi bisogni di una società che cambia”.
Dalla discussione odierna è emerso che il riordino delle professioni sanitarie non deve essere letto come una questione interna, ma come una leva di sostenibilità del sistema sanitario. Il punto di partenza non sono i perimetri professionali, ma la capacità del SSN di rispondere a bisogni già cambiati. La riforma delle professioni sanitarie non punta a eliminare o ridurre il numero delle professioni in Italia, ma a lavorare sullo sviluppo delle competenze di ciascuno, attraverso la mappatura delle specificità distintive e trasversali, dei percorsi di carriera e le aree di sovrapposizione di competenze tra professioni. Da questa analisi emergono opportunità di task sharing e task shifting, e la necessità di definire un sistema di certificazione e valutazione delle competenze che riconosca anche l’esperienza sul campo.
Nella giornata, tra gli altri, hanno arricchito il panel dei relatori: Carlo Catalano, Generale, Direttore generale della sanità militare, Mariella Mainolfi, Direttore generale professioni sanitarie del Ministero della salute, Claudio Costa, Coordinatore gruppo tecnico interregionale Risorse umane, formazione e fabbisogni formativi della Commissione salute – Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, gli Onorevoli Simona Loizzo, Marta Schifone, Ugo Cappellacci, della Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati, Massimo Miscusi, Direttore generale del Ministero dell’università e della ricerca, Daniele Gianfrilli, Segretario generale del Consiglio universitario nazionale.
Attraverso gli Stati generali, la FNO TSRM e PSTRP identifica linee programmatiche per un Servizio sanitario nazionale più solido e più vicino alle persone. Il passaggio decisivo, ora, spetta alla politica: trasformare queste indicazioni in interventi concreti, attraverso la riforma delle professioni sanitarie e i relativi decreti attuativi, riconoscendo il lavoro di chi ogni giorno contribuisce alla tutela della salute degli italiani.
L’ITER PARLAMENTARE
Il disegno di legge (DDL) delega per il riordino delle professioni sanitarie, approvato dal Consiglio dei Ministri il 4 settembre 2025 e successivamente trasmesso al Parlamento, è attualmente in fase di discussione. Il provvedimento, che mira a riformare l’organizzazione delle professioni sanitarie, la formazione e la responsabilità professionale (c.d. “scudo penale”), ha iniziato il suo iter presso la Camera dei Deputati (A.C. 2700) prima di passare all’esame del Senato, con un percorso che prevede un’ampia consultazione delle parti sociali, inclusi Ordini e sindacati.  Il DDL ha iniziato l’esame in Commissione Affari Sociali (Camera) a fine 2025, con aggiornamenti e discussioni proseguite nei primi mesi del 2026. Il testo è considerato strategico per il governo, in particolare per la valorizzazione delle competenze e la gestione del personale nel SSN.
L’Articolo 7 riscrive le norme sulla responsabilità colposa (art. 590-sexies del Codice Penale), prevedendo che i sanitari rispondano solo in casi di colpa grave qualora abbiano rispettato le linee guida o le buone pratiche clinico-assistenziali. 
Formazione e Ordinamento): Il testo delega il Governo a ridefinire i percorsi formativi (medicina generale, specializzazioni) e a riordinare le professioni sanitarie, includendo chimici, fisici, biologi e odontoiatri, con una forte attenzione all’integrazione dell’Intelligenza Artificiale (AI).
Risorse eCriticità: La riforma è concepita a “invarianza finanziaria”, il che ha sollevato dubbi sindacali sulla reale efficacia di alcune tutele, come lo “scudo legale”, senza investimenti strutturali.
Prossimi Passi: dopo l’approvazione parlamentare il Governo avrà il compito di emanare i decreti legislativi attuativi per rendere operative le norme. 
Punti di attenzione in discussione:
• La definizione di “colpa grave” in presenza di carenze strutturali o di personale.
• La richiesta di maggiore valorizzazione per la professione infermieristica.
• Il superamento dei gap territoriali e di genere nelle professioni

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