Disabilità, in Gazzetta il riparto del Fondo per i Progetti di Vita: 25 milioni alle Regioni per il 2025

Al via anche il nuovo portale e in arrivo 300 milioni con il bando “Vita e Opportunità” per l’autonomia dal 2027È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministro per le Disabilità, firmato con MEF, Salute e Lavoro, che ripartisce tra le Regioni i 25 milioni del Fondo 2025 per attuare i progetti di vita individuali, personalizzati e partecipati previsti dal http://D.Lgs. 62/2024.Al via dunque il riparto tra le Regioni del Fondo per l’implementazione dei progetti di vita individuali, personalizzati e partecipati. Approda in Gazzetta ufficiale il decreto, adottato dal Ministro per le disabilità, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, il Ministro della salute e il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, recante il riparto tra le Regioni del Fondo per l’implementazione dei progetti di vita individuali, personalizzati e partecipati, ai sensi dell’articolo 31 del decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62, per l’anno 2025.Il decreto definisce la distribuzione delle risorse del Fondo, la cui dotazione per l’esercizio finanziario 2025 è pari a 25.000.000,00 euro, destinate a sostenere l’attuazione dei progetti di vita in favore delle persone con disabilità. Il Decreto Legislativo n. 62 del 3 maggio 2024 è attuativo della riforma disabilità (Legge 227/2021) e in vigore a regime dal 1° gennaio scorso (con sperimentazione dal 2025), che introduce importanti novità per la valutazione e il sostegno alle persone con disabilità, puntando sulla semplificazione. Il decreto sostituisce i concetti di handicap e invalidità con la “condizione di disabilità”, focalizzandosi sul funzionamento della persona e non più solo sulla menomazione.Progetto di Vita Individuale: La vera svolta è il progetto di vita personalizzato e partecipato, che valuta la persona nella sua interezza per garantire l’inclusione, non solo l’assistenza.Da quest’anno si prevede l’uso di un unico certificato medico introduttivo per avviare la valutazione sanitaria e sociale, riducendo le attese.Il decreto limita le visite di revisione per invalidità, previste solo in casi eccezionali, per ridurre lo stress burocratico.Vengono inoltre eliminati termini come “portatore di handicap” o “diversamente abile”, sostituiti da “persona con disabilità”, e le condizioni di gravità diventano “necessità di sostegno elevato o molto elevato”.La sperimentazione come detto è iniziata dal 1° gennaio 2025 in nove province italiane.In sintesi, il decreto punta a garantire una migliore qualità della vita attraverso un approccio più “su misura” e meno burocratico.È intanto online il nuovo portale istituzionale per le disabilità https://riformadisabilita.gov.it/promosso dal Dipartimento per le Disabilità della Presidenza del Consiglio. Il sito aiuta cittadini, famiglie, associazioni e professionisti a capire la Riforma della Disabilità (D.Lgs. 62/2024) in modo semplice e chiaro.Nel portale trovi come cambia la valutazione della disabilità. La riforma supera la visione solo medico-legale e adotta un modello bio-psico-sociale, considerando autonomia,partecipazione sociale,lavoro e studiorelazioni e qualità della vita. Per le persone con sclerosi multipla, questo è particolarmente importante perché valorizza anche i sintomi “invisibili” e i bisogni che cambiano nel tempo. Il progetto di Vita è costruito insieme alla persona, famiglia e servizi e riguarda l’abitazione, lo studio e la formazione, il lavoro, la mobilità, le relazioni, la vita di comunità, la valutazione di Base (INPS). Il sito spiegacome avviare la procedura, come si svolge la valutazione ecosa cambia nei territori in sperimentazione. Il portale è costantemente aggiornato ed è un punto di riferimento utile per persone con Sclerosi multipla, familiari, caregiver, volontari e professionisti.Intanto sono in arrivo altri 300 milioni per l’autonomia in vista del 1° gennaio 2027, data in cui entrerà a pieno regime la riforma organica che definirà il piano di “Vita e opportunità”. “Il provvedimento prevede delle eccezioni: per i bambini e i giovani fino ai 22 anni basteranno progetti legati all’educazione e all’allenamento all’autonomia”. Il principio della misura “Vita e opportunità”, progettata per finanziare interventi a favore delle persone con disabilità. L’obiettivo è superare la vecchia logica di assistenzialismo e costruire percorsi di vera indipendenza. I fondi saranno destinati a progetti presentati da Enti del Terzo Settore, ONLUS e, in caso di territori svantaggiati, anche dai Comuni.I progetti dovranno agire contemporaneamente su almeno due delle tre parti della vita quotidiana, ovvero l’ambito abitativo, l’inserimento lavorativo e la sfera del tempo libero e dello sport. Il provvedimento prevede delle eccezioni: per i bambini e i giovani fino ai 22 anni basteranno progetti legati all’educazione e all’allenamento all’autonomia, mentre per le imprese agricole saranno finanziabili progetti legati esclusivamente alle fattorie sociali e all’inclusione lavorativa.Le regole di questo nuovo piano sono diventate ufficiali con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, avvenuta il 5 maggio 2026. L’iniziativa annunciata dal Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità, trova la sua base nella Legge di Bilancio 2024. L’impostazione riflette i più recenti orientamenti registrati alla Corte dei conti, porta infatti la firma congiunta di ben cinque Ministeri (Disabilità, Economia, Lavoro, Agricoltura e Sport). L’obiettivo è la valorizzazione dei talenti, garantendo la partecipazione alla vita comunitaria.Il Ministero per le Disabilità ha infine annunciato, per il 2026, un nuovo bando da oltre 300 milioni di euro denominato “Vita e Opportunità”, finalizzato a finanziare progetti di inclusione lavorativa, abitativa e ricreativa, a supporto dell’autonomia e dei progetti di vita delle persone con disabilità. Il fondo mira a supportare l’autonomia, in continuità con la riforma che entrerà a pieno regime dal 1° gennaio 2027. Il bando si concentra su tre pilastri: dimensione abitativa (autonomia), dimensione lavorativa, (inserimento e percorso lavorativo) e inclusione sociale. Obiettivo del bando è finanziare progetti volti a promuovere l’autonomia e la piena partecipazione alla vita sociale. In Italia si contano oltre 3 milioni di persone con disabilità.Sono previste altre misure per il 2026, come il Bonus Caregiver per chi assiste persone con disabilità gravissima (fino a 400 euro mensili, con ISEE < 15.000€) e un possibile aumento di 300 euro al mese per famiglie con disabilità.C’è poi la disability card: la carta continua a offrire agevolazioni, inclusi ingressi gratuiti o ridotti a musei e siti culturali.

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