Fondazione GIMEMA estende il network che collega centri clinici e laboratori specialistici. Obiettivo: garantire monitoraggi puntuali, ridurre i tempi di refertazione e migliorare la qualità delle cure in tutta Italia
La medicina di precisione sta trasformando la gestione delle malattie ematologiche, rendendo sempre più centrale la capacità di monitorare in modo accurato e tempestivo l’andamento della patologia. In questo scenario, l’accesso a esami diagnostici avanzati rappresenta un fattore determinante per la qualità delle cure e per la sostenibilità dei sistemi sanitari. Tuttavia, la disponibilità di tecnologie sofisticate non è uniforme sul territorio nazionale, con conseguenti differenze nei percorsi assistenziali. Per colmare queste distanze, reti digitali e piattaforme condivise stanno diventando strumenti strategici, capaci di mettere in connessione competenze, laboratori e centri clinici, garantendo equità e continuità assistenziale. È in questo contesto che Fondazione GIMEMA ufficializza il progetto LabNet MRD dedicato al mieloma multiplo, un’iniziativa che segna un passo avanti nella gestione di una delle principali neoplasie del sangue.
Garantire esami diagnostici sofisticati in tutta Italia, ridurre i tempi di refertazione ed evitare ai pazienti spostamenti impropri: sono questi gli obiettivi del nuovo LabNet MRD Mieloma Multiplo, la rete nazionale di laboratori dedicati al controllo della malattia che verrà presentata a Roma durante la terza Riunione Nazionale GIMEMA, il Gruppo Italiano Malattie EMatologiche dell’Adulto. Si tratta del quinto progetto della rete digitale gestita dalla Fondazione, già attiva da vent’anni per altre patologie come la leucemia mieloide cronica e acuta, le sindromi mielodisplastiche e le neoplasie mieloproliferative croniche Philadelphia-negative.
LabNet MRD Mieloma Multiplo nasce per mettere in contatto gli ematologi italiani con laboratori altamente specializzati nella diagnosi e nella valutazione della malattia minima residua, un parametro oggi considerato cruciale per monitorare l’efficacia delle terapie e individuare precocemente eventuali recidive. Ogni anno in Italia si registrano circa 5.600 nuovi casi di mieloma multiplo, una malattia che, grazie ai progressi terapeutici, è oggi curabile e potenzialmente guaribile in una parte significativa dei pazienti. Il monitoraggio della MRD, ovvero delle cellule tumorali residue presenti nell’organismo durante o dopo la terapia, è ormai necessaria per ottimizzare la durata dei trattamenti, valutare la possibilità di sospenderli e identificare tempestivamente la ricomparsa della malattia anche in assenza di sintomi.
Non tutti i centri ematologici dispongono però delle tecnologie necessarie per eseguire indagini così sofisticate. La rete LabNet nasce proprio per superare queste disuguaglianze, offrendo a tutti i pazienti la possibilità di accedere agli stessi standard diagnostici, indipendentemente dalla regione di residenza. Il modello, già consolidato in altre patologie ematologiche, ha dimostrato benefici significativi anche per il Servizio Sanitario Nazionale. Nel triennio 2021-2023, il monitoraggio dei pazienti con leucemia mieloide cronica ha generato un risparmio superiore a 6,8 milioni di euro grazie alla sospensione delle terapie, come evidenziato dalla Valutazione di Impatto Sociale.
Una ulteriore opportunità offerta dalla rete è la possibilità di partecipare a progetti di ricerca e a pubblicazioni scientifiche coordinate dal GIMEMA. Dagli anni Novanta, la Fondazione ha condotto oltre 120 studi clinici e, dal 2022, organizza ogni due anni la Riunione Nazionale dedicata all’aggiornamento delle attività dei nove Working Parties, gruppi di lavoro specializzati che affrontano tematiche specifiche nel campo dell’ematologia.

Ventennale
Il 26 maggio, all’Auditorium Cosimo Piccinno del Ministero della Salute, si celebra il ventennale di LabNet durante l’evento “20 anni di LabNet: attività, risultati e prospettive di sviluppo”, organizzato da Fondazione GIMEMA Franco Mandelli e The European House – Ambrosetti. Questo appuntamento fa da preludio alla Riunione Nazionale GIMEMA del 27 maggio, che sarà dedicata all’aggiornamento scientifico dei gruppi di lavoro. Due eventi consecutivi, complementari ma distinti, che testimoniano la vitalità della ricerca italiana in oncoematologia. Un riferimento alla figura di Franco Mandelli, eminente ematologo e fondatore di AIL, è doverosa: la sua visione ha contribuito in modo decisivo alla nascita di una cultura della ricerca clinica centrata sul paziente, e la sua eredità scientifica e umana continua a ispirare la comunità ematologica italiana.
La terza edizione della Riunione Nazionale, in programma il 27 maggio 2026, sarà un momento di confronto tra medici e ricercatori provenienti da tutta Italia. Saranno presentati i progetti più avanzati di diagnosi precoce, monitoraggio e terapia delle neoplasie del sangue, insieme alle attività di ricerca in corso. Un’attenzione particolare sarà dedicata a un’iniziativa europea sulla leucemia mieloide acuta recidivante o refrattaria, una forma particolarmente complessa che colpisce oltre 20mila persone ogni anno in Europa e per la quale non esiste uno standard di cura. Al centro del progetto c’è la piattaforma STREAM, che raccoglie dati demografici, diagnostici, genetici e clinici per migliorare le strategie terapeutiche in un contesto reale e inclusivo.

La Riunione Nazionale è realizzata con il supporto di AIL – Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma, AIL Roma, AIL Bari e con il patrocinio della Società Italiana di Ematologia, della Società Italiana di Ematologia Sperimentale e del Gruppo Italiano per il Trapianto di Midollo Osseo, cellule staminali emopoietiche e terapia cellulare. Un ecosistema di competenze che conferma il ruolo centrale dell’Italia nella ricerca ematologica e nella costruzione di modelli organizzativi capaci di migliorare la vita dei pazienti (info www.gimema.it)





