Malattie neglette, clima pazzo. Le infezioni tropicali bussano alla nostra porta

Progressi a rischio per i tagli ai finanziamenti: stigma, disabilità e focolai disseminati impongono un’azione coordinata. L’Aifa: “Infezioni un tempo lontane oggi possono raggiungere rapidamente le nostre latitudini”



Le malattie infettive che colpiscono le popolazioni più vulnerabili del pianeta rappresentano un problema anche alle nostre latitudini. Parliamo di malattie neglette (NTD) un gruppo di oltre 20 patologie infettive sostenute da virus, batteri o parassiti, protozoi, funghi e tossine, inconvenienti spesso aggravati dalle condizioni di povertà: 1,6 miliardi di persone nel mondo sono esposte a queste infezioni. L’OMS ha stilato una roadmap 2021-2030 per il controllo delle epidemie, mentre AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, e ISS, Istituto Superiore di Sanità, monitorano la diffusione in Italia, dove dengue, echinococcosi cistica, leishmaniosi e malattia di Chagas sono in aumento. Note anche come malattie tropicali, diverse NTD sono considerate endemiche in Italia, spesso trasmesse da vettori (zanzare, insetti) il cui raggio d’azione si è allargato a causa dei cambiamenti climatici. La Giornata mondiale dedicata a queste patologie, celebrata ieri, offre l’occasione per riflettere sui progressi compiuti e sulle minacce che rischiano di compromettere i traguardi consolidati della medicina preventiva.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, molte di queste malattie, volendo, si potrebbero prevenire, curare o addirittura eliminare. «La lotta contro le malattie tropicali neglette non è solo una lotta contro gli agenti patogeni, è una lotta contro la profonda sofferenza umana che causano», ha dichiarato il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, richiamando l’attenzione sul rischio che i tagli ai finanziamenti globali possano vanificare anni di progressi. Negli ultimi anni, infatti, sono stati raggiunti risultati significativi. All’inizio del 2026, cinquantotto Paesi avevano eliminato almeno una malattia tropicale negletta, mentre la popolazione che vive in aree a rischio si è ridotta sensibilmente. Nel 2024, 1,4 miliardi di persone hanno avuto bisogno di un trattamento curativo o preventivo, il 36% in meno rispetto al 2010. Ma questi traguardi, avverte l’Oms, sono fragili. «I profondi tagli economici alla salute globale, in particolare ai programmi contro le malattie tropicali neglette, minacciano di bloccare o invertire i guadagni e avere un impatto negativo sulla vita delle comunità colpite», si legge nella nota diffusa dall’organizzazione.

Quest’anno l’attenzione è rivolta in particolare alle malattie che provocano menomazioni fisiche o deturpazioni, rendendo le persone vulnerabili allo stigma e alla discriminazione. L’eliminazione, sottolinea l’Oms, non significa soltanto liberare le comunità dalla malattia, ma anche dalla vergogna, dall’isolamento e dalla disperazione che spesso la accompagnano. Il tema della mobilità globale aggiunge un ulteriore livello di complessità. «Viviamo in un mondo in cui ci si muove sempre di più e, con le persone, viaggiano anche le malattie: infezioni che per lungo tempo abbiamo considerato lontane oggi possono raggiungere rapidamente nuovi territori rendendo indispensabile un’attenzione costante, coordinata e globale da parte dei sistemi sanitari», ha affermato il presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco, Robert Nisticò. Un esempio emblematico è rappresentato da chikungunya e dengue: nel 2025 il sistema di sorveglianza nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità ha registrato 469 casi confermati di chikungunya e 217 di dengue. «Questi dati mostrano come queste infezioni possano ormai interessare direttamente anche il nostro Paese», ha aggiunto Nisticò, sottolineando la necessità di investire in prevenzione, sorveglianza epidemiologica, capacità diagnostiche e ricerca scientifica.

Accanto all’azione dell’Oms, anche l’Agenzia Europea per i Medicinali sta contribuendo a rafforzare la risposta globale attraverso strumenti regolatori che accelerano lo sviluppo e l’accesso a vaccini e terapie innovative, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito. Il Comitato per i Medicinali per Uso Umano ha recentemente espresso pareri su farmaci contro schistosomiasi e tripanosomiasi, mentre nuovi prodotti per chikungunya e dengue sono in fase di valutazione. Tuttavia, gli interventi farmacologici rappresentano solo una parte della risposta. La lotta alle malattie tropicali neglette richiede strategie integrate che includano il controllo dei vettori, l’accesso all’acqua potabile, servizi igienici adeguati e programmi di educazione sanitaria.

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