Vitiligine, oltre le macchie bianche: “Non è un inestetismo, servono cure e percorsi dedicati”

In Italia convivono con la vitiligine circa 350mila persone, adulti e bambini. Eppure, nonostante la maggiore visibilità della malattia negli ultimi anni, il dibattito continua troppo spesso a fermarsi al suo aspetto esteriore. In occasione della Giornata mondiale della vitiligine, che si celebra il 25 giugno, APIAFCO rinnova la richiesta di un accesso equo, tempestivo e uniforme alle cure più efficaci e innovative su tutto il territorio nazionale.

La vitiligine è una malattia infiammatoria cronica della pelle, non contagiosa, caratterizzata dalla comparsa di chiazze depigmentate dovute alla perdita dei melanociti, le cellule responsabili della pigmentazione. L’esordio avviene spesso tra i 20 e i 30 anni, ma una quota significativa di pazienti manifesta i primi segni già durante l’infanzia.

«La vitiligine non è un semplice inestetismo, ma una malattia cronica infiammatoria con un impatto profondo sulla qualità della vita, del sonno e sul benessere psicologico», sottolinea Valeria Corazza, presidente di APIAFCO (Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza). «Il nostro impegno è volto a cambiare radicalmente la percezione di questa patologia, che per troppo tempo è stata trascurata».

Al centro dell’attività dell’associazione c’è la necessità di inserire la vitiligine nei Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali regionali, per garantire diagnosi, trattamenti e assistenza più omogenei. APIAFCO sollecita inoltre istituzioni e Regioni a promuovere tavoli di lavoro dedicati, come quello avviato nel Lazio nel novembre 2024 per la definizione di un modello di gestione uniforme e riproducibile.

L’associazione mette a disposizione servizi gratuiti di supporto psicologico, consulenza legale e orientamento verso i centri specializzati, oltre a visite di screening per favorire diagnosi tempestive. Un impegno che punta anche a contrastare lo stigma e la disinformazione, ancora molto diffusi intorno alla malattia.

Proprio su questo tema si concentra la campagna social “Pensavo che…”, attiva sui canali Facebook e Instagram di APIAFCO. L’iniziativa invita a riconoscere e superare i falsi miti: la vitiligine non è contagiosa, non è soltanto una questione estetica e richiede un corretto percorso diagnostico e di cura.

La sensibilizzazione proseguirà giovedì 25 giugno, alle 19, con il webinar “Vitiligine. Diamo voce alla tua pelle”, trasmesso in diretta Facebook. All’incontro parteciperanno Valeria Corazza e Francesca Prignano, professore associato di Dermatologia presso l’Università degli Studi di Firenze. L’appuntamento sarà dedicato ai pazienti, ai caregiver e a tutti coloro che desiderano approfondire le nuove prospettive terapeutiche, dai farmaci mirati all’evoluzione delle terapie tradizionali.

L’obiettivo è chiaro: riconoscere la vitiligine come una patologia cronica che richiede ascolto, informazione corretta, supporto e cure appropriate. Perché dietro ogni chiazza bianca non c’è solo una manifestazione della pelle, ma una persona che ha diritto a essere presa in carico con competenza e continuità.

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