Mettere il tumore a dieta: parte la raccolta fondi del progetto Microbi Chef di Milano-Bicocca per finanziare l’analisi dell’RNA

I risultati ottenuti saranno utili per capire se esiste una relazione tra microbiota e metabolismo del tumore al colon, aprendo nuove prospettive di ricerca
 
Milano, 19 maggio 2026 – Mettere il tumore a dieta: questa è l’idea del gruppo di ricercatori di Milano-Bicocca, proposta con il progetto Microbi Chef, nell’ambito del programma di crowdfunding dell’Ateneo, BiUniCrowd. Ogni forma tumorale ha un suo cibo preferito, di cui ha bisogno per crescere, ma non tutti i tumori “mangiano” le stesse cose: alcuni sembrano preferire gli zuccheri, altri i grassi o metaboliti presenti nell’ambiente che li circonda. 
 
Il tumore al colon, su cui si concentra lo studio, è tra i più diffusi. Il laboratorio di Bioinformatica e Computational Systems Biology dell’Università di Milano-Bicocca, guidato dalla professoressa Chiara Damiani, ha sviluppato metodi informatici che permettono di capire quali sono i nutrienti che il tumore di uno specifico paziente tende a utilizzare in modo preferenziale.
 
«Non esiste un solo tumore al colon. Le varie tipologie – spiega Chiara Damiani, team leader del progetto – si evolvono in modo diverso da paziente a paziente. Ogni persona ha un patrimonio genetico unico, un proprio stile di vita e un ambiente biologico differente. Nel nostro intestino vivono miliardi di microrganismi che trasformano ciò che mangiamo: chef esclusivi che formano una squadra, diversa per ogni paziente, con una ricetta personalizzata».
 
Per capire se esiste una relazione tra microbiota e dieta del tumore, servono nuovi dati. Il team di ricercatori e docenti dell’Università di Milano-Bicocca e del CNR studia come i microbi che abitano il nostro intestino possano influenzare ciò che il tumore al colon utilizza per crescere. «Dobbiamo caratterizzare in maniera più approfondita – sottolinea la professoressa Damiani – campioni tumorali di cui conosciamo già la composizione della flora intestinale del paziente. Analizzare l’RNA di 20 tumori al colon ci permetterà di osservare se esiste una relazione tra microbiota e dieta del tumore. Faremo il primo passo di un percorso più articolato, gettando le basi delle prossime ricerche».
 
Il progetto cerca sostegno grazie alla raccolta fondi, attiva sulla piattaforma Ideaginger.it. Il primo obiettivo è raccogliere 8mila euro che servono per analizzare l’RNA di 20 tumori. Ogni euro vale doppio grazie al supporto dell’Università di Milano-Bicocca, che, al raggiungimento di 4mila euro, contribuirà raddoppiando il valore delle donazioni. In caso di overfunding sarà possibile ampliare il numero di campioni analizzati, aumentando la capacità di identificare relazioni più complesse e meno evidenti. 
 
«I risultati ottenuti grazie alla campagna di crowdfunding – conclude la professoressa Chiara Damiani sulle prospettive della ricerca – potranno essere utili a ulteriori progetti per capire se è possibile mettere davvero il tumore a dieta. Se adeguatamente dimostrata, la relazione tra dieta del tumore e composizione del microbiota potrebbe aprire la strada a ricerche finalizzate a intervenire sul “team degli chef”, verso strategie mirate di modulazione del microbiota come possibile coadiuvante terapeutico».
 
Per ogni donazione è prevista una ricompensa, a partire dall’ingresso nella community per condividere informazioni e partecipare a webinar, fino all’incontro coi ricercatori e una visita guidata dei laboratori. E ancora, la possibilità di ispirare la creazione grafica di un “microbo chef”, un personaggio unico che entrerà a far parte dell’immaginario del progetto.
 
La ricerca nasce dalla collaborazione tra ricercatori esperti in modellazione matematica, intelligenza artificiale e biologia sperimentale. Il team, oltre a Chiara Damiani, è composto dalla professoressa Federica Facciotti, responsabile del laboratorio di Immunologia mucosale di Milano-Bicocca ed esperta nell’interazione microbiota–tumore e nella modulazione delle risposte immunitarie in ambito oncologico. Bruno Giovanni Galuzzi, ricercatore in bioinformatica del CNR-IBSBC, è il referente per la parte modelli predittivi e AI. Il dottorando Francesco Lapi contribuisce per sviluppo software e infrastruttura dati. La comunicazione scientifica è di competenza di Giulia Toniutti. Alberto Mazzari ha delineato l’identità visiva della campagna attraverso contenuti grafici e digitali. Infine, partecipa Emanuele Guanella, che sta svolgendo la sua tesi di laurea magistrale sul progetto Microbi Chef.

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