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Plasma Iperimmune: STOP alla Confusione

In questi giorni le società scientifiche SIMTI (Società Italiana Medicina Transfusionale e Immunoematologia) e SidEM (Società Italiana di Emaferesi e Manipolazione cellulare) hanno redatto un documento di consenso (position paper) sull’utilizzo del plasma iperimmune.

Il documento vuole fare chiarezza su alcuni punti fondamentali come:

  • i requisiti dei donatori
  • le modalità di raccolta del plasma
  • i tempi per la somministrazione
  • mettere in guardia sui possibili eventi avversi

tutto ciò è molto utile poiché fortunatamente sono molti i pazienti guariti che spontaneamente si rivolgono ai centri come donatori per sottoporsi alle procedure di estrazione per la raccolta di plasma iperimmune.
le principali indicazioni ci dicono che il soggetto guarito da SARS-CoV-2 può effettuare la donazione dopo almeno 14 giorni dalla scomparsa completa dei sitomi che indicherebbe la guarigione clinica e dopo almeno due test (NAT) che identificano l’assenza del virus. I test tampone rinofaringeo e su siero/plasma, eseguiti a distanza di 24 ore, dopo la guarigione o prima della dimissione in caso di ricovero ospedaliero.

E’ molto importante che il Titolo anticorpale (la più bassa concentrazione che abbia attività rilevabile) relativo agli anticorpi specifici neutralizzanti cioè quelli utili a combattere l’infezione, sia maggiore di 160 eseguito con metodologia EIA o equivalenti).

Gli autori del documento sottolineano che molte persone guarite da un’infezione Covid-19 asintomatica o paucisintomatica, possano diventare una fonte rilevante di plasma iperimmune ma solo dopo aver dimostrato con i test sierologici questa condizione di titolo anticorpale.

I pazienti che vorranno donare dovranno essere esposti ad una serie di esami importanti che escludano comorbilità e rischio di infezioni (HIV,HCV, etc). I donatori di sangue abituali invece, che sarebbero già conformi ai criteri di selezione per la donazione di plasma, dopo che sia passato un intervallo adeguato di almeno 28 giorni dalla risoluzione dei sintomi Covid-19, potrebbero essere la più sicura di approvvigionamento di plasma iperimmune. In questo caso sarebbe semplice attraverso uno screening mirato per SARS-CoV-2 ottenere buone quantità in tempi brevi.
Per chiarire dubbi ed incertezze sarà comunque necessario attendere i dati che arriveranno dallo studio multicentrico nazionale randomizzato e controllato messo in campo dall’ISS e dall’AIFA e che ha come centro capofila l’Azienda ospedaliero-universitaria di Pisa.

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