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Leonardo Maria Del Vecchio e Comunità di Sant’Egidio lanciano progetti di co-housing sociale

Sulle rovine di un fabbrica abbandonata alla periferia est della Capitale sorgerà una residenza modello di inclusione. Sempre ieri a Roma sottoscritto il protocollo Campus Visivo con la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane e il ministro Bernini

La casa è molto più di un luogo fisico. È protezione, continuità, relazione. In un’epoca in cui solitudine, fragilità economica e precarietà abitativa colpiscono fasce sempre più ampie della popolazione, ripensare gli spazi dell’abitare diventa una sfida sociale urgente. Le città europee stanno sperimentando nuovi modelli di convivenza, capaci di coniugare autonomia e sostegno, comunità e dignità. Tra questi, il co‑housing sociale rappresenta una delle risposte più promettenti: non solo un tetto, ma un ambiente in cui costruire legami, condividere risorse e contrastare l’isolamento. È in questo scenario che nasce “Finalmente casa!”, il progetto innovativo presentato a Roma nella sede della Comunità di Sant’Egidio dal presidente Marco Impagliazzo e dall’imprenditore Leonardo Maria Del Vecchio, erede del fondatore di Luxottica e presidente della Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia. Un’iniziativa che unisce filantropia, rigenerazione urbana e inclusione sociale, trasformando un’ex fabbrica abbandonata in un luogo di vita condivisa.

Questo progetto prende forma a Tor Sapienza, periferia est della Capitale, dove Del Vecchio ha acquistato un ex grissinificio di 2.400 metri quadrati, inutilizzato da anni e ormai degradato. Quello spazio diventerà circa 30 appartamenti destinati ad anziani soli e rifugiati arrivati in Italia attraverso i corridoi umanitari. Dopo i lavori – che saranno curati dallo stesso Del Vecchio – la gestione sarà affidata alla Comunità di Sant’Egidio. Il protocollo d’intesa è stato firmato oggi, segnando l’avvio ufficiale di un percorso che punta a creare un nuovo modello di convivenza solidale. “Questo programma di co‑housing sociale che abbiamo intitolato simpaticamente ‘Finalmente casa’, perché la casa è il desiderio di tutti, è stato voluto da Leonardo Maria Del Vecchio, che ringrazio di cuore per aver deciso di investire su questo progetto sociale”, ha dichiarato Marco Impagliazzo. Il presidente di Sant’Egidio ha ricordato come la Comunità abbia già sperimentato con successo forme di accoglienza diffusa: “Abbiamo 120 appartamenti che funzionano benissimo, ospitando piccoli nuclei familiari, anziani che non vogliono vivere soli o migranti arrivati con i corridoi umanitari. È un progetto che ha tante facce, ma soprattutto il grande volto dell’amicizia, dell’amore e della solidarietà”.

Del Vecchio ha spiegato la visione che lo ha guidato: non solo recuperare uno spazio urbano, ma creare un luogo in cui abitare significhi costruire relazioni. “Ho voluto promuovere questo progetto nella periferia est di Roma perché credo che, in territori con una forte storia produttiva e un tessuto sociale diversificato come Tor Sapienza, possano nascere nuovi modelli di convivenza e integrazione”, ha affermato. “L’incontro con la Comunità di Sant’Egidio mi ha aiutato a trasformare un desiderio in un progetto concreto. Non è una donazione ‘one shot’, ma qualcosa che può cambiare la vita di diverse famiglie. L’ambizione è semplice: creare un luogo in cui la comunità cresca e nessuno resti indietro”. Si prevede di ospitare circa 40 famiglie, con l’accompagnamento costante dei volontari di Sant’Egidio. L’obiettivo è duplice: offrire una soluzione abitativa dignitosa e costruire un contesto relazionale che contrasti la solitudine degli anziani e favorisca l’integrazione dei rifugiati. “La casa non sono solo le mura”, ha ricordato Impagliazzo. “Sono gli affetti, i luoghi della vita quotidiana, dove si condivide la vita e si trova quell’amicizia che spesso è difficile trovare nelle nostre città”. Del Vecchio ha replicato esprimendo gratitudine verso Sant’Egidio per il lavoro quotidiano che svolge a sostegno delle fasce di popolazione più fragili e vulnerabili: “Penso che il bene che avete portato al mondo – ha affermato – si veda da iniziative come questa. Sono molto contento di poter partecipare a un progetto che non è solo filantropia, ma un investimento sociale per la famiglia e per la casa”. Per la cronaca, la realizzazione del complesso sarà affidata alla ditta Impredo, che si è impegnata a completare i lavori in 12‑14 mesi. Un tempo rapido per restituire alla città un luogo rigenerato e trasformarlo in un presidio di inclusione, un esempio concreto di come la collaborazione tra privato sociale e volontariato possa generare modelli innovativi di welfare urbano. Un progetto che guarda oltre l’emergenza abitativa e propone una visione di città solidale, dove la diversità diventa risorsa e la casa torna a essere un rifugio sicuro, luogo di incontro e di condivisione.

Conferenza dei Rettori delle Università Italiane CRUI e Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia daranno vita al Campus Visivo

Formalizzato a Roma, alla presenza del ministro Anna Maria Bernini, il protocollo che garantirà visite oculistiche e occhiali gratuiti agli studenti universitari con ISEE basso. In un contesto in cui le difficoltà economiche rischiano di tradursi in rinunce, anche l’accesso a una visita oculistica o a un paio di occhiali può diventare un lusso. Per questo, sempre più iniziative cercano di integrare il benessere nella vita universitaria, riconoscendo che la salute non è un elemento accessorio, ma una condizione essenziale per apprendere, crescere e partecipare pienamente alla comunità accademica. In questa prospettiva si inserisce il protocollo d’intesa firmato ieri a Roma tra la Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia, presieduta da Leonardo Maria Del Vecchio, e la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI). La firma, avvenuta nella sede del sodalizio universitario alla presenza del ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, segna l’avvio di un progetto che offrirà agli studenti provenienti da famiglie con ISEE particolarmente basso l’accesso gratuito a visite oculistiche e, quando necessario, a occhiali da vista.

«Il benessere degli studenti non è un principio astratto, ma una priorità concreta a cui dare forma con interventi mirati», ha sottolineato il ministro Bernini durante la presentazione. «Garantire l’accesso a servizi essenziali come le visite oculistiche significa rimuovere ostacoli che possono incidere sulla qualità dello studio, sulla salute e sulle opportunità di ciascuno. Il protocollo firmato ieri avvia un percorso virtuoso che sostiene in modo diretto gli studenti più fragili, contribuendo a rendere l’esperienza universitaria più equa, inclusiva e attenta alla persona. Investire nel benessere degli studenti significa investire nel loro futuro e, insieme, nel futuro del Paese». L’accordo nasce dalla consapevolezza che le difficoltà economiche possono limitare l’accesso a controlli della vista e a strumenti correttivi fondamentali. Attraverso il progetto, denominato Campus Visivo, la Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia porterà direttamente negli atenei servizi di screening visivo dedicati agli studenti più vulnerabili, offrendo un supporto concreto per prevenire problemi che possono compromettere il percorso formativo.

Alla presentazione del protocollo sono intervenuti, oltre al ministro Bernini, la presidente della CRUI, Laura Ramaciotti, il presidente della Fondazione, Leonardo Maria Del Vecchio, il rettore magnifico dell’Università di Roma Tor Vergata, Nathan Levialdi Ghiron, il segretario generale della Fondazione, Andrea Rendina (in collegamento da remoto) e Carlo Nucci, professore di oftalmologia, prorettore vicario dell’Università di Roma Tor Vergata e presidente della Società degli oftalmologi universitari italiani (Sou). La convenzione rappresenta un tassello importante nella costruzione di un’università più inclusiva, dove il diritto allo studio passa anche attraverso la tutela della salute. Portare visite oculistiche e occhiali direttamente nei campus significa intercettare bisogni spesso nascosti, colmare le disuguaglianze e offrire agli studenti strumenti concreti per affrontare con serenità il percorso di studi accademici. L’iniziativa si affianca alle politiche di welfare studentesco già attive negli atenei, ampliandone la portata e introducendo un modello di collaborazione tra mondo accademico e settore privato che potrebbe diventare un riferimento nazionale. In un momento in cui il tema dell’equità nell’accesso all’istruzione è sempre più centrale, il protocollo tra Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia e CRUI mostra come la sinergia tra istituzioni e filantropia possa generare interventi capaci di incidere concretamente sulla vita degli studenti.

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