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Ridurre i tempi di attesa in medicina e in chirurgia con i servizi digitali

È necessario favorire la moltiplicazione dei canali di prenotazione e incentivare la prenotazione digitale”. È la proposta di Cesare Guidorzi -VP Hospital & Public Business di Doctolib Italia – per ridurre i tempi di attesa in medicina e in chirurgia. Intervenuto a parlare su questo tema in occasione della “Winter School 2023 – IL SSN TRA TRASFORMAZIONE E INNOVAZIONE” di Motore Sanità, con il patrocinio della Regione Campania, Guidorzi ha poi precisato: “Ciò si realizza permettendo alle piattaforme terze, che già facilitano l’accesso ai servizi sanitari ai cittadini, di potersi integrare alle diverse piattaforme regionali – o aziendali – di prenotazione. Garantire l’“open data” e l’interoperabilità delle agende delle strutture che operano in regime istituzionale e in accreditamento permetterebbe la visione completa delle disponibilità in un determinato territorio e, di conseguenza, facilitare l’accesso alle prestazioni efficientando l’intero Sistema Sanitario. Si tratta peraltro di una richiesta che viene direttamente dai cittadini. Come emerge da un’indagine promossa da Doctolib, oltre il 60% dei cittadini è favorevole all’utilizzo di strumenti digitali tramite i quali gestire la propria salute, le visite, le ricette e gli esami. I servizi digitali a servizio del paziente rendono protagonista il paziente”.

Giuseppe Navanteri, Chief Clinical Engeneering and Technology Officer di IFO – istituto nazionale tumori Regina Elena e Istituto Dermatologico San Gallicano, ha sottolineato anche che: “Per analizzare adeguatamente il problema liste di attesa, dobbiamo andare a segmentare il patient journey (intero percorso clinico assistenziale). Una spinta evolutiva è stata data con la pandemia ed un esempio è il processo connesso alla ricetta dematerializzata. Il sistema di prenoting è più difficile da segmentare, in quanto connesso al processo di erogazione del servizio e quindi alle “agende”. Lo strumento è l’operation management applicato a tutti i processi clinico assistenziali, sia diagnostici che terapeutici, al fine di garantire l’esigenza di evolvere attraverso il cambiamento”.

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