Il 25 marzo, durante il convegno dedicato al diabete organizzato da Motore Sanità – Diabete, l’unione fa la forza – insieme è più facile, realizzato con il supporto incondizionato di Abbott, Ivana Rabbone, professore associato di Pediatria Università degli Studi del Piemonte Orientale e Direttore SCDU Pediatria, AOU Maggiore Della Carità di Novara e referente regionale della Rete Diabetologica Pediatrica Piemontese, ha raccontato l’organizzazione e le prospettive della rete diabetologica pediatrica piemontese. Dalle sue parole emerge un modello strutturato, collaborativo e orientato all’innovazione.
In Piemonte, la diabetologia pediatrica è attiva da molti anni e si fonda su un sistema ben definito. La regione è suddivisa in quattro quadranti, ciascuno con un centro hub di riferimento per la cura del diabete nei bambini e negli adolescenti. Questi centri lavorano in modo coordinato, condividendo competenze e strategie, con un forte spirito di collaborazione. Il principio guida è “lavorare insieme”, non solo tra i centri specialistici ma anche con i pediatri di libera scelta.
Un elemento centrale della rete è la sinergia tra ospedale e territorio: collaborazione con i pediatri per prevenzione e follow-up, supporto concreto alle famiglie nella gestione quotidiana, attenzione alla vita scolastica e sociale del bambino. Fondamentale è anche il ruolo delle associazioni di volontariato, spesso composte da genitori, che lavorano a stretto contatto con i centri.
Uno degli obiettivi principali è garantire a tutti i bambini le migliori cure disponibili. Il 95% dei casi pediatrici riguarda il diabete di tipo 1, una malattia autoimmune che richiede terapia insulinica. Oggi però la terapia si basa sempre più sulla tecnologia: sensori per il monitoraggio continuo della glicemia, microinfusori di insulina, sistemi integrati (considerati il gold standard). Queste tecnologie vengono garantite a tutti i pazienti e introdotte già all’esordio della malattia, per migliorare subito la qualità della vita.
Screening e prevenzione: lo sguardo al futuro
La diabetologia pediatrica piemontese guarda avanti puntando sulla diagnosi precoce. Grazie alla legge 130/2023, verranno avviati programmi di screening su larga scala. I quattro centri hub avranno il compito di prendere in carico i bambini risultati positivi, monitorarli nel tempo. Inoltre, vengono già effettuati screening nei familiari di primo grado, per individuare precocemente eventuali predisposizioni.
Ricerca e trial clinici internazionali
Un altro pilastro è la ricerca. I centri piemontesi partecipano a trial clinici internazionali, offrendo ai pazienti l’accesso a terapie innovative. L’obiettivo è ambizioso: prevenire l’insorgenza del diabete oppure preservare la funzione delle cellule beta con nuovi farmaci. Questo rappresenta il futuro della diabetologia pediatrica.
Una passione nata durante gli studi
La professoressa Rabbone ha raccontato anche il lato personale del suo percorso. La passione per il diabete nasce durante gli anni universitari, grazie a un corso organizzato da un’associazione di familiari. Da quel momento nasce l’interesse per la base scientifica della malattia (eziopatogenesi), il coinvolgimento nella presa in carico del paziente cronico, la scelta della subspecialità in diabetologia pediatrica. La dottoressa “gentile” ha vissuto in prima persona l’evoluzione delle cure, dalle siringhe alla terapia tecnologica avanzata.
Oggi l’auspicio della professoressa Rabbone è carico di speranza: vedere la prevenzione diventare realtà concreta, e arrivare, un giorno, alla cura definitiva del diabete di tipo 1 nei bambini. Un traguardo che, grazie ai progressi della ricerca e all’organizzazione della rete, appare sempre meno lontano.
Ivana Rabbone, professore associato di Pediatria Università degli Studi del Piemonte Orientale e Direttore SCDU Pediatria, AOU Maggiore Della Carità di Novara e Referente regionale della Rete Diabetologica Pediatrica Piemontese




