Dalle città alle valli: la farmacia dei servizi è la chiave per una prevenzione più vicina ai cittadini

Nelle grandi città rappresenta un importante punto di riferimento sanitario di prossimità, ma nelle aree montane e rurali può diventare un presidio pressoché indispensabile. È questa una delle riflessioni emerse durante il roadshow “Farmacia dei Servizi: il futuro delle vaccinazioni è già qui”, quinto dei nove appuntamenti regionali promossi da Motore Sanità grazie al contributo incondizionato di Pfizer, GSK, MSD e CSL Seqirus.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di valorizzare il ruolo delle farmacie come attori fondamentali della prevenzione e dell’assistenza territoriale, favorendo un accesso più equo alle vaccinazioni contro pneumococco, Covid-19, influenza, Herpes Zoster e HPV. Una sfida particolarmente rilevante se si considera che oggi in Italia sono circa 5.000 le farmacie abilitate alla somministrazione dei vaccini, appena il 25% del totale.

Tra gli interventi, quello di Alberto Avetta, consigliere della IV Commissione Sanità, Assistenza, Servizi sociali e Politiche per gli anziani della Regione Piemonte, che ha posto l’accento sul valore strategico della farmacia dei servizi in una regione caratterizzata da un’estesa presenza di piccoli comuni e territori montani.

«Motore Sanità ha centrato ancora una volta l’obiettivo», ha dichiarato Avetta. «In una realtà come il Piemonte, fatta di tanti piccoli comuni, la farmacia assume un ruolo fondamentale. Se nelle città esistono diverse alternative per i cittadini, nelle aree montane e rurali la farmacia è spesso il presidio sanitario più immediato e più vicino alle persone, soprattutto agli anziani e ai cittadini più fragili».

Secondo il consigliere regionale, l’esperienza maturata durante la pandemia ha dimostrato quanto sia importante rafforzare la sanità territoriale e valorizzare il contributo dei farmacisti. Per questo giudica positivamente la volontà della Regione Piemonte di investire nello sviluppo della farmacia dei servizi.

«Abbiamo imparato molto dal Covid. Il fatto che il Piemonte intenda investire su questo modello è certamente un elemento positivo che va sottolineato. Tuttavia, alle dichiarazioni di principio devono seguire investimenti concreti e risorse adeguate, soprattutto per sostenere quei presidi farmaceutici che rappresentano un punto di riferimento essenziale nelle aree rurali e montane».

Un altro tema centrale riguarda l’opportunità di utilizzare le vaccinazioni già consolidate, come quella antinfluenzale e anti-pneumococcica, per intercettare persone che potrebbero beneficiare anche di altre immunizzazioni, come quella contro l’Herpes Zoster. «Esistono già esperienze virtuose in altre regioni italiane», ha spiegato Avetta. «Non serve inventare nulla: basta adottare e replicare le buone pratiche che stanno dando risultati positivi. Per farlo, però, bisogna compiere delle scelte e destinare risorse specifiche a questa direzione».

L’estensione delle vaccinazioni in farmacia viene vista anche come uno strumento per alleggerire la pressione sul sistema sanitario pubblico. Ampliare la copertura vaccinale, soprattutto tra i soggetti più vulnerabili, significa infatti ridurre il rischio di complicanze, ricoveri e aggravamenti di patologie croniche. «Proteggere i fragili e fare prevenzione significa anche sgravare il servizio sanitario dalle situazioni più urgenti che si verificano quando le persone non vengono raggiunte in modo capillare e non si vaccinano», ha osservato il consigliere.

Guardando al futuro, Avetta condivide gli obiettivi indicati dall’assessorato regionale alla Sanità, ma richiama l’attenzione sulla necessità di trasformare gli impegni in azioni concrete. «I principi espressi dall’assessore sono condivisibili. Ora sarà importante metterli in pratica. Si tratta di politiche che richiedono investimenti significativi e per questo monitoreremo affinché agli impegni annunciati seguano risultati concreti».

Il messaggio che arriva da Torino è chiaro: rafforzare la farmacia dei servizi significa investire in una sanità più vicina ai cittadini, capace di raggiungere anche le comunità più periferiche e di garantire una prevenzione diffusa, efficace ed equa su tutto il territorio regionale.

Alberto Avetta, consigliere della IV Commissione Sanità, Assistenza, Servizi sociali e Politiche per gli anziani della Regione Piemonte

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