Un giovane su due conosce soltanto l’AIDS come malattia sessualmente trasmissibile

Il sesso e tutto ciò che lo accompagna però in Italia è vissuto ancora come un tabù sia all’interno della società che delle singole famiglie. La mancanza di comunicazione a livello familiare ed istituzionale fa sì che, secondo dati forniti dalla Società Italiana di Andrologia, i giovani italiani di sesso maschile sanno poco degli aspetti inerenti alla salute del sesso. Infatti, per gran parte dei giovani maschi esiste solo l’AIDS come malattia sessualmente trasmissibile, ma in realtà solo oltre una trentina.

La sessualità è un aspetto imprescindibile della natura umana. La sfera sessuale è centrale nel processo riproduttivo umano ma ricopre un ruolo importante anche nella socialità e nello sviluppo delle persone, soprattutto nei giovani. 

Il sesso e tutto ciò che lo accompagna però in Italia è vissuto ancora come un tabù sia all’interno della società che delle singole famiglie. Il sesso però richiede un certo grado di consapevolezza sia negli aspetti morali che, e soprattutto, negli aspetti fisici che può comportare.

La mancanza di comunicazione a livello familiare ed istituzionale fa sì che, secondo dati forniti dalla Società Italiana di Andrologia, i giovani italiani di sesso maschile sanno poco degli aspetti inerenti alla salute del sesso. Infatti, per gran parte dei giovani maschi esiste solo l’AIDS come malattia sessualmente trasmissibile, ma in realtà solo oltre una trentina. Ancora più grave è il dato di diciottenni maschi che usa sempre il profilattico: solo il 33%. 

Inoltre, sarebbero oltre due milioni gli italiani sotto i 35 anni di età con un problema andrologico ma, secondo i dati SIA, soltanto uno su cinque è consapevole del fatto che un disturbo andrologico può compromettere in maniera irreparabile la fertilità.

Le infezioni sessualmente trasmesse (IST) non devono però essere prese alla leggera poiché possono essere causa di sintomi acuti, infezioni croniche e gravi complicanze a lungo termine. Ed i giovani tra 15 e i 24 anni rappresentano la fascia di età molto più esposta allo sviluppo di queste patologie. Inoltre, secondo i dati di sorveglianza dell’Istituto superiore di sanità i casi di IST sono in costante aumento nel nostro paese. Alcuni esempi sono la gonorrea, che ha visto i contagi raddoppiare dal 2014 al 2019 ed i casi di clamidia che sono addirittura quadruplicati.

Per riuscire a sensibilizzare maggiormente la popolazione la SIA ha organizzato un’importante campagna di informazione a livello nazionale in collaborazione con l’Esercito Italiano e la Croce Rossa Italiana, oltre a 2500 scuole di guida di tutto il paese.

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