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Prostata e supporto psicologico: la cura passa anche dalla mente


Prostata: il tumore impatta anche sul benessere emotivo. Il ruolo chiave dello psicologo all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

Quando si parla di prostata, non si può considerare solo l’aspetto clinico della malattia. Il tumore della prostata rappresenta per molti uomini un’esperienza traumatica anche sul piano psicologico, per questo un’assistenza completa deve includere il supporto alla salute mentale. Lo ha spiegato Simona Donegani, Psicologa Psicoterapeuta dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, durante l’evento “Il tumore della prostata in Lombardia. Dalla diagnosi alla cura: nuove speranze per i pazienti”, promosso da Motore Sanità.

L’importanza della presa in carico psicologica

Dal 2003 – racconta Donegani – abbiamo integrato lo psicologo nella visita multidisciplinare per i pazienti con carcinoma alla prostata. Questo approccio normalizza il bisogno psicologico, aiutando il paziente a riconoscerlo e ad accettare il sostegno”. In ambito oncologico, e in particolare nel caso della prostata, la figura dello psicologo non è un optional, ma una componente fondamentale del percorso di cura. L’impatto della diagnosi può generare ansia, depressione, difficoltà relazionali e sessuali. Affrontarli sin dall’inizio migliora la qualità di vita e l’adesione alle terapie.

Sessualità e identità dopo la malattia

Un altro aspetto spesso trascurato nel tumore della prostata è la riabilitazione sessuale, che coinvolge non solo il paziente, ma anche il partner. Radioterapia, chirurgia e terapie ormonali possono alterare profondamente l’intimità e la percezione di sé. “Offriamo anche percorsi di riabilitazione sessuologica, individuali o di coppia, per accompagnare la persona nel recupero della propria sessualità dopo un intervento alla prostata – prosegue Donegani – fino all’accompagnamento nelle fasi più avanzate della malattia”.

Umanizzazione della cura e abbattimento dei tabù

L’esperienza dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano dimostra che integrare il supporto psicologico nel percorso clinico del tumore alla prostata aiuta a ridurre il pregiudizio secondo cui gli uomini non chiedono aiuto. La presenza costante dello psicologo nella visita iniziale “autorizza” il paziente a riconoscere e affrontare anche i bisogni psichici.

Una cura completa è anche una cura emotiva

Oggi è chiaro che per trattare il tumore della prostata in modo efficace non bastano le terapie mediche. Serve un approccio multidisciplinare che includa anche il benessere psicologico, per accompagnare il paziente in tutte le fasi: dalla diagnosi alla riabilitazione, fino – se necessario – alla gestione delle fasi più delicate della malattia.

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