Farmacie sempre più centrali nella sanità territoriale: “Possono diventare piccole Case di Comunità”

A Bologna Francesca Gandolfi, direttore del Dipartimento Interaziendale Farmaceutico Ausl Modena rilancia il modello della farmacia dei servizi tra prossimità, digitalizzazione e assistenza ai pazienti. Come ha affermato: “Possono diventare piccole Case di Comunità”

La farmacia del futuro sarà sempre più vicina ai cittadini, integrata con il territorio e connessa digitalmente al sistema sanitario. È questa la visione emersa durante il convegno “Farmacia dei servizi. Il futuro delle vaccinazioni è già qui – Il Decreto Semplificazione rafforza il ruolo delle farmacie come Presidi di Prossimità per la Prevenzione”, che si è svolto il 14 maggio a Bologna.

Tra gli interventi protagonisti quello di Francesca Gandolfi, direttore del Dipartimento Interaziendale Farmaceutico Ausl Modena che ha posto al centro del dibattito un concetto chiave: superare definitivamente la separazione tradizionale tra ospedali, farmacie territoriali e servizi sanitari, mettendo al primo posto il benessere del paziente.

“Abbiamo condiviso un obiettivo comune che è la salute del paziente”, ha spiegato Gandolfi, sottolineando come oggi non abbia più senso ragionare secondo una logica di divisione tra farmacie ospedaliere e farmacie convenzionate.

Secondo il direttore del Dipartimento Interaziendale Farmaceutico dell’Ausl Modena, il sistema sanitario deve invece concentrarsi sull’individuazione del “setting migliore” per ogni persona, valorizzando i luoghi in cui il cittadino può ricevere cure con maggiore comfort, prossimità e continuità assistenziale.

In questo contesto, la farmacia dei servizi assume un ruolo strategico, soprattutto sul territorio. “Dove il paziente trova agio nella cura della propria persona bisogna potenziare la farmacia dei servizi”, ha affermato Gandolfi.

Un’attenzione particolare è stata dedicata anche alle farmacie rurali e alle aree disagiate, dove spesso l’accesso ai servizi sanitari è più complesso. Per Gandolfi, proprio in questi contesti il Servizio sanitario nazionale deve intervenire per rafforzare la presenza delle farmacie e trasformarle in veri punti di riferimento per la comunità.

La farmacia rurale può diventare una piccola Casa di Comunità, un’estensione del Servizio sanitario nazionale”, ha dichiarato, delineando una nuova prospettiva organizzativa per la sanità territoriale.

Ma perché questo modello possa funzionare realmente, serve una forte accelerazione sul fronte della digitalizzazione. Gandolfi ha infatti indicato nell’informatizzazione dei processi il passaggio decisivo per costruire una rete sanitaria moderna, efficiente e realmente integrata. “Solo attraverso una informatizzazione estremamente spinta sarà possibile avere tracciabilità, condivisione delle informazioni e una vera interazione per il bene dei pazienti”, ha spiegato.

Il convegno di Bologna ha così confermato come il modello della farmacia dei servizi rappresenti una delle direttrici strategiche della sanità italiana, capace di rafforzare prevenzione, prossimità e presa in carico dei cittadini, soprattutto nelle realtà territoriali più fragili.

Francesca Gandolfi, direttore del Dipartimento Interaziendale Farmaceutico Ausl Modena

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