Melanoma con metastasi, il racconto di Ascierto

Ho incontrato per caso una paziente, è viva dopo molti anni.

Vigilia di Pasqua, ore 20.20: stazione di Napoli alta Velocità di Afragola.

Paolo Ascierto, noto clinico e ricercatore napoletano, dirigente di struttura complessa della Oncologia Medica e Terapie innovative presso il Dipartimento melanoma Istituto Tumori Pascale di Napoli rientra da Roma. “Durante il viaggio, per rilassarmi – racconta – ho ascoltato con la mia cuffia anni 80 le canzoni di Roberto Vecchioni (reduce dal suo “mitico” concerto all’Augusteo). Milady, Voglio una donna, Stranamore, la mia preferita “Samarcanda” e altre. Non so come, ma ad un certo punto è partita la canzone dei Nomadi “Canzone per una amica”. In quel momento mi sono intristito. Quella canzone mi piace moltissimo ma la storia legata ad essa è molto triste. Da lì il mio pensiero è andato a tutti quei giovani pazienti che ho cercato di curare in questi anni e non ce l’hanno fatta. Mi sono venuti in mente ad uno ad uno. Che strazio. Per un attimo mi sono sentito inutile. La canzone è finita poco prima di arrivare in stazione”.

Sceso dal treno Ascierto si è incamminato, con la sia leggera zoppia residuata da un incidente in moto di qualche mese fa, sulle scale della stazione: “La scala mobile era rotta – continua il suo racconto – e la salita non è stata facile a causa della stanchezza e della mia gamba “bionica” e non nascondo che ho avuto anche dolore”.  Terminata la “scalata” mentre era immerso nel suo dolore fisico e soprattutto morale, si è sentito chiamare “… dottore, dottore …. Si ricorda di me”? “Mi si è parata davanti una giovane ragazza, graziosa e tenera. Io sono una sua paziente …. In quel momento, come quando ci si sveglia da un incubo, mi è apparsa nella mente la sua storia. Ragazza giovane con un melanoma aggressivo che aveva colpito anche il cervello. Era il 2016. Eravamo riusciti ad inserirla in uno studio, il CA209-401, che prevedeva l’utilizzo della combinazione di ipilimumab e nivolumab.  Da 9 anni in risposta e libera da malattia”. Praticamente è guarita: in quel momento ho pensato che fosse solo per quella ragazza quello che facciamo ha un senso. La vita è meravigliosa: proprio quando pensi di essere nel mezzo del tunnel ti appare la luce. E’ stata una Buona Pasqua anche per questo incontro”.

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