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I legumi nella dieta riducono il rischio cancro: le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità

Incrementare il consumo di legumi: l’indicazione viene da un lancio dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Fagioli, lenticchie, ceci e piselli (ma anche fave, soia, lupini e arachidi) sono ricchi di proteine vegetali, micronutrienti e fibra, alleati della nostra dieta, potenti strumenti nella lotta contro malattie cronico-degenerative come obesità, diabete e, in particolare, riducono il rischio per alcune forme di cancro.

Secondo uno studio condotto nell’ambito del progetto Arianna, che ha coinvolto oltre tremila partecipanti, meno della metà segue le raccomandazioni delle linee guida per una sana alimentazione, che suggeriscono di consumare 2-3 porzioni di legumi a settimana. Nonostante i numerosi benefici riconosciuti a questi alimenti, il loro consumo risulta ancora limitato. “A livello globale, il consumo annuo di legumi è di soli 7,77 chilogrammi pro capite, con l’Europa che registra il valore più basso: 2,97 chilogrammi”, afferma Erica Cardamone, ricercatrice presso il Dipartimento di Sicurezza Alimentare, Nutrizione e Sanità Pubblica Veterinaria dell’ISS.

Ma quali sono le dimensioni di questa disaffezione verso i legumi? Sulla carta, sei italiani su dieci, 62,76% dei partecipanti, affermano di consumare regolarmente legumi, ma nei fatti tutto questo non avviene, i numeri reali sono di gran lunga inferiori. Interessante notare che il consumo è più elevato nelle regioni del Sud Italia e tra le persone che conducono uno stile di vita attivo, mentre i maschi, i soggetti sopra i 40 anni e la fascia di popolazione con un tenore di vita più elevato, tendono a consumarli sempre meno.

Dal punto di vista nutrizionale, i legumi sonoo scrigno di salute. Ricchi di vitamine del gruppo B, ferro, zinco e fibra, rappresentano un alimento economico e sostenibile. “Il loro elevato valore nutrizionale e il costo contenuto fanno dei legumi un alimento ottimale”, sottolinea Cardamone. Promuovere una dieta vegetale, in effetti, è un passo cruciale non solo per la salute umana, ma anche per la salute del pianeta. I legumi, infatti, contribuiscono a migliorare la fertilità dei terreni e a fissare l’azoto atmosferico, riducendo così la necessità di fertilizzanti chimici e abbattendo le emissioni di gas serra.

Ogni anno il 10 febbraio, giornata delle Nazioni Unite che celebra il valore dietetico dei legumi, rappresenta un’occasione ideale per riflettere sul loro ruolo fondamentale nella Dieta Mediterranea. Tuttavia, è necessario un cambio di passo: “Occorre sensibilizzare la popolazione sull’importanza di aumentare il consumo di legumi, riducendo quello delle fonti proteiche di origine animale”, avverte l’esperta.

Promuovere una maggiore consapevolezza, educare a una dieta sana, è un compito che coinvolge l’intera società. I legumi considerati spesso solo un contorno, sono invece un alimento basilare, capace di contribuire non solo alla nostra salute, ma anche alla sosteibilità del pianeta.

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