La terapia con anticorpi coniugati migliora la prognosi nel tumore al seno più aggressivo

La Commissione Europea approva sacituzumab govitecan di Gilead Sciences in prima linea per il carcinoma mammario triplo negativo metastatico: un passo avanti atteso da clinici e pazienti

In oncologia esistono patologie che richiedono una particolare dose di coraggio, tra queste il tumore al seno triplo negativo metastatico. È una forma aggressiva, caratterizzata da un’elevata probabilità di recidiva e da un numero limitato di bersagli terapeutici, che per anni ha lasciato le pazienti e i clinici davanti a scelte disarmanti, con poche alternative da percorrere. In questo contesto, ogni avanzamento terapeutico non è soltanto un progresso scientifico, ma un cambiamento concreto nella vita delle persone che convivono con la malattia. L’approvazione europea di una nuova terapia in prima linea segna dunque un momento di particolare rilevanza.

Gilead Sciences ha annunciato che la Commissione Europea ha concesso l’autorizzazione all’immissione in commercio di sacituzumab govitecan come monoterapia per le pazienti adulte con tumore del seno triplo negativo non resecabile o metastatico, non precedentemente trattate per la malattia metastatica e non candidate alla terapia con inibitori di PD‑1 o PD‑L1. Si tratta del primo anticorpo farmaco coniugato approvato in prima linea per questa indicazione nei Paesi dell’Unione europea, in Norvegia, Islanda e Liechtenstein.

“Questa approvazione è una novità importante”, afferma Giuseppe Curigliano, Direttore della Divisione Nuovi Farmaci per Terapie Innovative dello IEO e Professore di Oncologia all’Università di Milano. Il tumore al seno triplo negativo rappresenta il 10‑15% di tutte le nuove diagnosi di carcinoma mammario, pari a oltre 8.000 casi l’anno in Italia. “Per queste pazienti arriva un’opzione terapeutica efficace, capace di ritardare in modo significativo la progressione di una malattia tendenzialmente molto aggressiva. Quello della neoplasia mammaria si conferma uno scenario terapeutico in continua e rapida evoluzione”.

L’autorizzazione della CE si basa sui risultati dello studio di Fase 3 ASCENT‑03, che ha dimostrato una sopravvivenza libera da progressione significativamente superiore rispetto alla chemioterapia standard. Sacituzumab govitecan ha ridotto del 38% il rischio di progressione o morte nelle pazienti non idonee agli inibitori di PD‑1/PD‑L1. Lo studio, caratterizzato da un disegno crossover centrato sulla paziente, ha permesso a chi era nel braccio chemioterapico di ricevere il farmaco sperimentale alla progressione della malattia. La solidità dei dati conferma l’obiettivo dello studio: dimostrare che un impiego precoce dell’ADC offre un beneficio clinico superiore rispetto alla chemioterapia tradizionale.

“In un contesto di elevato bisogno clinico insoddisfatto, l’introduzione di sacituzumab govitecan nella prima linea di trattamento conferma l’impegno di Gilead nello sviluppo di terapie innovative in oncologia”, osserva Carmen Piccolo, Direttore Medico di Gilead Sciences Italia. “È il primo anticorpo farmaco‑coniugato autorizzato in questa indicazione. Questa innovazione riflette la scienza trasformativa e l’approccio pionieristico di Gilead, con l’obiettivo di offrire soluzioni capaci di fare una reale differenza per le pazienti. Ora è fondamentale garantire un accesso tempestivo anche in Italia”.

Parallelamente, proseguono le richieste di autorizzazione a livello globale. Gilead ha presentato all’Agenzia europea per i medicinali una domanda integrativa per l’uso di sacituzumab govitecan in combinazione con pembrolizumab nelle pazienti con TNBC PD‑L1 positivo, sulla base dei dati dello studio ASCENT‑04. La richiesta è in valutazione e, se approvata, potrebbe rendere il farmaco un trattamento di riferimento in prima linea indipendentemente dallo stato di PD‑L1, in linea con le raccomandazioni ESMO.

Il tumore del seno triplo negativo rimane una delle forme più difficili da trattare. Colpisce soprattutto donne giovani, spesso in premenopausa, e in modo sproporzionato donne afroamericane e ispaniche. L’assenza dei recettori per estrogeni, progesterone e HER2 limita drasticamente le opzioni terapeutiche. Il rischio di recidiva e metastasi è più elevato rispetto ad altri tipi di tumore del seno: il tempo medio di recidiva metastatica è di 2,6 anni, contro i 5 anni degli altri sottotipi, e la sopravvivenza a cinque anni nelle forme metastatiche è del 12%, contro il 28% registrato per altri tumori mammari metastatici.

Sacituzumab govitecan è un anticorpo farmaco coniugato diretto contro Trop‑2, un antigene altamente espresso in numerosi tumori, incluso oltre il 90% dei tumori del seno e del polmone. Il farmaco utilizza un linker idrolizzabile brevettato che rilascia SN‑38, un inibitore della topoisomerasi I, esercitando un’azione potente sia sulle cellule tumorali sia sul microambiente circostante attraverso un effetto bystander. Dal 2020, oltre 75.000 pazienti nel mondo sono stati trattati con questa terapia.

Oltre all’indicazione in prima linea, il farmaco è già approvato in più di 60 Paesi per il trattamento del TNBC metastatico in seconda linea o successive, e in oltre 50 Paesi per alcune pazienti con carcinoma mammario metastatico HR+/HER2‑ precedentemente trattate. È l’unico ADC ad aver ottenuto risultati positivi in quattro studi di Fase 3 nel tumore del seno metastatico HER2‑negativo e l’unico diretto contro Trop‑2 ad aver dimostrato un beneficio significativo in termini di sopravvivenza globale in due diversi tipi di tumore mammario metastatico. Sacituzumab govitecan è attualmente oggetto di valutazione in ulteriori studi di Fase 3 in tumori come il carcinoma polmonare a piccole cellule e alcune neoplasie ginecologiche, dove studi preliminari hanno già mostrato segnali di efficacia. Gilead e Kite Oncology stanno lavorando per ridefinire il trattamento del cancro attraverso terapie di nuova generazione, combinazioni innovative e tecnologie avanzate, con l’obiettivo di colmare le lacune più significative nelle cure. Dalle piattaforme ADC alle piccole molecole, fino alla terapia cellulare, l’azienda punta a creare incoraggianti prospettive per le persone colpite da tumori difficili da trattare.

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