Crisi finanziaria, scontri sindacali e rapporti tesi con la Regione Puglia. Leone XIV vara una commissione straordinaria per risanare l’ospedale di San Giovanni Rotondo.
Il fiore all’occhiello della Sanità pugliese a gestione dello Stato Vaticano.. L’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo è un IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) di proprietà e sotto il controllo diretto della Santa Sede.
Ente Gestore è la Fondazione di Religione e di Culto “Casa Sollievo della Sofferenza”, istituita proprio per volontà del frate di Pietrelcina. A seguito di rilevanti criticità finanziarie, il Vaticano ha rafforzato la sua supervisione commissariando l’ospedale per riequilibrarne la sostenibilità.
La gestione quotidiana è affidata a un direttore generale e a un Consiglio di amministrazione nominato direttamente dalla Santa Sede.
Papa Leone XIV ha deciso di intervenire direttamente su Casa Sollievo della Sofferenza. L’ospedale fondato da Padre Pio a San Giovanni Rotondo è stretto tra un buco nei conti che, secondo fonti interne, supera i 220 milioni di euro, contenziosi con i sindacati e vecchie frizioni con la Regione Puglia.
Con un chirografo firmato ieri, il Pontefice ha istituito una Commissione di indirizzo e vigilanza con poteri pieni. Di fatto è un commissariamento: la commissione può scavalcare gli organi della Fondazione, cambiare lo statuto e autorizzare atti di ordinaria e straordinaria amministrazione senza ulteriori passaggi. Segno che per il Papa la governance attuale non regge più.
Casa Sollievo compie 70 anni ma oggi affronta gli stessi nodi della grande sanità: costi altissimi, tecnologia da rinnovare, sostenibilità, gestione del personale e rapporti complessi con il SSN.
Cambia anche l’approccio rispetto a Francesco, che aveva affidato il dossier al cardinale Pietro Parolin. Proprio Parolin il 5 maggio scorso aveva provato una mediazione in extremis tra tensioni interne e proteste. Due settimane fa però i sindacati hanno depositato decreti ingiuntivi per recuperare gli stipendi arretrati dei dipendenti, aprendo la via legale contro la Fondazione.
A guidare la task force sarà Maximino Caballero Ledo, prefetto della Segreteria per l’Economia. Con lui padre Giordano Piccinotti, capo dell’APSA, monsignor Paolo Rudelli, Sostituto alla Segreteria di Stato, e altri esperti di finanza. Non un organismo pastorale, ma una squadra tecnica per ristrutturare. Assente di peso: il cardinale Parolin, finora referente diretto della Fondazione.
La posta in gioco è alta. Casa Sollievo non è solo un simbolo del cattolicesimo del ‘900, ma uno dei policlinici più importanti del Sud: oltre 35mila ricoveri l’anno, più di 1 milione di prestazioni ambulatoriali, circa 30mila interventi chirurgici e 2.500 dipendenti.
Con questa mossa Leone XIV di fatto dice che prestigio religioso e donazioni non bastano più. Serve controllo diretto, trasparenza e accentramento delle decisioni, sulla scia di quanto già iniziato da Francesco.
I bilanci della Fondazione non sono pubblici, essendo sotto sovranità vaticana. Ma il ricorso a poteri straordinari parla chiaro: in Vaticano si usano solo quando il rischio di collasso finanziario non si può più gestire con gli strumenti ordinari.




