Innovazione in oncologia: l’importanza del patologo

Intervista a Claudia Manini, Coordinatore SIAPEC – Società italiana di Anatomia Patologica e Citologia Diagnostica, Piemonte e Valle D’Aosta

“L’introduzione di test di sequenziamento massivo parallelo ha prodotto una piccola rivoluzione nel nostro ambito e il patologo è la figura del professionista direttamente coinvolto in questa transizione che sta andando sempre più verso la medicina personalizzata”.  A parlare, nel corso della due giornate di lavori ONCOnnection Stati Generali NORD OVEST – LIGURIA, LOMBARDIA, PIEMONTE, VALLE D’AOSTA, promosse da Motore Sanità con il contributo incondizionato di Johnson & Johnson Med Tech, Sobi rare strength, Merck, GSK, è Claudia Manini, Coordinatore SIAPEC – Società italiana di Anatomia Patologica e Citologia Diagnostica, Piemonte e Valle D’Aosta.

“Perché il patologo, di fatto, è quello che gestisce il campione tessutale da sottoporre ad indagini biomolecolari – continua Manini – ed è quello che poi fornisce una diagnosi che dovrebbe essere, nei limiti del possibile, una diagnosi integrata, completa e tempestiva, intendendo per completa una diagnosi istopatologica tradizionale, corredata però di tutti i dati anche bimolecolari che possano orientare il clinico in quello che è il trattamento più idoneo per quel paziente e per quella neoplasia in quel paziente”.

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