Autismo, apre il centro irpino: a Napoli si conclude il progetto “Dove batte il cuore”

Autismo: assistenza, inclusione e partecipazione. Apre i battenti in irpinia (Asl di Avellino) il Centro per l’Autismo di Valle, segnando un passaggio importante nel potenziamento della rete dei servizi dell’Asl nel campo della Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza. La struttura di Valle ospits, in una delle due ali, il centro semiresidenziale per persone con disturbi dello spettro autistico che accoglierà 30 utenti: 10 adolescenti nella fascia di età compresa tra i 13 e i 18 anni e 20 giovani adulti maggiorenni. Nell’altra, l’intera UOC di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’Adolescenza che godrà di una superficie maggiore rispetto all’attuale sistemazione, con spazi dedicati alla presa in carico precoce di bambini fino a 3 anni di età affetti da disturbi dello spettro autistico.
Il Centro rappresenta un tassello fondamentale del percorso di presa in carico delle persone con disturbo dello Spettro autistico promosso dall’Asl Avellino e offre interventi terapeutico-riabilitativi, educativi e di supporto alle autonomie, integrati con attività nei contesti di vita, a sostegno delle famiglie, della scuola e della comunità.
«L’apertura del Centro di Valle rappresenta molto più dell’attivazione di una nuova struttura sanitaria: è la risposta concreta ad un bisogno espresso per anni da tante famiglie del nostro territorio – spiega Maria Concetta Conte direttore generale dell’Asl Avellino – abbiamo scelto di dedicare qualche giorno in più alla definizione degli ultimi interventi non preventivati perché volevamo che l’accoglienza dei primi utenti avvenisse nelle migliori condizioni possibili, con ambienti adeguati e rispettosi della dignità delle persone che li vivranno ogni giorno. il Centro inizierà a diventare ciò che abbiamo immaginato fin dall’inizio: un luogo di opportunità, inclusione e crescita. Insieme alla struttura già operativa di Sant’Angelo dei Lombardi, contribuirà a rafforzare una rete provinciale fondata sulla continuità della presa in carico, sull’integrazione dei servizi socio-sanitari e sulla prossimità degli interventi in risposta ai bisogni delle persone e delle comunità».
Intanto si chiude con una serata di musica e teatro il percorso dedicato ai ragazzi dello spettro autistico promosso a Napoli col progetto regionale “Inclusione, partecipazione, condivisione”.
La conclusione del percorso si è svolto nella Chiesa di Santa Maria della Libera, al Vomero. Titolo dell’evento: “Là dove batte il cuore”. A sugellare la conclusione di un articolato percorso i saluti di Don Sebastiano Sepe e dello psicologo Giuseppe Errico, direttore del progetto e presidente dell’Istituto di Psicologia e ricerche sociosanitarie, ente capofila. A seguire gli interventi dei presidenti delle realtà partner: Giuseppe Amitrano per l’Aps “Inclusione sociale” ed Elvira Sartori per l’associazione “La città adattabile. Napoli per l’autismo”.
Spazio poi ai protagonisti: i ragazzi che in questi mesi hanno frequentato i laboratori e alle varie iniziative artistiche, sociali, inclusive. In programma “Rullo di Tamburi”, esito del percorso musicale curato dal maestro Leonardo de Lorenzo, “Là dove batte il cuore”, video-racconto di Lello Mele e Giuseppe Errico “Aut …ad inseguir le stelle”, performance teatrale ideata e diretta da Raffaele Parisi. Un anno e mezzo di laboratori e autonomia. Ecco il progetto, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministero per le disabilità e la Regione Campania, che ha messo in campo per 18 mesi un dispositivo socioeducativo (area inclusione) rivolto a ragazzi dello spettro autistico. Laboratori di teatro, musica, arte e pasticceria, esperienze di autonomia sul territorio affiancati da coach, gite, sportello psicologico e formazione per caregiver. Un modello da rendere strutturale per il futuro: “L’interazione tra autismo e arte non è stata semplice attività ricreativa”, spiegano gli organizzatori. “Musica, teatro e pittura sono diventati un canale autentico di espressione e relazione. In un mondo che spesso fatica a leggere modalità di comunicazione diverse, l’arte ha aperto uno spazio nuovo”. Le attività hanno puntato su regolazione emotiva, connessione sociale e valorizzazione delle sensibilità sensoriali. A fine serata sono stati consegnati ai partecipanti attestati di merito e gli opuscoli del percorso grafico-pittorico “L’Arte come Linguaggio Privilegiato per l’Espressione”.
“Per diciotto mesi abbiamo condiviso scambi emotivi intensi rafforzando il lavoro sul territorio di Napoli”, racconta Giuseppe Errico. “L’obiettivo era creare legami che favorissero l’inclusione vera. Tutte le attività hanno prodotto rapporti positivi e senso di appartenenza tra genitori, coach, esperti e ragazzi. Il lavoro, individuale e di gruppo, ha puntato a sostenere i percorsi di inclusione e l’efficacia relazionale dei ragazzi creando momenti di serenità e promuovendo abilità motorie e artistiche, senza concentrarci sulla performance, ma rispettando il funzionamento peculiare e i bisogni di ciascuno”.
All’evento finale sono intervenuti molti artisti e ospiti tra cui Giuseppe Amitrano, Elvira Sartori, Anna Pisani, Giuseppe Errico, Leonardo De Lorenzo, Raffaele Parisi, Emanuele Vicorito, Angela La Torre. Il Progetto è stato realizzato grazie al contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministero per le disabilità – Regione Campania

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