L’intervista: traumi estivi, i consigli dell’ortopedico

L’estate volge al termine ma anche in questi ultimi giorni di gite, viaggi e sport all’aria aperta gli infortuni sono in agguato e possono incidere non solo sullo scorcio di vacanze che restano ma anche sul nostro rientro lavorativo . Ne parliamo con il professor Donato Rosa, traumatologo dello Sport ed uno dei massimi esperti di medicina rigenerativa dell’Università Federico II di Napoli.
D. Quali sono i traumi che colpiscono più di frequente soggetti sportivi e non nei periodi di vacanza?
R. Di sicuro i traumi muscolo – tendinei, dalle lesioni più semplici tipo gli stiramenti , a quelle più complesse , tipo strappi o rotture. Per quanto riguarda i muscoli quelli più spesso convolti sono il quadricipite, gli adduttori i muscoli di polpaccio e quelli riguardanti la spalla. Per quanto riguarda i tendini i più coinvolti sono il tendine di Achille , il rotuleo ed il sovraspinoso. Vanno inoltre considerate le distorsioni di ginocchio e di caviglia.
D. Quali sono le attività più a rischio?
R. Qualsiasi attività praticata in modo più intenso del solito e senza un’adeguata preparazione può determinare una sofferenza dei distretti muscolo- tendinei coinvolti: il tennis, il paddle , il calcetto , la bicicletta , la corsa, gli sport da spiaggia sono tutti possibili cause.
D. Si può fare qualcosa per prevenire o quantomeno contenere l’entità di tali traumi?
R. La prevenzione sta soprattutto nel misurare le nostre forze e le nostre potenzialità in base alla preparazione atletica ed all’allenamento cui i nostro fisico è abituato; gli esercizi preparatori tipo riscaldamento e stretching aiutano senz’altro lo svolgimento dell’attività sportiva laddove comparisse un dolore improvviso od una sensazione di impotenza funzionale localizzata bisogna fermarsi subito.
D. Cosa fare quando ci si infortuna?
R. al di là della gravità dell’infortunio il vecchio consiglio è sempre valido : riposo, ghiaccio ed antiinfiammatori; sentire quindi il parere di uno specialista di fiducia senza cadere nella trappola del “ fai da te” che spesso è più dannoso dell’infortunio.
D. Come affrontare il dopo trauma?
R : Oggi è possibile fare una diagnosi clinica e strumentale sempre più precisa e rapida per accertare l’entità del trauma ed intervenire sullo stesso con un adeguato tempismo. La gestione del trauma va affrontata sempre dopo consiglio medico con una mirata rieducazione motoria integrata da eventuale utilizzo di mezzi fisici all’avanguardia quali la Tekar terapia, le onde d’urto, la ionorisonanza. Oggi, per ottimizzare i risultati, è molto di aiuto la medicina rigenerativa (fattori di crescita, cellule staminali, monociti) che con un approccio microinvasivo locale può portare enormi benefici e garantite una più rapida guarigione.

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