“Accorciamo le distanze”: il Comune di Dossena Lancia un innovativo progetto di telemedicina grazie ai fondi del PNRR

Un modello sperimentale di assistenza socio-sanitaria ai pazienti fragili o cronici che vivono in aree montane, svantaggiate dalla lontananza
dai centri ospedalieri e dai servizi medici
tradizionali

Fornire servizi sanitari efficienti e personalizzati ai residenti di aree montane e rurali, spesso svantaggiate dalla lontananza dai centri ospedalieri e dai servizi sanitari.  E’ questo l’obiettivo del progetto innovativo di telemedicina finanziato nell’ambito del PNNR presentato questa mattina dal Comune di Dossena, in collaborazione con ATS Bergamo, ASST Papa Giovanni XXIII e l’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza (AREU). Durante la conferenza stampa hanno preso parte i rappresentanti delle istituzioni coinvolte.

Grazie a questa iniziativa, i cittadini più fragili, come gli anziani soli e i malati cronici, potranno beneficiare di servizi avanzati di telemonitoraggio, teleconsulto e televisita, senza doversi spostare dal proprio domicilio.

L’iniziativa prevede l’installazione di dispositivi tecnologici all’avanguardia, che permetteranno il monitoraggio continuo dei parametri vitali dei pazienti, la gestione degli allarmi in caso di emergenze e la trasmissione sicura dei dati alla centrale di telemonitoraggio. In questo modo, il progetto intende non solo migliorare la qualità della vita dei pazienti, ma anche alleggerire il carico sui servizi sanitari di emergenza, gestendo tempestivamente le situazioni meno critiche direttamente sul territorio.

Come detto, il progetto vede la collaborazione tra il Comune di Dossena e partner istituzionali e sanitari, tra cui ATS Bergamo, ASST Papa Giovanni XXIII e AREU (Agenzia Regionale Emergenza Urgenza). Una sinergia che intende garantire un supporto capillare e un’integrazione efficace tra i servizi sanitari esistenti e le nuove tecnologie messe a disposizione dalla telemedicina. AREU, in particolare, ha messo a disposizione la propria esperienza e competenza per lo sviluppo di sistemi di gestione dei pazienti atti a discriminare le situazioni di emergenza urgenza rispetto a bisogni di salute che possono essere gestiti a livello territoriale, mentre ASST Papa Giovanni XXIII manterrà il contributo degli infermieri di famiglia e di comunità, componente strutturale a sostegno della continuità delle cure. ATS Bergamo si impegna a facilitare i collegamenti tra la centrale operativa di Dossena e le strutture sanitarie regionali, assicurando così un’integrazione fluida ed efficiente.

Uno degli aspetti più significativi del progetto è il suo approccio inclusivo, che vede la partecipazione attiva dell’intera comunità, globalmente intesa: infermieri di famiglia e di comunità, medici di medicina generale, farmacisti, caregiver e volontari saranno tutti coinvolti nel garantire l’efficacia del sistema di telemedicina. Questo modello organizzativo permette di creare una rete di assistenza capillare e di prossimità, che si pone l’obiettivo non solo di migliorare la qualità della vita dei pazienti, ma anche di rafforzare il tessuto sociale della comunità

Sarà l’utente stesso, in accordo e tramite il suo medico di medicina generale, a chiedere di aderire al nuovo servizio, che sarà attivato mediante la consegna del device tecnologico e l’inserimento nel sistema di monitoraggio. La tecnologia svolge un ruolo chiave, con l’utilizzo di una centrale operativa presso il Comune di Dossena che potrà essere interconnessa con i sistemi di continuità assistenziale già attivi a livello regionale. Questo sistema permetterà di rispondere tempestivamente agli allarmi inviati dai dispositivi di monitoraggio, garantendo interventi rapidi e mirati anche in situazioni di emergenza.

Dossena, con la sua collocazione geografica peculiare, si presenta come un contesto ideale per la sperimentazione di questo modello di telemedicina. Il progetto ha l’ambizione di diventare un esempio virtuoso da replicare in altre aree della provincia di Bergamo, di Regione Lombardia, ma anche a livello nazionale nei comuni di area vasta, contribuendo a ridurre il divario tra le zone urbane e quelle rurali in termini di accesso ai servizi sanitari.

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