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MAL DI SCHIENA CRONICO: nuovo studio mondiale

Scoperto grazie a un nuovo studio come inibire il dolore da mal di schiena cronico anche per le persone a cui i farmaci non fanno effetto.

Questo nuovo studio condotto a livello mondiale ha coinvolto 191 paesi ha studiato l’effetto del tanezumab sui pazienti che soffrono di mal di schiena e che non hanno tratto sollievo da altri farmaci come oppioidi e antifiammatori non steroidei.

Questa particella è un anticopro monoclonale in grado di inibire l’attività nervosa sarebbe quindi in grado di inibire la diffusione nervosa del dolore fornendo quindi sollievi nei pazienti con lombalgia cronica. I risultati di questo studio sono stati riportati dalla rivista scientifica “Pain” e sono il lavoro di ricerca condotta da un team di esperti coordinato da Jhon Markam, della Universiti of Rochester Medical Center.

Una scoperta molto importante considera che circa il 9%-12% delle persone al mondo accusano dolore lombare in un dato istante. Sono quindi 632mln le persone che soffrono di questo problemi e quasi un quarto di essi (23,2%) dichiara di averne sofferto per almeno un mese.

Questo studio è il prima al mondo a dimostrare un sollievo a lungo termine per la lombalgia cronica grazie all’uso del tanezumab. Inoltre questo farmaco per essere efficace non ha bisogno di una somministrazione giornaliera infatti basta iniettarlo sottopelle una volta ogni due mesi. L’effetto benefico del farmaco si basa sul fatto che alcune proteine che circolano nel flusso sanguigno sono in grado di aumentare la sensibilità delle cellule del sistema nervoso al dolore. Una di queste proteine, identificata con la sigla NGF, spiega perché alcuni individui avvertono un mal di schiena più intenso e cronico rispetto ad a1tri. L’anticorpo monoclonale analizzato avendo proprio il ruolo di inibitore di NGF riesce a dare sollievo ai pazienti.

Il mal di schiena può essere una malattia invalidante, che ogni giorno costringe un grande numero di pazienti a letto. Durante il lockdown sono molte le persone che hanno sofferto di mal di schiena.

Lo smartworking ad esempio non ha contribuito a migliora la situazione: https://mondosanita.it/smart-working-un-bene-in-era-coronavirus-ma-non-sempre-per-il-fisico/

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