In Campania si stimano circa 250 nuovi casi di Leucemia linfatica cronica ogni anno, una quota di questi pazienti va incontro a recidive e diventa refrattaria ai trattamenti disponibili. Giuliana Farina, Ematologo presso l’ospedale S.Anna e S.Sebastiano di Caserta è presidente del gruppo che riunisce in rete tutti i centri ematologici della regionale: “In Campania – avverte – si registrano circa 250 nuovi casi di leucemia linfatica cronica (LLC) ogni anno, circa 40 presso il nostro ospedale”.
Presso il solo ambulatorio dedicato alla LLC dell’Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano a Caserta sono attualmente seguiti circa 100 pazienti in terapia di prima e seconda linea e circa 200 pazienti in osservazione attiva. In questa popolazione la disponibilità di nuove opzioni terapeutiche per i casi recidivanti o refrattari è di grande rilevanza. “In questo contesto la rimborsabilità di pirtobrutinib – commenta la dottoressa Farina – ci fornisce un’opzione innovativa che arricchisce il panorama terapeutico della LLC recidivante o refrattaria, risultando efficace nel caso di pazienti già precedentemente trattati con inibitori covalenti di BTK mantenendo al contempo un profilo di tollerabilità e sicurezza particolarmente favorevole.” Un importante avanzamento terapeutico che offre un’opportunità in più ai nostri pazienti”
Pirtobrutinib (Lilly) è il primo e unico inibitore di BTK (Bruton chinasi) non covalente (reversibile), ed è ora rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale per i pazienti adulti con LLC recidivante o refrattaria precedentemente trattati con un inibitore covalente di BTK. L’approvazione risponde a un bisogno clinico importante: offre una nuova opzione terapeutica efficace per i pazienti che hanno sviluppato resistenza o intolleranza agli inibitori covalenti di BTK. Il farmaco è disponibile in fascia H con monitoraggio tramite Registro AIFA, a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dello scorso marzo. Circostanza che apre al trattamento di pazienti adulti affetti da leucemia linfatica cronica (LLC) recidivante o refrattaria precedentemente trattati con un inibitore covalente della tirosina chinasi di Bruton (BTK).
La LLC è un tumore del sangue caratterizzato da un accumulo nel sangue venoso periferico e negli organi linfoidi di linfociti B. Nelle fasi iniziali, la malattia si sviluppa come proliferazione di cellule “clonali”, cioè di copie identiche dei linfociti patologici interessati, a cui segue il coinvolgimento delle strutture linfatiche – linfonodi e milza – che aumentano di dimensione.
In Occidente, la LLC è la forma di leucemia più frequente negli adulti e l’incidenza è stimata in 5 casi ogni 100.000 persone. In Italia si stimano circa 3000 nuovi casi all’anno. La malattia è tipica dell’età più avanzata, con il 40% delle diagnosi effettuate oltre i 75 anni e solo il 15% entro i 50 anni. L’età media alla diagnosi è di circa 70 anni, con una leggera prevalenza degli uomini rispetto alle donne. Nonostante i progressi terapeutici, molti pazienti con LLC vanno incontro a multiple recidive o diventano resistenti al trattamento. Pirtobrutinib rappresenta un’innovazione terapeutica significativa, in quanto agisce come inibitore di BTK non covalente ed è capace di legarsi alla proteina target in modo differente rispetto agli inibitori covalenti di prima e seconda generazione.
I risultati dello studio clinico di fase 1/2 BRUIN, pubblicati su New England Journal of Medicine nel 2023, hanno dimostrato l’efficacia del farmaco in una popolazione di pazienti fortemente pretrattata, mostrando risposte cliniche durature anche in casi di prognosi sfavorevole. Lo studio di fase 3 CLL-BRUIN 321 ha poi messo a confronto pirtobrutinib con il trattamento standard di riferimento nello stesso setting, dimostrando la sua superiorità di efficacia.
“I risultati dello studio BRUIN 321 hanno dimostrato che pirtobrutinib garantisce un’efficacia significativa in pazienti con LLC recidivante o refrattaria, con una risposta prolungata nel tempo anche dopo il fallimento degli inibitori covalenti di BTK, assicurando una migliore qualità di vita” conclude Farina. “Inoltre, il farmaco è caratterizzato da un buon profilo di tollerabilità, con una limitata frequenza di eventi avversi; è inoltre una terapia interamente orale, da assumere una sola volta al giorno, un aspetto da non sottovalutare, poiché favorisce una maggiore aderenza al trattamento, limita la necessità di accessi ospedalieri e alleggerisce il carico assistenziale per il caregiver”.




