Innovazione e intelligenza artificiale le opportunità da cogliere al volo. L’analisi di Marcello Cattani, Farmindustria
Le scienze della vita sta vivendo una trasformazione profonda, spinta dall’innovazione tecnologica, dalla digitalizzazione dei processi e dall’avanzata dell’intelligenza artificiale. In questo scenario, il settore farmaceutico si conferma uno dei motori più dinamici dell’economia italiana, capace di generare valore, ricerca e nuove opportunità professionali. La domanda di competenze qualificate cresce rapidamente e, con essa, la necessità di percorsi formativi in grado di preparare figure tecniche e specialistiche pronte a inserirsi in un ecosistema industriale sempre più complesso. È qui che si gioca una partita decisiva per il Paese: trattenere i talenti, formarli adeguatamente e creare un ponte stabile tra istruzione e impresa.
L’occupazione nel comparto farmaceutico italiano vola e spinge anche i giovani a scegliere, dopo il diploma, un futuro nel mondo del Pharma. Ogni anno il settore investe 4 miliardi di euro in ricerca e produzione, generando un impiego diretto di 72,2 mila addetti nel 2025, con un incremento del 2% rispetto al 2024. Considerando l’indotto, la cifra supera i 300 mila lavoratori. Particolarmente significativo è il balzo degli under 35, cresciuti del 25% contro il +6% degli over 35: un segnale di ricambio generazionale virtuoso, che vede entrambe le fasce in aumento ma con una spinta giovanile decisamente più marcata. A fare da contraltare, però, è la crescente necessità di competenze adeguate: l’innovazione corre e richiede profili formati, aggiornati e capaci di muoversi in un contesto tecnologico avanzato.
“Il settore farmaceutico è tra i principali protagonisti della trasformazione digitale e dello sviluppo dell’intelligenza artificiale”, ha dichiarato all’Adnkronos il presidente Farmindustria, Marcello Cattani. “In questo contesto, il lavoro e le competenze diventano le leve strategiche per affrontare le nuove sfide delle Life Sciences. La politica della formazione è parte integrante delle politiche industriali e sanitarie. Per questo, è fondamentale adottare un approccio multidisciplinare e investire costantemente nello sviluppo di nuove professionalità da mettere a disposizione delle nostre imprese”. Il tema dello skills mismatch resta centrale: il divario tra competenze richieste e disponibili costa al settore 1,76 miliardi l’anno. Il 62% delle imprese fatica a reperire competenze tecniche, il 28% manageriali, il 21% manuali, il 17% trasversali e il 14% digitali.
A colmare questo gap contribuisce la Fondazione Its-Ntv per le Nuove Tecnologie della Vita, che nel 2019 ha avviato a Roma, insieme a Farmindustria, il Campus Its Pharma Academy, un polo formativo di eccellenza. “Oggi abbiamo accordi con oltre 25 aziende del settore, con un tasso di crescita degli studenti del 35% l’anno”, racconta Giorgio Maracchioni, presidente della Fondazione Its Pharma Academy. “Pur aumentando gli iscritti, l’occupazione a fine percorso rimane del 100%. Quest’anno usciranno dall’Academy sessanta ragazzi e l’86% ha già una proposta lavorativa. È una bella soddisfazione e stiamo incrementando anche i rapporti internazionali con Canada, Kuwait, Francia, e abbiamo diversi accordi operativi con l’Egitto”. Il Campus, situato a Roma, offre un contesto residenziale completo: aule, laboratori, start-up, alloggi e servizi ricreativi. Solo lo scorso anno sono stati inaugurati otto nuovi laboratori grazie ai fondi del Pnrr.
Le storie di successo non mancano. “Una ragazza diplomata due anni fa, dopo uno stage e un’esperienza all’estero, oggi ha una posizione global in una multinazionale”, racconta ancora Maracchioni. “È un settore che permette una crescita rilevante e ha tante posizioni diversificate”. I giovani arrivano all’Academy attraverso canali diversi: passaparola, esperienze di fratelli maggiori, oppure dopo aver abbandonato l’università e scelto un percorso di re-skilling. “Per entrare c’è un test d’ingresso. Se dovessi dire dove dobbiamo lavorare di più, indicherei la collaborazione con il sistema universitario: dovrebbero capire che noi formiamo profili diversi”.
Il modello dell’Academy si distingue per l’integrazione tra teoria e pratica, con il 90% dei docenti provenienti dalle aziende e uno stage obbligatorio prima del diploma. Una formula che crea un collegamento diretto tra formazione e impresa, rispondendo alle esigenze reali del mercato. “Il nostro impegno, come associazione di categoria, è quello di collaborare attivamente con istituzioni educative come questa per sviluppare percorsi formativi sempre più mirati e innovativi”, sottolinea Cattani. Le figure più richieste includono tecnici di laboratorio, operatori di camere sterili, esperti di supply chain, controllo qualità chimico e microbiologico, quality assurance e data integrity. “Ma prossimamente saremo una Academy anche per altri profili specialistici, come regolatorio, compliance e monitor delle sperimentazioni cliniche, avendo già un’autorizzazione a formare profili con titoli equiparati alle lauree”.
Il modello pubblico-privato che sostiene l’Academy è frutto di una collaborazione istituzionale solida. “Il ministero dell’Università e della Ricerca è stato in prima linea in questo processo”, ricorda Cattani. Il 4 luglio 2024, Mur, Crui e Farmindustria hanno firmato un Protocollo d’intesa per favorire la formazione di professionalità altamente qualificate, soprattutto nelle discipline Stem. “L’obiettivo è trattenere e valorizzare i talenti presenti nelle università e nelle imprese italiane; attrarre nuove competenze dall’estero e sostenere iniziative di formazione e sviluppo di competenze, anche nell’ambito del nuovo Piano Mattei per rafforzare la cooperazione con l’Africa. Questo accordo prevede inoltre progetti congiunti tra imprese e istituzioni su ricerca applicata e innovazione nelle Scienze della vita”. Il quadro che emerge è quello di un settore in piena evoluzione, che investe, assume e forma, costruendo un ecosistema capace di generare opportunità concrete per i giovani e valore per il Paese. In un momento storico in cui la competizione globale si gioca sempre più sulla qualità del capitale umano, il Pharma italiano sembra aver imboccato con decisione la strada giusta.




