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Farmaci equivalenti: il punto sulla situazione in Italia

19 ottobre 2020 – I farmaci equivalenti avendo stesso principio attivo, concentrazione, forma farmaceutica, via di somministrazione e indicazioni di un farmaco di marca non più coperto da brevetto (originator), sono dal punto di vista terapeutico, equivalenti al prodotto di marca ma molto più economici, con risparmi che vanno da un minimo del 20% ad oltre il 50%. Questo è fondamentale per mantenere sostenibile l’SSN, consentendo da un lato di liberare risorse indispensabili a garantire una sempre maggiore disponibilità di farmaci innovativi, dall’altro, al cittadino di risparmiare di propria tasca all’atto dell’acquisto dei medicinali. Ma l’uso del farmaco equivalente in Italia è ancora basso rispetto ai medicinali di marca, dall’analisi dei consumi per area geografica, nei primi nove mesi 2019 si è visto come il consumo degli equivalenti di classe A sia risultato maggiore al Nord (37,3% unità e 29,1% valori), rispetto al Centro (27,9%; 22,5%) e al Sud Italia (22,4%; 18,1%). Per fare il punto sulla situazione in Italia e sul perché di queste differenze MOTORE SANITÀ ha organizzato il Webinar ‘I FARMACI EQUIVALENTI MOTORE DI SOSTENIBILITÀ PER IL SSN, realizzato grazie al contributo incondizionato di TEVA.

“I farmacisti hanno promosso fin da subito l’utilizzo dei farmaci equivalenti, fornendo ai cittadini informazioni sulla loro sicurezza ed efficacia e soprattutto la loro assoluta affidabilità” ha affermato Achille Gallina Toschi, Presidente Federfarma Emilia-Romagna. “Chiaro è che è necessario garantire la massima aderenza terapeutica ai pazienti, e il farmacista offre sempre un consiglio professionale e massima disponibilità per garantire la massima continuità alle terapie prescritte dal medico”.

I farmaci equivalenti sono una risorsa per il Sistema Sanitario e allo stesso tempo per i cittadini, perché hanno la stessa efficacia terapeutica, ma costano meno pur avendo le stesse caratteristiche farmacologiche e terapeutiche del farmaco di marca. La scommessa che ci vede tutti impegnati è quella di far comprendere alle persone che l’efficacia terapeutica è uguale a quella di un farmaco di marca. È quella di dimostrare che è efficace e funziona come quello di marca perché ha lo stesso principio attivo, la stessa quantità di principio attivo, lo stesso numero di unità posologiche, la stessa forma farmaceutica, la stessa via di somministrazione, anche se costa meno”, ha spiegato Anna Baldini, Segretario Cittadinanzattiva Emilia-Romagna

 

“È stato un importante confronto che ha dimostrato la necessità che tutti gli stakeholder continuino a parlare del valore del farmaco equivalente.  La sfida è lavorare insieme per avere azioni concrete a livello locale, regionale per aumentare l’utilizzo di farmaci equivalenti”, ha aggiunto Umberto Comberiati, Business Unit Head Teva Pharmaceutical

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