Farmaci equivalenti, opportunità e sostenibilità. “Serve abbattere le barriere culturali e informative”

Secondo i dati Egualia il Friuli-Venezia Giulia si posiziona tra le regioni che hanno una buona propensione all’impiego dell’uso del farmaco equivalente e alla scelta dell’equivalente che abbia una quota di compartecipazione più bassa per il cittadino. Gli esperti: “Bisogna proseguire su questa strada, incentivare ulteriormente l’uso di questi farmaci, cercando di abbattere le barriere culturali e informative che ancora persistono”.

Udine, 17 aprile 2025 – È partita da Udine la road map ‘Il ruolo sociale del farmaco equivalente – Call to action”, organizzata da Motore Sanità con il contributo incondizionato di Teva, con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza sul ruolo sociale del farmaco equivalente, quale opportunità di cura valida per il cittadino e opportunità di sostenibilità per il nostro Servizio sanitario nazionale. Secondo i dati Egualia, il Friuli-Venezia Giulia si attesta a livello nazionale tra le regioni virtuose per quanto riguarda l’incidenza percentuale degli equivalenti sul totale della spesa rimborsata dal SSN (dati gennaio-dicembre 2023), ponendosi al di sopra della media nazionale. Inoltre si attesta ai minimi livelli per quanto concerne il differenziale di prezzo che rimane a carico del cittadino per ritirare il medicinale brand off-patent invece dell’equivalente. Questo evidenzia che il cittadino friulano mediamente si fida dell’utilizzo degli equivalenti e all’interno della schiera di questi, sceglie i farmaci che hanno meno impatto sul proprio portafoglio.

Come ha sottolineato Gabriele Beltrame, Vice Presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Udine, il farmaco generico rappresenta un’opportunità perchè garantisce un accesso agevolato al farmaco dal punto di vista economico sia per il cittadino che per il Ssn con garanzie di qualità. “La sua presenza fin dall’inizio è stata fondamentale nel calmierare i prezzi e nell’eliminare qualunque eventuale forma di speculazione. Compito dovuto del farmacista è quello di comunicare in tutte le situazioni in cui ciò sia fattibile la possibilità di usufruire del farmaco equivalente generico rispetto alla prescrizione ricevuta”. “Consigliando i pazienti sull’opportunità di continuare la terapia con la stessa marca di farmaco equivalente con cui si è iniziato a curarsi, il farmacista può ottimizzarne i risultati – ha proseguito il farmacista -. Nel rassicurare il paziente sulla qualità dei farmaci generici e sulla loro equivalenza il farmacista, vista la fiducia di cui gode nel contesto sociale ove opera, può svolgere un’attività fondamentale ed insostituibile nella loro diffusione ed utilizzo”.

“Il farmaco equivalente è una risorsa clinica, economica e culturale – ha sottolineato il dottor Luca Maschietto, Segretario SIMG Friuli-Venezia Giulia -. Utilizzarlo in modo consapevole è un atto di responsabilità condivisa tra medici, pazienti e istituzioni. In Friuli-Venezia Giulia, siamo ancora sotto la media nazionale nell’uso degli equivalenti, ma i margini di crescita ci sono. Superare l’idea del ‘farmaco di serie B’ è essenziale: l’equivalente è efficace, sicuro e sostenibile, se correttamente prescritto e assunto. Serve un lavoro corale, una comunicazione chiara e coerente, e un coinvolgimento attivo dei medici nei processi decisionali. Come SIMG Friuli-Venezia Giulia, siamo pronti a fare la nostra parte in questa sfida di equità e fiducia nella medicina basata sull’evidenza”.

Elvy Zappetti, Vice Presidente Federfarma Udine e Consigliere Ordine dei Farmacisti Udine si è soffermato sulle valutazioni di equivalenza terapeutica degli equivalenti, che possono garantire più sicurezze ai sanitari. “Serve chiarire e tranquillizzare i professionisti sanitari con uno strumento simile all’Orange Book degli Stati Uniti dove i vari farmaci equivalenti vengono confrontati e valutati, verifiche queste che danno più certezze”.

Cittadinanzattiva Friuli-Venezia Giulia ha snocciolato numeri che disegnano i comportamenti dei cittadini friulani rispetto ai farmaci equivalenti: quasi un cittadino su tre nutre ancora dubbi sul fatto che i farmaci equivalenti abbiano la stessa efficacia di quelli cosiddetti “di marca” e uno su cinque dichiara che il medico indica sul ricettario solo quest’ultima tipologia. Il 47% dei cittadini sarebbe predisposto ad acquistare l’equivalente, mentre resiste un 19% che prediligerebbe comunque il brand. “Certamente è fondamentale svolgere una campagna di informazione e comunicazione istituzionale rivolta ai cittadini e agli operatori sanitari per superare le resistenze di tipo culturale ma anche eventuali ostacoli pratici nella domanda e offerta di detti farmaci” hanno spiegato Erica Vacchiano, Segretaria regionale Cittadinanzattiva Friuli-Venezia Giulia, e l’avvocato Andrea Plazzotta.

Hanno partecipato alla tavola rotonda anche il dottor Andrea Morsanutto, Direttore SOC Politiche del farmaco e Governo dei percorsi di Appropriatezza dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale e la dottoressa Barbara Ros, Direttore SOC Farmacia Territoriale Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale.

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