Dalla pandemia alle nuove frontiere della prevenzione vaccinale, le farmacie italiane hanno dimostrato di poter svolgere un ruolo sempre più centrale nella tutela della salute pubblica. Un percorso che oggi guarda a nuovi obiettivi, dall’anti-pneumococcico all’Herpes Zoster fino all’HPV, e che è stato al centro del roadshow “Farmacia dei Servizi: il futuro delle vaccinazioni è già qui”, quinto dei nove appuntamenti regionali promossi da Motore Sanità grazie al contributo incondizionato di Pfizer, GSK, MSD e CSL Seqirus.
L’evento ha acceso i riflettori sul valore delle farmacie come presidi di prossimità e sulla necessità di garantire un accesso sempre più equo alle vaccinazioni. Un tema di grande attualità se si considera che oggi sono circa 5.000 le farmacie italiane che effettuano vaccinazioni, pari a circa il 25% del totale.
Tra gli interventi, quello di Emanuele Platter, consigliere di Federfarma Torino, che ha sottolineato come il successo della farmacia dei servizi sia strettamente legato al rapporto di fiducia costruito negli anni tra farmacisti e cittadini.

«Ho portato il messaggio della capillarità della farmacia e della relazione che si crea tra il cittadino e il farmacista», ha spiegato Platter. «È un rapporto fiduciario cresciuto nel tempo che ha permesso di raggiungere risultati importanti nelle campagne vaccinali contro il Covid e successivamente contro l’influenza».
Un patrimonio di fiducia che oggi apre nuovi scenari e nuove opportunità per aumentare ulteriormente le coperture vaccinali. «Auspichiamo tutti un incremento della vaccinazione anche per altre importanti sfide di salute pubblica, come quella anti-pneumococcica», ha aggiunto. «Le farmacie hanno compiuto negli ultimi anni importanti sforzi organizzativi per rispondere alle richieste delle istituzioni e dei cittadini e siamo pronti a implementare ulteriormente i servizi offerti».
I numeri confermano il crescente contributo delle farmacie alle campagne vaccinali regionali. Attualmente circa il 25% delle farmacie aderisce alla somministrazione dei vaccini contro Covid-19 e influenza.

«I dati dimostrano che il 33% delle vaccinazioni Covid effettuate in Piemonte è stato eseguito in farmacia», ha evidenziato Platter. «Per quanto riguarda l’antinfluenzale, la quota si attesta intorno al 10%. È un risultato certamente migliorabile, ma rappresenta già un traguardo significativo considerando che ci siamo affiancati all’attività dei medici di medicina generale».
L’attenzione ora si concentra sull’estensione dell’offerta vaccinale ad altre immunizzazioni raccomandate, a partire da quella contro lo pneumococco e l’Herpes Zoster, particolarmente importanti per la popolazione adulta e fragile.
Secondo Federfarma Torino, la possibilità di associare la vaccinazione antinfluenzale a quella anti-pneumococcica potrebbe rappresentare una leva importante per aumentare l’adesione dei cittadini. «Ci auguriamo che l’integrazione tra le diverse vaccinazioni consenta di ampliare il numero delle persone protette», ha spiegato Platter. «L’obiettivo è migliorare la copertura vaccinale e raggiungere sempre più cittadini che possono beneficiare di queste opportunità di prevenzione».
Sul fronte HPV, il percorso è ancora in fase di sviluppo, ma le prospettive appaiono promettenti. «Se ne sta parlando ed è certamente uno dei possibili scenari futuri», ha affermato il consigliere di Federfarma Torino. «Vogliamo procedere per gradi, dimostrando giorno dopo giorno ciò che la farmacia è in grado di fare al servizio della collettività».
Il messaggio emerso dal confronto torinese è chiaro: la farmacia dei servizi non rappresenta soltanto una risposta alle esigenze di prossimità, ma un modello organizzativo capace di rafforzare la prevenzione, aumentare l’accessibilità alle vaccinazioni e contribuire alla sostenibilità del sistema sanitario. Una rete capillare che, forte della fiducia dei cittadini e dell’esperienza maturata sul campo, è pronta a diventare protagonista delle prossime sfide della sanità territoriale.
Emanuele Platter, consigliere di Federfarma Torino




