Gestione del dolore cronico nel Lazio: sfide e prospettive tra visite specialistiche e regole prescrittive

Intervista ad Alberto Chiriatti, Vice Segretario FIMMG Regione Lazio

Nel Lazio, i cittadini affetti da dolore cronico lieve e moderato sono circa 1,5 milioni, secondo i dati di prevalenza nazionale. Stime recenti indicano una forte inappropriatezza nelle cure farmacologiche e incertezza nei percorsi di cura, una realtà preoccupante che è emersa durante l’evento “Appropriatezza prescrittiva e corretta informazione: fattori chiave nella gestione del dolore cronico – Regione Lazio” organizzato da Motore Sanità, con il contributo incondizionato di Angelini Pharma.Alberto Chiriatti, Vice Segretario FIMMG Regione Lazio, ha dichiarato: “La situazione nella nostra regione rispecchia quella italiana. I dati sul consumo dei farmaci sono abbastanza sotto controllo, ma esistono aree su cui si potrebbe intervenire. Il problema principale è la difficoltà di effettuare visite specialistiche presso centri specifici quando il dolore non può essere gestito direttamente dalla medicina di famiglia. Le liste d’attesa e la scarsità di professionisti in questo campo complicano ulteriormente la situazione. Per quanto riguarda i numeri, i dati nazionali indicano che circa il 10-15% dei nostri pazienti soffre di dolore cronico. Il dolore acuto, invece, ha una sua temporalità definita e dovrebbe risolversi nel tempo. Tuttavia, siamo soddisfatti che i dati sulla spesa sanitaria per il dolore cronico nella nostra regione siano nella media nazionale, il che è rassicurante anche per i decisori politici. L’inappropriatezza delle cure è in parte un problema culturale e in parte legato alle regole prescrittive. Alcuni farmaci sono regolati da note AIFA che ne limitano l’impiego, richiedendo una maggiore accortezza nella prescrizione”.

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