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Emergenza sanità: in Italia mancano 5.500 medici di famiglia


La fuga dei giovani verso altre specializzazioni e il massiccio pensionamento dei professionisti pongono a rischio il Servizio Sanitario Nazionale.  

Negli ultimi anni, l’Italia sta affrontando una crisi nel settore della sanità pubblica, segnata dalla crescente carenza di medici di famiglia. Secondo un rapporto della Fondazione GIMBE, attualmente mancano 5.500 medici, un dato che evidenzia la gravità del problema. La situazione è destinata a peggiorare, poiché sempre meno giovani scelgono la medicina generale come carriera. Questo squilibrio tra i medici in uscita e quelli in entrata sta mettendo una crescente pressione sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), con gravi ripercussioni sulla salute e sul benessere dei cittadini.

Scarsa attrattiva della professione tra le cause principali

Il pensionamento massiccio dei medici in servizio è uno dei fattori chiave. Molti professionisti che hanno iniziato la loro carriera negli Anni ’80 e ’90 stanno raggiungendo l’età pensionabile, ma il numero di nuovi medici in formazione non è sufficiente a sostituirli. La situazione è ulteriormente aggravata da una programmazione inadeguata delle borse di studio per la medicina generale. Inoltre, la professione non riesce ad attrarre i giovani: preferiscono le specializzazioni ospedaliere, dove le condizioni lavorative, sebbene non prive di sfide, sembrano offrire più opportunità rispetto alla medicina di famiglia. L’alto carico burocratico, le retribuzioni non sempre adeguate e l’eccessivo numero di pazienti per ogni medico sono solo alcune delle problematiche che allontanano i professionisti dal settore.

Le conseguenze per i cittadini 

La carenza di medici di famiglia ha ripercussioni gravi sulla qualità dell’assistenza. I pazienti sono costretti a percorrere distanze notevoli per trovare un medico disponibile e, quando non riescono a trovarlo, si rivolgono frequentemente ai pronto soccorso, aumentando il sovraccarico delle strutture ospedaliere. La riduzione dei tempi di visita, dovuta al numero elevato di pazienti, compromette la qualità dell’assistenza e aumenta lo stress dei medici in servizio. La gestione delle malattie croniche, come diabete e ipertensione, ne risente particolarmente, con il rischio di peggioramento delle condizioni di salute a causa della mancanza di un monitoraggio costante.

Criticità nelle aree rurali e soluzioni per risolvere la crisi

Le difficoltà sono particolarmente accentuate nelle aree rurali e periferiche, dove trovare un medico di famiglia è diventato sempre più difficile. Le zone più isolate, prive di infrastrutture adeguate, sono le più vulnerabili. Il fenomeno della “desertificazione medica” in queste aree porta a disuguaglianze nell’accesso alle cure, con gravi ripercussioni per le persone che vi risiedono. Per risolvere la crisi, è necessario un intervento mirato e strutturato. Prima di tutto, è essenziale aumentare il numero di borse di studio per la medicina generale, per garantire il ricambio generazionale. Inoltre, è fondamentale rendere la professione più attrattiva, migliorando le condizioni di lavoro e riducendo la burocrazia che grava sui medici. Un’altra possibile soluzione è la riorganizzazione del sistema di assistenza territoriale. La creazione di ambulatori associati o case della salute, dove i medici lavorano insieme con il supporto di infermieri e altri professionisti, potrebbe alleggerire il carico di lavoro individuale e migliorare l’efficienza del servizio. L’adozione di tecnologie come la telemedicina potrebbe semplificare il lavoro quotidiano dei medici, migliorando nel contempo l’accesso alle cure da parte dei pazienti, soprattutto in zone difficili da raggiungere. Infine, per contrastare la carenza nelle zone più remote, potrebbero essere introdotti incentivi economici e professionali per chi sceglie di lavorare in queste aree. Sgravi fiscali, bonus e altre agevolazioni potrebbero rappresentare un’utile leva per stimolare i medici a lavorare in contesti meno attrattivi dal punto di vista geografico e infrastrutturale.

Le sfide future

Il sistema sanitario italiano ha bisogno di un riassetto profondo per far fronte alla crescente domanda di assistenza sanitaria primaria, specialmente in un contesto di invecchiamento della popolazione. Se la carenza di medici di famiglia non sarà affrontata in tempi brevi, il sistema sanitario rischia di diventare ancora più inefficiente, con effetti devastanti sulla qualità dell’assistenza e sull’equità del sistema.

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