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L’intelligenza si sposa con l’ambiente: viaggio alle radici del comportamento umano

In occasione della Settimana del Cervello la Fondazione Zoé, Zambon Open Education, porta a Vicenza e Bresso (Milano) incontri, conferenze e laboratori dedicati al rapporto tra mente, natura e tecnologie

Ogni epoca rilegge il cervello alla luce delle proprie domande. Oggi, in un mondo attraversato da mutamente climatici, rivoluzioni digitali e disagio sociale senza precedenti, cresce l’urgenza di capire come la nostra mente si adatta, reagisce e si modella in relazione al contesto che la circonda. Le neuroscienze stanno mostrando con sempre maggiore chiarezza quanto l’intelligenza umana sia un sistema aperto, plastico, intimamente intrecciato con l’ambiente naturale e con le tecnologie che utilizziamo ogni giorno. Indagare questo rapporto significa esplorare le radici del comportamento umano, i meccanismi dell’apprendimento, le dinamiche emotive e le scelte che guidano la nostra vita quotidiana.

È in questo scenario che torna la Settimana del Cervello – Brain Awareness Week, la grande campagna internazionale dedicata alla divulgazione delle neuroscienze, ideata dalla Dana Alliance for Brain Initiatives e oggi diffusa in oltre 50 Paesi. Anche quest’anno Fondazione Zoé, Zambon Open Education, rinnova la sua adesione proponendo, fino al 22 marzo, una settimana di incontri, conferenze, laboratori e attività aperte al pubblico. Il tema scelto per questa edizione è il rapporto tra cervello e natura, un filo conduttore che attraversa l’intero programma e invita a riflettere sul cervello come organismo complesso, parte di un ecosistema più ampio con cui interagisce, si autoregola e si trasforma.

La rassegna si è aperta domenica scorsa al Teatro Comunale di Vicenza, con la lectio magistralis dello psichiatra Vittorino Andreoli, che ha guidato il pubblico in un viaggio tra scienza e mistero, alla scoperta della natura del cervello umano. Ieri è stata la volta di un dialogo sul cervello emotivo nell’era digitale: la professoressa Michela Balconi, neuroscienziata dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Brescia, ha conversato con il pedagogista Gregorio Ceccone, che ha presentato il report dell’Osservatorio Scientifico sull’educazione digitale del Movimento Etico Digitale – Social Warning.

Oggi, e venerdì 20 marzo, il programma si sposta online con due webinar interattivi dedicati alle metafore come palestra per il cervello, guidati dal gruppo di ricerca del Laboratorio di Neurolinguistica e Pragmatica Sperimentale della Scuola Universitaria Superiore di Pavia, diretto dalla Professoressa Valentina Bambini. Le attività rientrano nella campagna #TrovaLaMetafora, che promuove il riconoscimento delle metafore nella vita quotidiana come strumento di stimolazione del pensiero critico.

Sabato 21 marzo, negli spazi della Fondazione Zoé, si terrà una riflessione sull’evoluzione delle capacità cognitive umane con Martina Ardizzi, Professoressa di Psicobiologia presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia, Unità di Neuroscienze, dell’Università di Parma. A seguire, il rapporto tra mente e natura sarà al centro della conferenza dedicata alla biofilia e all’intelligenza naturalistica con Giuseppe Barbiero, docente di Biologia e di Ecopsicologia all’Università della Valle d’Aosta.

La giornata conclusiva, domenica 22 marzo, proporrà due appuntamenti complementari. La mattina, Lorenzo Gagliardi, Research Fellow presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), analizzerà i meccanismi cognitivi che ci portano ad associare automaticamente ciò che è naturale a ciò che è sano, un bias radicato che influenza scelte alimentari, comportamenti e percezioni del rischio. Nel pomeriggio, la scrittrice e divulgatrice scientifica Alessandra Viola accompagnerà il pubblico in un viaggio nel mondo vegetale, esplorando il dialogo tra piante, mente e benessere.

Accanto agli incontri pubblici, la Settimana del Cervello offrirà anche attività educative e iniziative di divulgazione: un laboratorio creativo per ragazze e ragazzi dagli 11 ai 14 anni al Palladio Museum, un percorso di lettura curato dalla Biblioteca Bertoliana e una settimana di contenuti digitali dedicati alle neuroscienze.

L’edizione 2026 si estende inoltre a Bresso (Milano), negli spazi di Oxy.gen, luogo dedicato alla riflessione su scienza, salute e ambiente nato nel campus scientifico OpenZone grazie alla collaborazione tra Fondazione Zoé e Parco Nord Milano. Qui sono in programma una conferenza sui misteri ancora irrisolti del cervello, con commento scientifico di Luciano Licciardello, e un laboratorio esperienziale dedicato alla relazione tra cervello e respiro, a cura dell’Associazione Idea. La Settimana del Cervello si conferma così un appuntamento prezioso per avvicinare il pubblico alle neuroscienze, offrendo strumenti per comprendere meglio come la mente interagisca con la natura, le tecnologie e le relazioni che plasmano la nostra quotidianità. Un invito a osservare il cervello non come un’entità isolata, ma come parte viva di un ecosistema complesso, in continuo dialogo con il mondo che abitiamo.

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