La medicina veterinaria tutela animali, persone e società. Indagine sul valore di una professione

Dalla cura degli animali da compagnia alla sicurezza alimentare, dalla vigilanza negli allevamenti alla prevenzione delle zoonosi. Uno studio promosso da Boehringer Ingelheim svela i lati meno conosciuti dell’approccio One Health

La medicina veterinaria è spesso percepita come una professione dedicata alla cura degli animali da compagnia, ma il suo impatto reale è molto più ampio e strategico. Dalla sicurezza alimentare alla prevenzione delle zoonosi, dalla diagnosi precoce delle patologie negli animali domestici alla tutela della salute pubblica, il ruolo dei medici veterinari rappresenta uno dei pilastri dell’approccio One Health. Eppure, gran parte di questo contributo resta invisibile agli occhi della società. È quanto emerso dall’indagine globale promossa da Boehringer Ingelheim, che ha coinvolto oltre mille professionisti in 51 Paesi, mettendo in luce competenze, responsabilità e attività quotidiane raramente riconosciute nella loro reale complessità. I report evidenziano gli aspetti fondamentali messi in atto per proteggere animali, persone e società: l’individuazione di problemi di salute nascosti e segnali di dolore negli animali domestici, la protezione della sicurezza della filiera alimentare e i programmi di sorveglianza per limitare la diffusione delle malattie negli allevamenti.

Questi risultati hanno confermato il ruolo di vasta portata della professione dei medici veterinari nella vita quotidiana: dalla cura degli animali da compagnia presenti in oltre la metà delle famiglie del mondo, alla tutela delle filiere che partono dagli allevamenti e che si traducono nei prodotti destinati al consumo alimentare, proteine animali che contribuiscono al sostentamento del 97% della popolazione del pianeta. “Il contributo della medicina veterinaria si esprime ogni giorno non solo nella tutela della salute e del benessere animale, ma anche nella prevenzione dei rischi sanitari, nella sicurezza delle filiere alimentari e nel monitoraggio delle malattie che possono avere un impatto sull’uomo”, ha commentato Karin Ramot, Head of Boehringer Ingelheim Animal Health Italia. “Rendere più evidente questo contributo significa rafforzare una cultura della prevenzione e promuovere una consapevolezza più ampia del ruolo strategico del veterinario all’interno dell’approccio One Health”.

Dietro ogni decisione da parte dei medici veterinari si celano anni di formazione, specializzazione ed esperienza clinica. “Molto spesso, durante una visita, il cliente vede solo il risultato finale: una diagnosi, una terapia, un consiglio”, ha osservato Marco Melosi, Presidente ANMVI. “Ma il medico veterinario è chiamato ogni giorno a riconoscere segnali deboli, intercettare patologie nascoste e prendere decisioni che possono cambiare la qualità e l’aspettativa di vita degli animali. Non sorprende che l’87% dei veterinari per animali da compagnia abbia indicato proprio questa capacità diagnostica come l’aspetto meno riconosciuto della professione”.

Il percorso per diventare medico veterinario richiede cinque anni di studi universitari, ai quali possono aggiungersi almeno tre anni di formazione specialistica. Con l’aumento delle aspettative dei proprietari in termini di salute e benessere, il giudizio clinico veterinario è diventato sempre più centrale in tutte le fasi della cura, dalla prevenzione alla gestione delle condizioni complesse. Gran parte della medicina veterinaria è orientata alla prevenzione. L’indagine ha rivelato che, per quanto riguarda gli equini, ad esempio, tra gli aspetti più importanti ma meno riconosciuti figurano l’identificazione del dolore nascosto e dei segni precoci delle malattie, insieme alla capacità di valutare il peso dell’ambiente e la storia clinica del cavallo. “Una parte fondamentale del lavoro si svolge lontano dai riflettori”, ha spiegato Giorgio Strozzi, Presidente SIVE. “Significa saper leggere segnali sottili, interpretare il comportamento dell’animale e integrare informazioni cliniche, ambientali e gestionali. Questo approccio migliora il benessere del cavallo e previene patologie complesse e costose”.

La medicina veterinaria applicata agli animali d’allevamento ha un impatto diretto sulla salute della collettività. Protegge animali come bovini, suini e pollame, contribuendo a circa il 34% dell’apporto proteico globale. È inoltre cruciale per prevenire zoonosi: il 60% delle malattie infettive umane si trasmette tra animali e persone, e il 70% delle malattie emergenti ha origine animale, ha sottolineato Vito Loconte, Presidente SIVARSIB. “Rafforzare la consapevolezza di questo contesto è essenziale per valorizzare una professione che è parte integrante dell’approccio One Health”.

Nonostante ciò, secondo i veterinari intervistati, questo impatto più ampio è spesso sconosciuto al pubblico. Il 65% dei veterinari per animali d’allevamento ha indicato la protezione della sicurezza alimentare come l’aspetto più trascurato del proprio lavoro, seguito dalla sorveglianza per limitare la diffusione delle malattie. “Questa indagine evidenzia quanto il ruolo del medico veterinario sia percepito solo in parte nella sua reale ampiezza”, ha concluso Bartolomeo Griglio, Presidente AIVEMP. “Accanto alla cura degli animali, la professione svolge una funzione essenziale nella sanità pubblica, nella sicurezza alimentare e nella prevenzione delle malattie”.

L’indagine di Boehringer Ingelheim ha riportato al centro dell’attenzione una professione che opera spesso in silenzio, ma che rappresenta un presidio fondamentale per la salute animale, umana e ambientale. Un lavoro invisibile, ma indispensabile per l’equilibrio dell’intero ecosistema.

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