Dalle erbe amare arriva Eat stop contro i chili di troppo. Un té a base di acido abscissico estratto dalle pesche acerbe per contrastare la progressione del prediabete verso la malattia conclamata, la procianidina delle mele annurche ridotta in capsule per abbassare i livelli di colesterolo Ldl ed aumentare quelli di Hdl. E ancora, i bioflavonoidi delle vinacce di Taurasi dell’Irpinia (Taurisolo) per neutralizzate le TMao prodotte in eccesso dal microbiota intestinale quando nella dieta c’è un eccesso di carni rosse e per contrastare le infezioni virali. Sono solo alcuni dei brevetti messi a punto da Ettore Novellino, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Avellino, già docente ordinario della Federico II di Napoli, attualmente ancora in cattedra alla Cattolica di Roma. Proprio Novellino alcuni anni fa ha investito il Tfr per creare un’azienda di integratori a Marcianise, nel casertano, (NGN Healthcare), scrivendo i primi capitoli di una storia di eccellenza nella ricerca e nella chimica farmaceutica internazionale.
ETTORE NOVELLINO
Preside della Facoltà di Farmacia dell’Ateneo Federico II fino al 2006, poi direttore di dipartimento fino al 2018, per 8 anni Novellino è stato responsabile dell’area chimica del Consiglio universitario nazionale e prima ancora responsabile del Cirf (Centro interdipartimentale di farmaco economia e farmaco utilizzazione) della Campania, oggi da pensionato si divide tra Marcianise, dove ha impiantato laboratori di ricerca e un’azienda che produce nutraceutici (NGN Healthcare), e Roma dove continua ad insegnare alla Cattolica. Un pioniere, Novellino, in una disciplina giovane che utilizza alcuni componenti naturali degli alimenti come principi attivi per farne integratori utili e per la salute, la prevenzione e il trattamento di molte malattie. «Nel 2013 – ricorda il docente – quando di Nutraceutica in Italia non si occupava nessuno, ho istituito a Napoli anche il primo e ancora unico corso di laurea in Italia sulla nutraceutica clinica». Una disciplina oggi assurta ad una vera e propria esplosione nel mercato degli integratori alimentari. Non è un caso che Novellino, in una classifica stilata un anno fa su Current Reasearch in Nutrition and food science, analizzando tutti i 16mila lavori scientifici pubblicati in questa disciplina dal 1993 al 2023, è stato collocato al terzo posto al mondo e al primo in Italia. I primi due classificati sono tecnologi alimentari quindi di fatto risulta primo assoluto nella Nutraceutica clinica mondiale.
Tra le sue intuizioni c’è l’estratto procianidico della mela annurca che ha conferito ad uno dei prodotti tipici della Campania e della nostra tavola un primato anche nella prevenzione della ipercolesterolemia ormai presente sotto varie formulazioni che utilizzano il suo brevetto in tutte le farmacie. Una quota di persone trattate con il principio attivo hanno tratto benefici anche nella crescita dei capelli e così è nato la formulazione “hair” dell’estratto di mela annurca. «Le mele – spiega Novellino – sono un vero concentrato di principi benefici per la salute, utili anche per prevenire i tumori del colon soprattutto le lincine, una cultivar recessiva di cui si è occupato anche il Cnr di Avellino». Al suo fianco a Marcianise Novellino ha chiamato tre giovani ricercatori post-doc assunti e messi a capo di 7 laboratori di tipo biologico, chimico analitico e tecnologico con cui porta avanti altre novità.
SOVRAPPESO E OBESITA’
Oggi Novellino sta lavorando ad una serie di ausili per prevenire patologie dismetaboliche, dall’ipercolesterolemia alla ipertensione, dalla iperglicemia allo stress ossidativo fino a puntare al calo ponderale per chi è in sovrappeso senza trascurare la cura delle affesioni dell’apparato muscolo scheletrico con ottimi risultati negli studi di fase 3 utilizzando l’acido Ursolico, etsratto anch’esso dalle mele che su cavie agisce nell’antinfiammazione del nervo sciatico in alternativa ai Fans potenziando l’effetto nel dolore neuropatico del solo Paracetamolo. L’ultimo nato in casa Novellino è “Eat stop”, un mix di erbe e verdure edibili dal sapore amaro come la cicoria che hanno la capacità di bloccare la sensazione di fame su cui ha ottenuto due brevetti uno in Europa e l’altro negli Usa.
Sovrappeso e obesità sono condizioni in rapida crescita a livello mondiale caratterizzati da alcun eccessivo di adiposità o grasso corporeo che possono avere impatti negativi sulla salute. Attualmente 1/3 della popolazione ne è colpita raggiungendo in alcuni casi proporzioni epidemiche con aumentato rischio di malattie croniche tra cui quelle cardiovascolari e il diabete di tipo 2, ipertensione nonché disturbi muscolo scheletrici come l’osteoartrite. E’ ben noto come i farmaci anoressizzanti e gli inibitori SSRI, ampiamente utilizzati in passato abbiano, abbiano prodotto effetti collaterali senza pervenire alla stabilizzazione del peso tanto che il loro uso è stato definitivamente vietato.
Attualmente, in mancanza di valide alternative, vengono utilizzati senza specifica indicazione terapeutica (off-label) gli agonisti GLP1 nati come farmaci antidiabetici sfruttando il loro effetto concomitante di rallentamento dello svuotamento gastrico con induzione nel senso di sazietà ma di cui non sono ancora noti gli effetti a lungo termine.
Non mancano in questo campo nuovi approcci terapeutici: l’attuale orientamento della ricerca scientifica è basato ad esempio su un approccio totalmente innovativo e tende a promuovere il senso di sazietà e la riduzione del desiderio compulsivo di cibo (food-craving) piuttosto che la soppressione dell’appetito come invece avviene con l’uso di sostanze anoressizzanti.
In questa direzione sono state sperimentate molecole bioattive derivanti da fonti alimentari in grado di interagire con i recettori del gusto amaro (TAS2R) del tratto gastrointestinale la cui stimolazione a livello della mucosa gastrica determina il rilascio di Grelina un ormone Oressigeno mentre l’attivazione del recettori (TAS2R) presenti nella mucosa duodenale determina la liberazione di colecistochinina (CCK-B), un peptide coinvolto nel rallentamento dello svuotamento gastrico e nell’induzione del senso di sazietà.
“Recenti studi – spiega Novellino – in vitro ci hanno permesso di identificare che la melatonina è il mediatore endogeno dei recettori dell’amaro (TAS2R) capace di determinare senso di sazietà mentre l’algoritmo di similarity screening ci ha permesso di identificare che la Chinina, alcaloide della corteccia di China (Cinchona Succirubra) avendone completa somiglianza strutturale è in grado di attivare anch’essa i recettori (TAS2R) evocando gli stessi effetti fisiologici e metabolici.
I TRIAL CLINICI
“In un primo Trial clinico condotto su 60 soggetti sovrappeso obesi sottoposti a dieta ipocalorica l’assunzione di capsule gastroresistenti di 400 mg di estratto di corteccia di China, pari a 12,5 mg di china 2 volte al giorno 1 ora prima dei pasti ha permesso in 60 giorni una riduzione media del 6,7% del peso corporeo del 6,4% dell’indice di massa corporea e del 6,4% della circonferenza vita e del 4,5% della circonferenza fianchi. Tutti i soggetti trattati hanno mostrato, durante il periodo di osservazione, un maggiore senso di sazietà in quanto avevano mantenuto livelli sierici di CCK più elevati rispetto al gruppo di controllo. Il notevole risultato ottenuto nel primo trial clinico e la individuazione della presenza di ulteriori recettori TAS2R anche a livello ileo intestinale ci hanno suggerito la possibilità di individuare ulteriori sostanze amare presenti in natura capace di una interazione selettiva con i diversi sotto tutti i recettori TAS2R aventi localizzazioni specifiche lungo il tratto gastrointestinale. I risultati di questo ulteriore studio hanno mostrato che gli alcaloidi presenti nella corteccia di china quali chinina e Chinidina, interagiscono con i sottotipi TAS2R presenti a livello dello stomaco e del duodeno. I componenti amari della radice di genziana quali gentiopicrina ed amarogentina, che interagiscono con i sottotitoli TAS2R presenti a livello del duodeno mentre la Lattucina e la Lattucopricrina presenti a Livello dello stomaco e del duodeno, componenti amari della radice di Genziana interagiscono con i sottotipi TAS2R presenti a livello del duodeno mentre la lattucina e la lattucopicrina presenti nella radice della Cicoria hanno una elevata affinità per i recettori TAS2R presenti a livello dell’ileo. Tali risultati scientifici ci hanno consentito di formulare e brevettare un complesso nutraceutico a base di estratti di corteccia di china, radice di cicoria e radice di genziana, denominato Gengricin dal potenziale sinergico per effetto della contemporanea attivazione dei ricettori TAS2R presenti a livello gastroduodenale ed ileale con conseguente incremento del senso di sazietà. Tale ipotesi è stata successivamente confermata da uno studio in vitro che effettivamente ha registrato un incremento di rilascio di CCK-B significativamente più elevato del 15% rispetto all’estratto contenente la sola corteccia di China e la liberazione dell’ormone GLP-1 mediata dalla stimolazione di TAS2R presenti a livello dell’ileo”.
Nasce così Eat-stop formulato su questi studi e test in vitro e in vivo, attivo nel promuovere il senso di sazietà, la perdita di peso e i cambiamenti nella composizione corporea. “Un ulteriore studio clinico – conclude Novellino – della durata di tre mesi su novantadue soggetti sovrappeso, sottoposti ad una dieta ipocalorica, ha permesso di evidenziare che i pazienti trattati con Eat stop hanno mostrato dopo novanta giorni una perdita di peso medio significativamente più elevata nonché un miglioramento della composizione corporea rispetto al gruppo di controllo. Il tutto dovuto alla maggiore efficacia di Gengricin capace di incrementare gli effetti fisiologici sul controllo dell’appetito associati ad una riduzione del senso di fame con il passare dei giorni di terapia e livello di sazietà più elevati tra un pasto e l’altro con la scomparsa di attacchi di fame incontrollata”. Risultati che evidenziano la validità delle strategie nutraceutiche naturali basate sulla combinazione di composti che mirano alla modulazione del rilascio di ormoni gastrointestinali per un controllo efficace dell’appetito, la gestione del peso potenziando i meccanismi fisiologici correlati al senso di sazietà consentendo di assumere ai pasti una ridotta quantità di cibo riducendo anche la tendenza a ricorrere a spuntini non programmati o al consumo di Junk food tra i pasti principali senza evocare possibili effetti collaterali a breve e lungo termine dovuti a sovrastimolazioni di processi biologici correlati. E quindi l’assumere una compressa quando si avverte un attacco di fame improvviso aiuta a spegnere l’appetito fino al pasto successivo.