Alla Mediterranea School di Bari riflettori puntati sul sistema ERHA, il primo acceleratore lineare di protoni per uso clinico sviluppato in Italia
La ricerca italiana punta a rivoluzionare la lotta contro il cancro con una tecnologia all’avanguardia nata in Puglia e destinata ad aprire una nuova frontiera nella protonterapia oncologica. È stato questo il focus della tavola rotonda “La protonterapia di terza generazione. Il caso italiano del sistema ERHA: nasce in Puglia il primo acceleratore lineare di protoni per uso clinico”, organizzata durante la Mediterranea School di Bari promossa da Motore Sanità.
L’evento ha riunito alcuni dei massimi esperti italiani del settore per fare il punto sul progetto ERHA – Enhanced Radiotherapy with Hadrons, il sistema innovativo di protonterapia sviluppato nei laboratori di Ricerca e Sviluppo della società Linearbeam, spin-off del Gruppo ITEL.
Il macchinario, ormai prossimo all’ingresso nel mondo clinico, rappresenta il primo acceleratore lineare di protoni moderno e tecnologicamente avanzato progettato in Italia per applicazioni oncologiche. L’obiettivo è offrire trattamenti più precisi ed efficaci per la maggior parte dei tumori, sia negli adulti sia in ambito pediatrico, riducendo gli effetti collaterali tipici delle terapie tradizionali.
Tra le voci protagoniste del confronto anche quella di Gerardo Palazzo, docente presso il Dipartimento di Chimica dell’Università di Bari, che ha sottolineato il valore della collaborazione tra ricerca accademica e mondo industriale.

“L’Università è orgogliosa di aver partecipato, anche se in piccola parte, allo sviluppo di questa nuova strumentazione attraverso ricerche congiunte con ITEL”, ha dichiarato Palazzo, evidenziando il ruolo strategico delle sinergie scientifiche nella nascita di tecnologie innovative per la salute. Secondo il docente barese, il progetto ERHA rappresenta molto più di un avanzamento tecnologico: è un modello di sviluppo che può rafforzare il legame tra università, imprese e sistema sanitario.
“Questa iniziativa va guardata con grande interesse perché può diventare un momento di rafforzamento delle interazioni tra il mondo accademico e la realtà imprenditoriale, oltre che con il sistema sanitario”, ha spiegato Palazzo. “L’obiettivo è promuovere uno sviluppo basato sulla ricerca a favore dell’intera collettività”.
Il sistema ERHA si inserisce in uno scenario internazionale in cui la protonterapia sta assumendo un ruolo sempre più centrale nell’oncologia di precisione. Grazie all’utilizzo dei protoni, infatti, è possibile colpire il tumore con estrema accuratezza, limitando il danno ai tessuti sani circostanti e migliorando la qualità di vita dei pazienti.
La tecnologia sviluppata in Puglia punta inoltre a rendere più accessibile la protonterapia attraverso acceleratori più compatti, sostenibili e facilmente installabili rispetto ai sistemi tradizionali
Gerardo Palazzo, Professore Ordinario di Chimica Fisica presso il Dipartimento di
Chimica dell’Università di Bari




