Cittadinanzattiva Veneto e Hiv: “Serve investire sulla prevenzione e superare lo stigma”

L’Hiv resta un fenomeno sottotraccia, spesso ignorato dall’opinione pubblica, ma ancora ampiamente diffuso. È il monito lanciato da Lorenzo Signori, Segretario Regionale Cittadinanzattiva Veneto, intervenuto alla tavola rotonda “Informarsi ed Informare per fermare l’epidemia” durante il convegno promosso da Motore Sanità a Padova presso l’Azienda Ospedale Università di Padova, lo scorso 10 aprile.

“Per il Terzo settore è fondamentale fare programmazione regionale, con investimenti anche economici sulla prevenzione: non sono costi, ma guadagni”, ha sottolineato Signori, evidenziando come puntare sulla prevenzione significhi ridurre l’impatto sanitario e sociale dell’infezione.

Un altro aspetto critico riguarda la percezione dell’Hiv: “Se ne parla poco, sembra quasi che sia stata superata. In realtà esiste un sommerso molto ampio”. Un cambiamento significativo riguarda anche i profili dei pazienti: “Non sono più solo i giovani o le categorie considerate a rischio in passato, ma oggi vediamo molti casi tra eterosessuali tra i 30 e i 60 anni”.

Un dato che preoccupa ulteriormente è la diffusione dell’infezione in contesti inaspettati: “Si registrano casi di Hiv conclamato persino nelle case di riposo”, ha spiegato Signori, evidenziando come questo generi ancora reazioni legate allo stigma anche tra il personale sanitario, con conseguenti difficoltà nella gestione dei pazienti.

Sul fronte delle soluzioni, Cittadinanzattiva Veneto punta con decisione sull’educazione e sulla comunicazione tra pari: “Stiamo lavorando con la Regione Veneto nelle scuole attraverso le Life Skills, formando ragazzi che parlino ad altri ragazzi”. Un approccio che si sta dimostrando efficace: “È l’unica forma di prevenzione che riesce, attraverso il passaggio generazionale, a creare uno strato culturale capace di superare lo stigma dell’HIV”.

Il messaggio emerso dal confronto è chiaro: senza un rafforzamento delle politiche di prevenzione, informazione e inclusione, l’epidemia silente” dell’HIV rischia di continuare a crescere nell’ombra.

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