Adolescenza, i pediatri di famiglia propongono l’estensione delle cure fino ai 18 anni

L’idea lanciata al congresso della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) mira a colmare un vuoto assistenziale per una fascia d’età spesso trascurata

Il calo delle nascite e l’emergere di nuovi bisogni di salute impongono una riflessione sulla continuità assistenziale e la sostenibilità del sistema sanitario. L’adolescenza rappresenta una fase di transizione complessa, caratterizzata da vulnerabilità fisiche, psicologiche e sociali. Qui si concentrano fragilità emotive, difficoltà identitarie e comportamenti a rischio. Oggi la transizione alla medicina dell’adulto può tradursi in discontinuità assistenziali e abbandono dei percorsi di cura. Il pediatra di famiglia è il riferimento più adeguato per intercettare precocemente i segnali di disagio e accompagnare la crescita anche sul piano educativo e relazionale.

“Gli adolescenti restano la ‘terra di mezzo’ dell’assistenza sanitaria, proprio nella fase in cui aumentano fragilità e bisogni di salute. Estendere la fascia di competenza della Pediatria di Famiglia fino ai 18 anni aprirebbe nuove importanti prospettive a tutela del benessere dei ragazzi e delle famiglie”, ha dichiarato Antonio D’Avino, Presidente nazionale FIMP, in apertura del congresso. A rendere ancora più urgente il tema della transizione all’età adulta, da attuare in sinergia con la medicina di famiglia, è il cambiamento dei bisogni di salute: disturbi psicologici e dell’umore, comportamenti a rischio legati all’uso di alcol e droghe, disturbi alimentari, ritiro sociale, rapporto problematico con il web e i social, oltre all’aumento di patologie croniche come l’obesità. Sono tutti segnali di una crescente complessità dell’età adolescenziale che il Servizio sanitario nazionale non può permettersi di sottovalutare. A questi fattori si aggiunge un elemento strutturale: il calo della natalità, che sta ridisegnando il fabbisogno assistenziale sul territorio. In questo scenario, l’estensione dell’assistenza pediatrica fino ai 18 anni rappresenta non solo una risposta ai nuovi bisogni degli adolescenti, ma anche una leva di sostenibilità, valorizzando competenze già presenti e adattandole ai cambiamenti socio-demografici.

“La proposta della FIMP si inserisce in una visione più ampia di rafforzamento della medicina territoriale e delle cure primarie pediatriche, con l’obiettivo di costruire un sistema più equo, accessibile e capace di rispondere ai cambiamenti in atto. Ci auguriamo che possa trovare spazio già nell’atto di indirizzo del nuovo Accordo Collettivo Nazionale (ACN) per il triennio 2025-2027 della Pediatria di Libera Scelta”, conclude D’Avino. Il congresso FIMP, in corso a Roma fino a domenica (foto sotto), riunisce i Pediatri di Famiglia insieme a rappresentanti politico-istituzionali e professionisti sanitari per discutere il futuro della pediatria territoriale. Al centro del confronto: riorganizzazione dell’assistenza, rinnovo dell’Accordo Collettivo Nazionale, ruolo delle cure primarie nel quadro del PNRR e del DM 77, integrazione tra professionisti, strategie per rafforzare la prevenzione, promuovere corretti stili di vita e rispondere ai nuovi bisogni assistenziali di bambini e adolescenti. Spazio anche ai progetti educazionali FIMP e ai protocolli di collaborazione con Enti e Istituzioni. Il confronto interno alla categoria si concluderà con il rinnovo degli organi della Federazione.

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