Da anni, nei nosocomi italiani, architetti e designer stanno portando avanti progetti per l’umanizzazione degli spazi ospedalieri considerati troppo freddi e impersonali. In reparti come oncologia, ematologia, pediatria, ginecologia e radioterapia, è possibile trovare bellissimi esempi di arte applicata, con quadri, pareti affrescate e accostamenti di colori ispirati alla cromoterapia e al feng shui. Questi elementi decorativi non sono solo un abbellimento estetico; contribuiscono a rendere il soggiorno nei luoghi di cura meno angoscioso e più accogliente per i pazienti e i loro familiari. La presenza di opere d’arte e ambienti progettati con attenzione riesce a mitigare la sensazione di disagio che spesso accompagna la malattia, trasformando l’esperienza del ricovero in un sollievo per la mente e per l’anima.
Recentemente, il legame tra arte e salute ha trovato nuova linfa attraverso un progetto ambizioso denominato “Arte e Salute”. Questo programma triennale è stato presentato in conferenza stampa a Roma, presso la Camera dei Deputati. L’obiettivo è quello di integrare in modo più consapevole l’arte negli ambulatori e in corsia, migliorando la percezione del vissuto nei pazienti, nei caregiver e negli operatori sanitari.
Un’opera d’arte, come affermato dal prof. Antonio Russo, Presidente del Collegio degli Oncologi Medici Universitari, ha il potere di mettere a proprio agio il paziente, riducendo l’ansia, e migliora la relazione tra medico e malato. Non è un caso che l’arte riesca a stimolare le stesse aree cerebrali associate al ricordo di una persona amata, portando conforto e serenità a chi si trova a fronteggiare una malattia grave come il cancro, una malattia che colpisce oltre 3,7 milioni di italiani.
La professoressa Lorella Congiunti, docente presso la facoltà di filosofia della Pontificia Università Urbaniana, Roma, ha sottolineato l’importanza di creare ambienti di cura più sostenibili e umani, non solo per i pazienti, ma anche per il personale sanitario, spesso costretto a lavorare in contesti difficili. La bellezza e l’arte possono trasformare gli ospedali in luoghi accoglienti, o meno oppressivi. L’uso della tecnologia, attraverso installazioni di monitor video nei reparti di oncologia e nei day hospital, permetterà di proiettare opere d’arte, film e documentari, creando “quadri digitali” che apriranno una finestra su un patrimonio museale straordinario, quello che tutto il mondo ci invidia.
Le iniziative non si limiteranno all’installazione di opere d’arte. Gli organizzatori intendono promuovere visite a musei, piccole mostre all’interno delle strutture sanitarie e campagne di sensibilizzazione per immagini. Paolo Persichetti, professore ordinario di chirurgia plastica presso il policlinico universitario Campus Bio-Medico di Roma, ha evidenziato come l’umanizzazione degli ambienti ospedalieri deve diventare una priorità, sostenendo che in alcune nazioni sia già prevista la “prescrizione museale” per migliorare la salute psico-fisica, detto in altri termini si tratta di circondarsi di cose belle durante la convalescenza.
Rodolfo Papa, Ordinario alla Pontificia Insigne Accademia di Belle Arti e Lettere dei Virtuosi al Pantheon, ha ribadito l’importanza della “bellezza che cura”, affermando che l’Italia ha un patrimonio artistico senza pari che può essere utilizzato per il bene della collettività. Roma, la città dell’arte per eccellenza, è stata scelta come laboratorio per sperimentare queste nuove iniziative, con l’intento di esportarle successivamente in altre aree del Paese.
Il progetto prevede anche un’analisi scientifica dei risultati, con la somministrazione di questionari ai partecipanti nei reparti coinvolti. Questo approccio multidisciplinare potrebbe offrire dati preziosi per comprendere meglio l’impatto dell’arte sulla salute e sul benessere dei pazienti.
L’onorevole Andrea Di Giuseppe ha lodato l’iniziativa, sottolineando l’importanza di unire scienza e cultura per servire l’intera società. L’onorevole Federico Mollicone ha aggiunto che l’arte e la cultura entreranno in un contesto insolito come quello ospedaliero, aiutando le persone in difficoltà.
In definitiva, il progetto “Arte e Salute” si inserisce nel filone di esperienze già avviate negli ospedali italiani e segna un passo importante verso una concezione di cura, dove l’arte diventa parte integrante del processo terapeutico. La bellezza non è solo un elemento decorativo, ma un potente viatico nel percorso di guarigione, capace di consolare o alleviare le sofferenze. Con l’auspicio che questa iniziativa possa avere successo, si apre un capitolo inedito nella relazione tra arte e medicina, un connubio che punta a migliorare l’esperienza, i ricordi e il vissuto all’interno degli ospedali.
Nella foto sopra: due putti raffigurati nella facciata dello Spedale degli Innocenti a Firenze