Caldo bollente, ondata anomala in Europa. L’Oms lancia allerta sui rischi per la salute

Gli avvertimenti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e le raccomandazioni della Società Italiana Medicina Ambientale. Impennata di accessi in pronto soccorso

I picchi di calore non sono più eventi eccezionali, ma fenomeni ricorrenti che ridisegnano il modo in cui viviamo le città, organizziamo i servizi sanitari e proteggiamo le persone più vulnerabili. In un’Europa che si riscalda più rapidamente di qualsiasi altra regione del pianeta, l’aumento delle temperature non rappresenta soltanto un dato climatico: è un fattore di rischio sanitario che si intreccia con l’invecchiamento della popolazione, la diffusione delle malattie croniche e la crescente urbanizzazione. In questo scenario, la prevenzione diventa un elemento essenziale di salute pubblica.

L’ondata di caldo anomalo che dalla metà di giugno sta investendo diversi Paesi europei ha assunto i contorni di una vera emergenza sanitaria. A lanciare l’allarme è l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che segnala un rischio concreto di aumento dei decessi e di forte pressione sugli ospedali. Hans Kluge, direttore generale dell’agenzia Onu per l’Europa, sottolinea come il Vecchio Continente stia sperimentando un riscaldamento più rapido rispetto ad altre aree del mondo. Dall’Italia alla Spagna, dal Portogallo alla Francia, l’Europa occidentale è diventata l’epicentro della nuova fiammata, con temperature che in città come Bordeaux, Toledo, Tolosa e Granada hanno superato i trentotto gradi, alimentando quello che gli esperti definiscono “stress da calore”.

Gli effetti sulla salute sono molteplici e spesso sottovalutati. Le alte temperature aggravano patologie preesistenti come malattie cardiovascolari, diabete e asma, ma incidono anche sulla salute mentale, aumentando il rischio di agitazione, disorientamento e peggioramento dei disturbi psichiatrici. Il caldo influisce inoltre sulla sicurezza stradale, favorendo cali di attenzione, e può facilitare la trasmissione di alcune malattie infettive. Il colpo di calore resta la manifestazione più nota, con sintomi come mal di testa, vertigini e svenimento, ma la disidratazione rappresenta un pericolo altrettanto serio, soprattutto per gli anziani.

Francesco Landi, direttore Scienze dell’invecchiamento del Policlinico Gemelli di Roma, spiega che la disidratazione può manifestarsi con sintomi ingannevoli: “La persona comincia ad avere il cosiddetto delirium, spesso scambiato per un sintomo di demenza, soprattutto quando chi accusa questi disturbi è molto avanti con gli anni”. Landi ricorda che possono comparire anche problemi di memoria, allucinazioni visive o uditive e persino un abbassamento della vista in situazioni di particolare spossatezza. Per questo insiste sull’importanza dei consigli anti‑afa: “Nella loro semplicità sono importantissimi, salvavita”. Bere almeno un litro e mezzo d’acqua al giorno è il primo gesto di protezione, soprattutto per chi soffre di patologie croniche come ipertensione e diabete. Landi richiama l’attenzione sui pazienti che assumono diuretici, più esposti al rischio di disidratazione. La prevenzione, sottolinea, non è mai banale: ogni estate le persone più fragili pagano il prezzo più alto.

Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale, ribadisce la gravità del fenomeno: “Il caldo eccessivo determina problemi sanitari in quanto può alterare il sistema di regolazione della temperatura corporea. Una umidità eccessiva impedisce al sudore di evaporare, con il calore corporeo che aumenta rapidamente e può arrivare a compromettere organi vitali e il cervello”. Le temperature elevate possono provocare disturbi lievi come crampi, svenimenti ed edemi, ma anche condizioni più gravi come congestione, disidratazione e colpo di calore, con sintomi che vanno dal malessere improvviso alla nausea, fino a stati d’ansia e confusione. La Sima elenca i disturbi più frequenti: insolazione con eritemi e ustioni, crampi dovuti alla perdita di sodio, edemi agli arti inferiori causati dalla vasodilatazione, congestione legata all’assunzione di bevande ghiacciate, disidratazione con sete intensa, debolezza, vertigini e palpitazioni, e infine il colpo di calore, la manifestazione più pericolosa, che compromette la capacità di termoregolazione.

Per proteggersi, la Società Italiana di Medicina Ambientale propone una serie di indicazioni pratiche, che diventano fondamentali nelle giornate più critiche. Tra queste, evitare l’esposizione diretta al sole nelle ore più calde, favorire la ventilazione naturale nelle abitazioni, schermare le finestre esposte, fare docce tiepide frequenti, assumere tra 1,5 e 3 litri d’acqua al giorno, evitare alcolici, preferire frutta e verdura ricche di acqua, proteggere gli occhi con occhiali da sole, utilizzare creme solari ad alto fattore protettivo e indossare abiti leggeri in fibre naturali. Anche l’attività fisica va programmata con attenzione, evitando le ore centrali della giornata. L’ondata di calore bollente in corso conferma che il cambiamento climatico non è un fenomeno astratto, ma una realtà che incide direttamente sulla salute pubblica. La prevenzione, la consapevolezza e la protezione dei soggetti più fragili diventano strumenti essenziali per affrontare un’estate che, secondo gli esperti, potrebbe essere solo l’inizio di una lunga stagione di emergenze climatiche.

Fabio De Iaco, specialista della Società italiana di medicina d’emergenza urgenza (Simeu) conferma il fenomeno: “Vediamo tanti anziani, soprattutto chi ha più patologie croniche che sono la fascia della popolazione più a rischio con le temperature in risalita. Ultimamente assistiamo anche alle richieste d’aiuto di persone con disagio psichico. Il pronto soccorso sopperisce spesso alla mancanza di una rete di sostegno per queste persone che trovano le nostre strutture sempre aperte, giorno e notte”. Con le ondate di calore gli ospedali attivano anche i codici calore, “un percorso assistenziale preferenziale e differenziato, destinato a tutti coloro che manifestano segni e sintomi causati da malesseri e malori legati alle elevate temperature, di gravità ed intensità variabili”.

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