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La lotta al fumo cambia passo: più opzioni per chi vuole smettere con le sigarette

L’Aifa approva la rimborsabilità della citisina, si amplia l’offerta dei centri antifumo: farmaci prescrivibili, gruppi di mutuo aiuto, psicologia, tecniche complementari come l’agopuntura e prodotti alternativi a rischio ridotto



La lotta al tabagismo è una delle sfide più complesse della pratica clinica. Da anni i fumatori possono contare su diversi strumenti per tentare di smettere: farmaci prescrivibili, percorsi nei centri antifumo, gruppi di mutuo aiuto, supporto psicologico, tecniche complementari come l’agopuntura e, in casi selezionati, per gli irriducibili, l’utilizzo di prodotti alternativi al fumo combusto come il tabacco riscaldato. In questo contesto articolato, l’arrivo di un nuovo farmaco rimborsabile rappresenta un tassello ulteriore, capace di ampliare le possibilità di trattamento e di raggiungere fasce di popolazione che finora non avevano accesso a terapie farmacologiche strutturate.

L’Aifa, nella seduta del 15 dicembre 2025, ha deliberato l’ammissione alla rimborsabilità di Regicar (citisina). La procedura sarà completata con la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, mentre l’arrivo in farmacia come prodotto a carico del Servizio Sanitario Nazionale è previsto in primavera. Una decisione attesa da tempo, che apre nuove prospettive per i milioni di fumatori che desiderano liberarsi dalla dipendenza da nicotina.

La citisina è un principio attivo che agisce riducendo gradualmente la dipendenza da nicotina e facilitando la disabituazione dal fumo. Il suo profilo di tollerabilità è considerato favorevole: minimizza i sintomi tipici dell’astinenza – umore depresso, irritabilità, ansia, difficoltà di concentrazione, insonnia e aumento dell’appetito – che spesso rappresentano la principale barriera al successo dei tentativi di cessazione. Il trattamento è indicato per adulti tra i 18 e i 65 anni e prevede un ciclo terapeutico di 25 giorni, un approccio strutturato e relativamente breve che può favorire l’aderenza.

L’inclusione di Regicar tra i farmaci rimborsabili dal Sistema Sanitario Nazionale rappresenta un passaggio cruciale. In Italia i fumatori sono circa 11 milioni e il tabagismo provoca ogni anno 93mila morti evitabili. La rimborsabilità consente di superare uno dei principali ostacoli all’accesso alle terapie: il costo. “Rendere disponibili trattamenti efficaci e accessibili è una delle strategie più importanti per ridurre la prevalenza del fumo nella popolazione” ha scritto il professor Roberto Boffi, pneumologo e responsabile del centro antifumo dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

Il tabagismo resta una delle emergenze sanitarie più rilevanti a livello globale e nazionale, con conseguenze gravi per la salute pubblica e costi sociali ed economici elevatissimi. La disponibilità di strumenti terapeutici rimborsabili rappresenta un tassello fondamentale nelle politiche di prevenzione, affiancandosi alle misure già attive sul territorio: campagne informative, supporto psicologico, percorsi nei Centri Antifumo, interventi normativi e iniziative di educazione sanitaria. La molecola di citisina si configura dunque come un alleato strategico nella lotta al tabagismo. La sua introduzione nel prontuario rimborsabile arricchisce le opzioni terapeutiche a disposizione di medici e pazienti, offrendo una risposta farmacologica mirata ed efficace.

Un tassello in più, non l’unico: il ruolo dei centri antifumo

La decisione dell’Aifa integra l’ampio ventaglio di strumenti già disponibili per chi vuole smettere con le classiche sigarette. Esistono infatti altri farmaci prescrivibili già utilizzati nei percorsi antifumo, così come interventi psicologici individuali, gruppi di mutuo aiuto, programmi strutturati, tecniche complementari come le terapie digitali, l’agopuntura e, per alcuni fumatori adulti irriducibili, il ricorso a prodotti alternativi al fumo combusto come il tabacco riscaldato. Tutti elementi che, in contesti diversi, possono contribuire a ridurre il desiderio di accendere una sigaretta e a sostenere il percorso di disassuefazione.

Dal punto di vista tecnico, la citisina appartiene alla categoria dei farmaci agonisti parziali dei recettori nicotinici dell’acetilcolina (nAChR), in particolare del recettore α4β2, lo stesso coinvolto nella dipendenza da nicotina. Il suo meccanismo d’azione consiste nel legarsi ai recettori nicotinici al posto della nicotina, attivarli solo parzialmente riducendo il craving, diminuire i sintomi da astinenza e rendere meno gratificante l’accensione di una sigaretta. Gli effetti collaterali più comuni riportati negli studi clinici sono generalmente lievi e transitori, tra cui nausea, disturbi gastrointestinali, secchezza delle fauci, irritabilità, cefalea. La citisina viene assunta per bocca e il trattamento è di breve durata: generalmente si prevede un ciclo terapeutico di tre o quattro settimane, con riduzione progressiva della posologia e interruzione del fumo entro i primi giorni di terapia.

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