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CHIRURGO – Mario Morino

Appendicite: da operare?

Mario Morino, Direttore Dipartimento di Chirurgia, Centro di Chirurgia Oncologica e Digestiva di minima invasione, Città della Salute e della Scienza di Torino. Professore ordinario Università degli studi di Torino, Scuola di Medicina

DOMANDA: Da alcuni anni soffro di infiammazione all’appendice, con alcuni episodi di dolore anche molto forti. Esiste un modo per far regredire l’infezione ed evitare l’operazione? Se invece non è possibile come mi posso preparare al meglio all’operazione?Sono molto agitata e, se possibile, vorrei evitare l’operazione, a meno che non sia proprio necessaria, ma il dolore al fianco è fastidioso e non mi consente di fare l’attività fisica che vorrei.

RISPOSTA: Non so su quale base lei affermi di soffrire di un’infiammazione dell’appendice. Infatti, l’appendicite è abitualmente una patologia acuta e la sua diagnosi deve essere confermata non solo sulla base del dolore che compare nella parte inferiore destra dell’addome, ma anche e soprattutto con esami strumentali quali la ricerca sul sangue degli indici di infiammazione ed una ecografia. Se gli episodi sono ripetuti è possibile che si tratti di altre patologie in forma cronica, ad esempio patologie annessiali (utero, ovaie, tube) e questo va verificato sulla base degli esami suddetti.

Alcuni episodi acuti possono essere trattati con l’uso di antibiotici e, nel caso in cui gli antibiotici aggrediscano la sintomatologia, l’episodio viene considerato curato. Se invece gli esami ematochimici mettono in evidenza elevati indici di infiammazione e l’ecografia ritrova una appendice alterata, l’intervento si impone e deve essere eseguito in laparoscopia.

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