Epidemia di bronchiolite neonatale, gli esperti: “Non date antibiotici o cortisone”

Gli ultimi mesi sono stati segnati dalle cronache di pronto soccorso e reparti pediatrici pieno, con lunghe liste d’attesa anche per gli esami più semplici. Questi disagi, registrati in diverse regioni italiane, sono stati causati dalla diffusione concomitante di tre virus diversi: il Sars-Cov-2, l’influenza stagionale ed il virus respiratorio sinciziale (Vrs).

Gli ultimi mesi sono stati segnati dalle cronache di pronto soccorso e reparti pediatrici pieno, con lunghe liste d’attesa anche per gli esami più semplici. Questi disagi, registrati in diverse regioni italiane, sono stati causati dalla diffusione concomitante di tre virus diversi: il Sars-Cov-2, l’influenza stagionale ed il virus respiratorio sinciziale (Vrs). 

Quest’ultimo virus ha causato, negli ultimi due anni, diverse e pesanti epidemie di bronchiolite. I ricoveri per bronchiolite hanno riguardato principalmente lattanti nel primo anno di vita. 

Secondo gli esperti fino al 60% dei bambini contragga questo virus entro il primo anno di vita. Per contrastare la diffusione del virus, e per garantire standard di cure omogenee, il SSN ha varato delle linee guida. Obiettivo di questo modello di azione è quello di garantire uniformità e alla standardizzazione dei trattamenti ed una corretta informazione ai genitori.

Le linee guida risultano necessarie perché, secondo gli esperti pediatri, si utilizzano spesso farmaci per i quali non vi sono evidenze e che questi farmaci possono anche causare effetti collaterali. Tra i principali farmaci usati a sproposito ci sono gli antibiotici, il cortisone ed i broncodilatatori.

La realizzazione delle linee guida nazionali è stata compiuta attraverso la collaborazione di 16 società scientifiche pediatriche con l’egida della Società italiana di Pediatria (Sip), della Società di Neonatologia (Sin) della Società per le Malattie respiratorie infantili (Simri).

Non essendo disponibili, al momento, vaccini o farmaci efficaci contro la Vrs è fondamentale informare pediatri e genitori sull’inutilità e la dannosità di trattamenti farmacologici inutili e sull’importanza che invece la prevenzione ricopre. Per la prevenzione esiste anche una soluzione farmacologica grazie ad un anticorpo monoclonale denominato Palivizumab. Attualmente questo farmaco viene prescritto per i bambini nati prematuri, ma a breve potrebbero essere disponibili nuovi farmaci che potrebbero essere utilizzati in maniera universale per i neonati come profilassi.

Per saperne di più

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