Diabete, dalla diagnosi alla presa in carico: la sfida della continuità assistenziale

Nel corso del convegno “Diabete, l’unione fa la forza – insieme è più facile”, organizzato da Motore Sanità con il supporto incondizionato di Abbott, la dottoressa Laura Gianotti, direttore della Diabetologia Territoriale e Malattie del Metabolismo ASL CN1 e Presidente eletto della Società Italiana di Diabetologia Piemonte e Valle d’Aosta, ha delineato con chiarezza le priorità nella gestione del diabete, sottolineando il valore di un approccio strutturato e multidisciplinare.

Il diabete è una malattia cronica che deve essere presa in carico fin dalla diagnosi, ma non sempre viene individuata tempestivamente. Spesso, infatti la diagnosi arriva in ritardo rispetto all’esordio reale della malattia, che può precedere anche di anni. Questo ritardo rende ancora più cruciale una gestione attenta e continuativa nel tempo.

Secondo la dottoressa Gianotti la gestione del diabete non si esaurisce nella terapia iniziale, ma richiede un monitoraggio costante. Fondamentali sono controlli periodici e screening regolari e attenzione continua allo stato di salute. L’obiettivo principale è chiaro: prevenire complicanze anche gravi, tra cui patologie cardiovascolari, danni renali, neuropatie, impatti sulla salute psicologica

Il valore di un team multidisciplinare

Un elemento centrale emerso dall’intervista è l’organizzazione dei centri diabetologici. La cura del diabete si basa su un intreccio di competenze diverse. All’interno dei team troviamo: medici diabetologi, infermieri, fondamentali nella gestione quotidiana, dietisti, per l’educazione alimentare ed esperti dell’attività fisica, come chinesiologi. L’obiettivo è educare il paziente a uno stile di vita corretto e sostenibile, parte integrante della terapia.

Il ruolo innovativo dei “pazienti esperti”

Tra gli aspetti più innovativi evidenziati l’introduzione di persone con diabete formate per supportare altri pazienti. Queste figure affiancano il team sanitario, aiutano soprattutto al momento della diagnosi, offrono supporto durante il percorso della malattia. Il loro valore sta nell’esperienza diretta, che consente una relazione più immediata ed empatica. Questo approccio può: ridurre paure e incertezze, facilitare l’accettazione della malattia, migliorare l’aderenza alle cure.

Verso una gestione sempre più integrata

Il messaggio che emerge è netto: affrontare il diabete significa costruire un percorso continuo, condiviso e centrato sulla persona. Dalla diagnosi alla gestione quotidiana, fino alla prevenzione delle complicanze, ogni fase richiede: coordinamento tra professionisti, coinvolgimento attivo del paziente, integrazione di nuove competenze. Perché, come ribadito durante il convegno, solo lavorando insieme è possibile affrontare con efficacia una malattia complessa come il diabete.

Laura Gianotti, direttore Diabetologia Territoriale e Malattie del Metabolismo ASL CN1 e Presidente eletto SID Piemonte e Valle D’Aosta (Società Italiana di Diabetologia)

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