Da Singapore al Cardarelli di Napoli per una grave neoplasia

Assistente di volo colto da malore durante il servizio e costretto a scendere al primo scalo. Trasferito in aeroambulanza a Capodichino dopo alcuni giorni di ricovero all’estero

Era partito da Sidney alla volta di Londra. Lettera dei familiari: “Ha solo noi, aiutateci a farlo tornare in Italia”

La disperazione di una famiglia per un proprio congiunto costretto ad improvvise cure mediche oltre confine, ad oltre 10mila chilometri distanza. L’appello alle istituzioni affinché si potesse trovare il modo più rapido per un rimpatrio sanitario in Italia. La disponibilità di un ospedale, il Cardarelli di Napoli, ad ospitare il paziente, colto da malore a Singapore durante il lavoro e poi da successivi controlli – prima in una struttura privata asiatica e quindi al Singapore General Hospital – trattato per una grave forma di neoplasia.

E’ quanto accaduto ad un assistente di volo italiano, originario della provincia di Caserta, ora ricoverato al Cardarelli dopo un periodo di degenza trascorso all’estero e in seguito all’appello della famiglia all’Ambasciata d’Italia a Singapore e alla Regione Campania al fine di trovare una struttura pubblica che potesse ospitarlo per le cure.

Da oggi Eduardo (nome di fantasia scelto per tutelare la privacy del paziente) è assistito presso un reparto di alta specializzazione del Cardarelli ad indirizzo oncologico, circondato dall’affetto dei propri cari e nella città in cui i familiari avevano espresso il desiderio che tornasse. La sua prognosi è incerta, mentre è in corso l’interlocuzione tra l’ospedale napoletano e Singapore – per il tramite anche dell’Ambasciata italiana – per una più compiuta sinergia clinico-assistenziale.

Dopo il nulla osta del Cardarelli ad accogliere il paziente, l’assistente di volo casertano è partito da Singapore alla volta di Londra, con assistenza medica a bordo, affrontando un viaggio lungo 14 ore. Quindi dalla capitale inglese è ripartito in aeroambulanza con direzione Napoli e trasferimento in ambulanza all’ospedale napoletano.

“Ha solo noi, per questa ragione abbiamo rivolto un appello affinché vi fosse la disponibilità di una struttura pubblica a farlo tornare in Italia – dicono i familiari –. Vorremmo ringraziare il vicecommissario consolare Andrea Villani dell’Ambasciata d’Italia a Singapore per il lavoro di queste settimane”.

Dice Antonio d’Amore, direttore generale del Cardarelli: “Quest’ospedale si caratterizza oltre per le tante eccellenze che ha, a livello nazionale ed internazionale, anche e soprattutto per non lasciare mai indietro nessuno. Abbiamo risposto ad un appello di una famiglia che chiedeva concretamente aiuto per un nostro concittadino con lo stesso spirito di servizio e senso di responsabilità che mettiamo nella pratica clinica quotidiana.

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