Migliorare l’aderenza terapeutica e portare le cure sempre più vicino ai pazienti: è questa una delle sfide centrali nella gestione delle maculopatie, emersa durante la Cernobbio School di Motore Sanità, tenutasi dal 18 al 20 febbraio a Cernobbio, sul lago di Como. L’evento, promosso in media partnership con Mondosanità, Eurocomunicazione, Espansione TV e Askanews, ha riunito esperti e professionisti della sanità per discutere i principali temi legati all’innovazione e alla sostenibilità del sistema sanitario italiano.
Nel corso della tavola rotonda “Maculopatie: epidemiologia, nuove terapie e innovazione sostenibile nei modelli organizzativi e nelle tecnologie emergenti”, è intervenuto Alberto Piatti, Responsabile dell’Oculistica Territoriale ASL TO5, che ha posto l’attenzione su uno dei nodi più critici nella gestione di queste patologie croniche: la continuità delle cure.
“Il problema principale oggi è l’aderenza terapeutica dei pazienti – ha spiegato – e per migliorarla dobbiamo agire su più fronti”. Da un lato, l’innovazione farmacologica offre soluzioni come i farmaci “long lasting”, che consentono di ridurre la frequenza delle iniezioni, alleggerendo il carico terapeutico per i pazienti. Dall’altro, è fondamentale ripensare l’organizzazione dei servizi, avvicinando i trattamenti al domicilio.
In questa direzione, l’attivazione di prestazioni anche in sedi extraospedaliere rappresenta una leva strategica per facilitare l’accesso alle cure, soprattutto per una popolazione prevalentemente anziana e spesso con difficoltà negli spostamenti. Un approccio che si inserisce nel più ampio processo di rafforzamento della sanità territoriale.
Le maculopatie, infatti, incidono in modo significativo sulla qualità della vita. Se non adeguatamente trattate, possono compromettere attività quotidiane fondamentali come leggere, guidare o mantenere l’autonomia personale. “Non si tratta solo di aumentare gli anni di vita – ha sottolineato Piatti – ma di dare più vita agli anni, garantendo una vecchiaia attiva e dignitosa”.
I numeri confermano la rilevanza del fenomeno: si stima che circa un milione di italiani sia affetto da maculopatia legata all’età, un dato destinato a crescere con l’invecchiamento della popolazione. Di fronte a questo scenario, diventa essenziale coniugare innovazione terapeutica e modelli organizzativi più flessibili, capaci di rispondere ai bisogni reali dei pazienti.
Dalla Cernobbio School emerge quindi una direzione chiara: per affrontare efficacemente le patologie croniche oculari è necessario puntare su prossimità, continuità assistenziale e innovazione, con l’obiettivo di migliorare non solo gli esiti clinici, ma anche la qualità della vita dei pazienti.
Alberto Piatti, Responsabile Oculistica Territoriale Asl Torino 5




