Ricerca, Roca e Abate, giovani ricercatori del Pascale in prima linea contro i tumori: dal Ministero oltre 1,3 milioni

Pancreas e colon-retto al centro di due progetti guidati da under 40. L’Istituto dei tumori di Napoli si conferma laboratorio di futuro per l’oncologia italiana.

NAPOLI- 31 MARZO 2026

Sono i volti della nuova ricerca oncologica italiana e lavorano a Napoli. Maria Serena Roca e Riziero Esposito Abate, giovani ricercatori dell’Istituto Pascale, firmano due dei tre progetti finanziati dal Ministero della Salute nell’ambito della Ricerca Finalizzata 2024, portando all’Istituto oltre 1,3 milioni di euro.

Un risultato che racconta un cambio di passo: non solo eccellenza scientifica, ma una nuova generazione che conquista spazio e guida studi su alcune delle forme tumorali più difficili da trattare.

In un bando altamente competitivo, con centinaia di proposte presentate a livello nazionale, il Pascale ha candidato 15 progetti – più della metà guidati da giovani – riuscendo a ottenerne tre. Un segnale chiaro della capacità dell’Istituto di investire e far crescere nuovi protagonisti della ricerca.

Il progetto di Maria Serena Roca, dirigente biotecnologo presso la Struttura Complessa di Farmacologia Sperimentale Oncologica, affronta una delle sfide più complesse: il tumore del pancreas. La ricerca punta a “ripensare” l’ambiente che circonda il tumore, utilizzando combinazioni di farmaci già disponibili per renderlo più vulnerabile al sistema immunitario. L’obiettivo è ambizioso: trasformare una malattia oggi spesso resistente alle cure in una patologia più trattabile e sensibile alle terapie.

Sul fronte del tumore del colon-retto metastatico con mutazione BRAF, tra le forme più aggressive, si muove invece il lavoro di Riziero Esposito Abate, ricercatore sanitario presso la Struttura Complessa di Biologia Cellulare e Bioterapie. Il suo studio integra dati genetici, molecolari e radiologici per capire perché alcuni pazienti non rispondono alle terapie mirate. Individuare i meccanismi della resistenza significa aprire la strada a trattamenti più efficaci e personalizzati.

Accanto alla spinta dei giovani, si conferma il contributo dell’esperienza con il progetto coordinato da Michelino De Laurentiis, direttore del Dipartimento di Senologia, sul tumore al seno, focalizzato sull’interazione tra sistema immunitario e cellule tumorali per prevedere la risposta alle terapie e migliorare la scelta dei trattamenti.

Ogni progetto è stato finanziato con 450 mila euro, per un totale di 1 milione e 350mila euro, risorse che rafforzano il legame tra ricerca e pratica clinica e permettono di sviluppare studi ad alto impatto. E il bilancio potrebbe ancora migliorare: sono in corso infatti le verifiche su ulteriori studi ai quali l’Istituto partecipa come partner.

Soddisfazione è stata espressa dal direttore scientifico dell’Istituto, Alfredo Budillon: .

Un risultato che conferma il ruolo strategico del Pascale e rilancia una sfida cruciale: trasformare le scoperte scientifiche in terapie sempre più efficaci, su misura per ogni paziente.

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