Campania, Governo della Salute: gli ospedali accreditati dichiarano lo stato di crisi

Tariffe ferme da 14 anni, budget 2026 assente, 3.000 posti di lavoro a rischio, nessun riconoscimento al pronto soccorso: l’Aiop (associazione che rappresenta 64 strutture ospedaliere accreditate in Campania) dichiara lo stato di crisi per l’intero comparto delle Case di cura. L’assemblea del 18 giugno scorso ha approvato una delibera che certifica il collasso economico del settore ospedaliero accreditato: medico-chirurgico, ostetricia-ginecologia, emergenza-urgenza, riabilitazione e lungodegenza. Assicurano attività di pronto soccorso, garantiscono centinaia di ricoveri annui, visite, terapie e prestazioni di lungodegenza a chi ha subito un ictus o è stato operato dopo un grave incidente, accolgono anche chi dopo un intervento neurochirugico, al Cardarelli, all’ospedale del mare o in un altro ospedale, non può tornare a casa ma deve liberare il posto agli acuti, rispondono al Cup unico regionale per abbattere le liste di attesa, non applicano nessun costo per i pazienti, danno lavoro a una platea di oltre 10 mila camici bianchi, medici , infermieri e tecnici che presidiano oltre 6 mila posti letto di cui circa 4 mila medico chirurgici ma anche oltre 1300 riabilitativi, 505 per lungodegenti, 27 per gli stati vegetativi e 13 in hospice. La riabilitazione e la lungodegenza scontano da soli oltre 35 milioni di costi per le casse regionali in mobilità passiva a cui nessuno pone argini. Una realtà sanitaria quella degli ospedali accreditati che macina il 30% di tutte le prestazioni ospedaliere con il 14% delle risorse disponibili (747 milioni di cui circa 500 solo per il personale, a fronte di 5,2 miliardi assegnati agli ospedali pubblici nel 2024) eppure la programmazione li ignora.
La crisi riguarda tutto il comparto ospedaliero privato accreditato ma a soffrire di più sono 16 strutture post-acuzie, due con il pronto soccorso che devono tenere corsie aperte con le tariffe di rimborso più basse d’Italia senza alcuna valorizzazione delle aree dell’emergenza e urgenza sottoposte a tetti di spesa ma non derogabili .
La stima dell’esaurimento del budget del pronto soccorso per il 2026 fissa una linea al prossimo agosto, massimo settembre 2026.
Il nodo? Tariffe del 2012 con costi del 2026 e un ulteriore taglio di circa il 10%. I contratti del personale in queste condizioni non. , manutenzioni, adeguamenti normativi, oneri finanziari. “Uno squilibrio economico divenuto insostenibile” scrive l’AIOP in una nota inviata nei giorni scorsi all’indirizzo del governatore Roberto Fico che assume anche le deleghe alla Sanità e al Bilancio.

Eppure per la post-acuzie, la Legge di Bilancio 2025 ha stanziato fondi vincolati per aggiornare le tariffe di riabilitazione e lungodegenza. Il CIPESS ha già ripartito 77 milioni nazionali, alla Campania spettano 7,1 milioni di cui 5,5 per le Case di cura. La Regione, però, ha respinto l’adeguamento al 100% del tariffario nazionale. La motivazione? “Nessun obbligo e risorse destinate a tariffe future”. Risultato: fondi fermi, tariffe al palo, prestazioni erogate ma fuori budget per decine di milioni. Solo le prestazioni di Pronto Soccorso, UTIC, emergenza Ostetrica valgono circa 50 mln €, pari al 10% del budget assegnato al comparto privato. Per legge vanno erogate sempre, anche a budget esaurito. Ma in Campania sono incluse nel tetto di spesa. Effetto: ogni euro speso per l’emergenza fa debordare di un euro le prestazioni di elezione, che restano non remunerate perché fuori tetto.
“L’emergenza non può essere sottoposta a spending review – spiega Sergio Crispino, presidente regionale Aiop durante un confronto con le altre associazioni di categoria del settore – va programmata e remunerata a parte, altrimenti si tagliano le prestazioni ordinarie e aumenta la mobilità passiva”. Senza il riparto del budget 2026, le due strutture campane con pronto soccorso inserite nella rete 118 (Pineta Grande di Castelvolturnbo e Villa dei Fiori di Acerra) finiranno i fondi tra agosto e settembre 2026.
C’è poi il nodo delle liste d’attesa: fino al 2024 le Regioni potevano usare fino allo 0,4% del fondo sanitario nazionale in deroga ai tetti, L’Aiop aveva chiesto una proroga al 31 dicembre del 2025 con incremento allo 0,7%. Né la Legge di Bilancio 2025 né il Milleproroghe l’hanno inserita. “Zero costi aggiuntivi per lo Stato – spiega AIOP – perché si usano fondi già stanziati. Ma senza deroga, le Regioni non possono coinvolgere il privato per abbattere le attese.
C’è infine il “caso Bruxelles”: agevolazioni contributive bloccate. La Legge di Bilancio 2025 prevede sgravi per le grandi imprese del Mezzogiorno con più di 250 dipendenti. Per la sanità privata campana sarebbero ossigeno immediato. Ma l’efficacia è subordinata al via libera UE sugli aiuti di Stato. Un anno fa doveva arrivare il parere, siamo a giugno 2026 ed è ancora silenzio. Le aziende chiudono i bilanci 2025 senza poter contabilizzare il beneficio. “Una paralisi burocratica che rischia di mandare in fumo la tenuta del sistema”, denuncia AIOP che chiede alla Regione Campania l’apertura immediata di un tavolo con il Presidente la direzione tutela della Salute e gli uffici ìcompetenti. Obiettivi: sblocco delle tariffe post-acuzie, uso dei 5,5 milioni CIPESS per adeguare lungodegenza e riabilitazione, freno tirato al taglio del 10%, riparto immediato dei 50 milioni previsti dalla Finanziaria 2026, di cui 7 dedicati al pronto soccorso (codici rossi e arancioni) e 3,5 per post-acuzie da dopo pronto soccorso oltre che l’emergenza fuori tetto e deroga ai limiti della spending review per le prestazioni di emergenza-urgenza. Infine un pressing del Governo su Bruxelles per sbloccare gli sgravi contributivi 2025. Poi c’è sempre l’anomalia del limite di spesa dettato dalla spending review rimasto fissato al costo consuntivato nel 2011 adeguato solo per il 4%. “Senza interventi numerose strutture non hanno certezza di mantenere l’equilibrio economico”. L’alternativa è la riduzione o sospensione delle attività e impatto sui LEA (livelli essensiali di assistenza). “È con grande senso di responsabilità che dichiariamo lo stato di crisi – chiude AIOP – ma la continuità assistenziale per i cittadini fragili non è più garantita”. Il tempo stringe: per i Pronto Soccorso privati la scadenza è di pochi mesi e il saldo 2025 per tutte le Case di cura che le Asl non hanno ancora pagato è di circa 35 milioni.

Seguici!

Ultimi articoli

Ortopedia infantile, oltre mille bambini operati con la chirurgia percutanea fibrotomica

Microbisturi di appena un millimetro, tempi ridotti, meno dolore...

Cardiologia territoriale, innovazione e nuove tecnologie: a Pozzuoli il primo Workshop Under 40 di ARCA Young Campania

Cardiologia territoriale, innovazione e nuove tecnologie: a Pozzuoli il...

Firmato l’accordo per i medici di famiglia nelle Case di comunità

Fino a 6 ore settimanali tra le 8:00 e...

Calo delle nascite, infertilità e maternità: la rete a tutela dei bambini nel rapporto Adnkronos

In Italia la popolazione invecchia, quale il prezzo da...

Newsletter

Registrati e ottieni le nostre rassegne stampa in esclusiva!

spot_img

Da non perdere

Ortopedia infantile, oltre mille bambini operati con la chirurgia percutanea fibrotomica

Microbisturi di appena un millimetro, tempi ridotti, meno dolore...

Cardiologia territoriale, innovazione e nuove tecnologie: a Pozzuoli il primo Workshop Under 40 di ARCA Young Campania

Cardiologia territoriale, innovazione e nuove tecnologie: a Pozzuoli il...

Firmato l’accordo per i medici di famiglia nelle Case di comunità

Fino a 6 ore settimanali tra le 8:00 e...

Calo delle nascite, infertilità e maternità: la rete a tutela dei bambini nel rapporto Adnkronos

In Italia la popolazione invecchia, quale il prezzo da...

Sclerodermia, non solo cura ma qualità di vita: il ruolo della rete assistenziale nazionale

La diagnosi precoce, l'accesso alle cure innovative e una...
spot_imgspot_img

Ortopedia infantile, oltre mille bambini operati con la chirurgia percutanea fibrotomica

Microbisturi di appena un millimetro, tempi ridotti, meno dolore e recupero più rapido. La casistica del professor Costici nell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma Nel...

Cardiologia territoriale, innovazione e nuove tecnologie: a Pozzuoli il primo Workshop Under 40 di ARCA Young Campania

Cardiologia territoriale, innovazione e nuove tecnologie: a Pozzuoli il primo Workshop Under 40 di ARCA Young Campania POZZUOLI – Le nuove sfide della cardiologia,...

Firmato l’accordo per i medici di famiglia nelle Case di comunità

Fino a 6 ore settimanali tra le 8:00 e le 20:00. Compenso di 38,72 euro l'ora Firmato in serata l'accordo che regola la presenza dei...

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui