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L’innovazione e le presunte criticità normative

L’imminente entrata in vigore del nuovo Codice dei Contratti (a far tempo dall’1 aprile 2023), contenente una riscrittura del Libro IV interamente dedicato al Partenariato Pubblico Privato (PPP) è l’occasione per riflettere sulle potenzialità di tale istituto, il quale fin qui ha risentito delle incertezze interpretative e delle difficoltà legate alle politiche di bilancio degli enti pubblici che hanno incentivato un uso distorto di tale strumento operativo.

A ciò si aggiungano le misure del PNRR che sembrano rivitalizzare il ruolo dei soggetti privati nella realizzazione di infrastrutture per la gestione di servizi pubblici, ruolo messo in ombra dalle crisi finanziarie degli ultimi anni e soprattutto dalla crisi pandemica, favorendo così un maggior protagonismo dei pubblici poteri nella definizione delle politiche industriali e nella stessa programmazione dei fini e nella direzione dei processi di sviluppo”, ha commentato Fabrizio Figorilli, Professore Ordinario di Diritto Amministrativo, Università di Perugia.

Il Professore, intervenuto nel corso della sessione “L’Osservatorio Innovazione: l’innovazione e le presunte criticità normative”, della “Winter School 2023 – IL SSN TRA TRASFORMAZIONE E INNOVAZIONE” di Motore Sanità, con il patrocinio della Regione Campania, ha poi continuato: “Di conseguenza, le nuove opportunità offerte dalle novità rappresentate in tale settore sul piano più strettamente giuridico, devono interrogarci per riprendere la riflessione sul ruolo e sulle opportunità  che la nuova disciplina può offrire al fine di individuare con sempre maggiore precisione  le condizioni che devono sussistere per il loro utilizzo in ambito sanitario, in particolare per la fornitura di apparecchiature medico-diagnostiche integrata da tutti i servizi, le funzioni, i farmaci e i consumabili necessari al loro funzionamento.

Per tale tipologia di forniture, l’utilizzo del PPP può risultare più vantaggioso rispetto ad un mero appalto, in quanto consente di traslare in capo all’operatore economico alcuni rischi caratteristici del settore (ad esempio il sottoutilizzo, l’obsolescenza della strumentazione della strumentazione acquistata, ecc.). Tuttavia, la collaborazione tra pubblico e privato rappresentata dalla disciplina del PPP dovrà essere ben governata, al fine di evitare il ripetersi delle difficoltà fin qui incontrate e delle interpretazioni fuorviante che hanno prodotto un contenzioso eccessivo, tale da disincentivare l’impiego degli strumenti a disposizione – ancorché in maniera non sempre lineare e coerente – dal legislatore”.

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