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Innovazione e sostenibilità nella sanità

Intervista a Salvatore Corrao, Direttore UOC Medicina Interna A.R.N.A.S. Civico Palermo e Professore Medicina Interna Università di Palermo

La Winter School 2024 organizzata da Motore Sanità ha riscosso un notevole successo, affrontando il tema “La risposta del Sud: Ricerca, Innovazione, Programmazione, Sostenibilità”, presso il rinomato Grand Hotel Santa Lucia a Napoli. L’evento, realizzato in media partnership con Mondosanità, Eurocomunicazione e Askanews, ha ricevuto il contributo incondizionato di Mundipharma, Boehringer Ingelheim, Chiesi Global Rare Diseases, Johnson & Johnson, Daiichi-Sankyo, Abbott, Amicus Therapeutics e Incyte.

Durante i lavori, Salvatore Corrao, Direttore UOC Medicina Interna A.R.N.A.S. Civico Palermo e Professore di Medicina Interna all’Università di Palermo, ha affrontato tematiche cruciali. “Il mio compito in questo interessantissimo evento“, spiega Corrao, “è stato quello di trattare l’innovazione applicata alla patologia. Le patologie croniche, incluso quelle oncologiche che stanno diventando sempre più croniche grazie all’innovazione terapeutica, impongono un’elevata spesa al sistema sanitario, mettendone a rischio la sostenibilità. Pertanto, l’innovazione in questo ambito non deve limitarsi alle sole tecnologie strumentali per la gestione o il telemonitoraggio, ma deve includere anche l’innovazione organizzativa. A Palermo, ad esempio, abbiamo sviluppato un modello di attività ambulatoriale complessa che, con un forte coordinamento internistico, permette di ottimizzare le risorse e rendere il sistema più sostenibile. Questo approccio consente di gestire i pazienti all’interno dell’unità operativa, utilizzando le risorse specialistiche solo quando necessario, e di favorire il dialogo tra ospedale e territorio. Le tecnologie come la telemedicina e il telemonitoraggio rappresentano ulteriori chiavi su cui concentrarsi per migliorare l’accesso e l’efficienza del sistema sanitario”.Corrao continua descrivendo l’eccellenza della sua struttura nel trattamento dei pazienti cronici, evidenziando la collaborazione tra diverse specialità all’interno dell’unità operativa e il risparmio di risorse che ne deriva. “Il rapporto con i colleghi non è conflittuale, ma di collaborazione“, sottolinea, “e questo ci consente di offrire ai pazienti una cura integrata e specializzata, riducendo il ricorso a consulenze esterne e gli esami non necessari. Inoltre, l’organizzazione interna ottimizzata permette di affrontare in maniera efficiente anche le situazioni più complesse, garantendo un elevato standard di cura“.

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