Hantavirus, la ricerca dell’Università di Pisa: «Contenuti online aumentati del 500%. C’è rischio infodemia»

«La produzione di contenuti online legata all’Hantavirus è aumentata del 500% negli ultimi sette giorni monitorati. Sebbene in questa fase non si riscontrino ancora filoni strutturati di misinformazione o campagne di disinformazione organizzate nel nostro Paese, il sistema rileva i primi inequivocabili segnali di una deriva infodemica». Ad analizzare la situazione informativa nel periodo 6-12 maggio è il RISP – Report infodemico per la sanità pubblica prodotto dal Pisa Public Health Research Lab dell’Università di Pisa, diretto dalla professoressa Caterina Rizzo e coordinato da Cesare Buquicchio – direttore scientifico del progetto CreSP – Comunicazione del rischio in emergenza per la Sanità Pubblica – e realizzato da Francesco Gesualdo, Veronica Bartolucci e Diana Romersi.
Il report fotografa tre tendenze principali: «Un riflesso condizionato alimentato dalla memoria del Covid-19 che genera una forte polarizzazione sui social media e sfiducia immediata verso esperti e istituzioni. Accanto a questo si osserva, nel periodo analizzato, una crescente pressione dei media generalisti, i quali, alla ricerca di engagement, tendono a sovradimensionare la reale portata epidemiologica dei contagi attuali. Inoltre, si nota il trend dei profili creator di lifestyle e generalisti che usano Hantavirus in chiave ironica o attraverso i “meme” decontestualizzando l’informazione sanitaria per generare visibilità personale».
«In questo scenario, l’attività di social listening non è solo un esercizio di monitoraggio, ma uno strumento per identificare le azioni prioritarie di comunicazione del rischio e contrasto alla disinformazione da mettere in atto. È prioritario identificare e colmare tempestivamente i vuoti informativi che emergono dalla discrepanza tra l’elevato volume di ricerche da parte dei cittadini (sintomi, mappe di diffusione, rischi occupazionali) e la limitata disponibilità di contenuti informativi ufficiali e basati sulle prove scientifiche. A fronte di una sovrabbondante produzione di contenuti online, la comunicazione social del Ministero della Salute nel periodo osservato si limita ad un solo post su Hantavirus che rimanda alla sezione FAQ sul sito. La storia delle recenti emergenze sanitarie insegna che ogni spazio lasciato vuoto dalla comunicazione istituzionale viene rapidamente colonizzato da narrative distorte. Agire sui segnali precoci qui delineati è fondamentale per prevenire la cristallizzazione di nuove distorsioni narrative nel dibattito pubblico» concludono i ricercatori.

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